Il centro di Pier Silvio e la crisi del centrodestra: Frosinone laboratorio?

Eletto dal centrodestra, il sindaco Mastrangeli governa con una maggioranza trasversale. Intanto, Forza Italia, spinta da Pier Silvio Berlusconi e guidata nel Lazio da Fazzone, cambia pelle e si smarca dagli schemi tradizionali. Tra strappi interni e nuove suggestioni centriste, il 2027 si avvicina come un appuntamento carico di incognite.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli è stato eletto nel 2022 alla guida di una coalizione di centrodestra: oggi si ritrova al timone di una maggioranza trasversale che include Consiglieri provenienti sia dal centrodestra che dal centrosinistra. Una maggioranza nella quale è fondamentale ed imprescindibile, per mantenere questo equilibrio precario, il sostegno esterno dell’ex sindaco Pd Domenico Marzi che è stato l’avversario di Mastrangeli al ballottaggio di 3 anni fa.

Riccardo Mastrangeli

Paradossalmente, Forza Italia — il Partito fondatore del Cnetrodestra — si trova all’opposizione, insieme al centrosinistra ed a sei consiglieri originariamente eletti nel centrodestra. Nonostante questa instabilità, Mastrangeli ha visto crescere il proprio consenso: secondo il Governance Poll 2025, il suo gradimento ha raggiunto il 56%, in aumento rispetto al giorno dell’elezione. Un dato che rafforza la sua leadership, oggi e in proiezione futura, ma non cancella le tensioni interne alla coalizione.

Il messaggio di Pier Silvio, il codice-Fazzone

E’ un fatto acclarato che il Coordinatore Regionale di Forza Italia, il senatore Claudio Fazzone, in più di qualche occasione, utilizzi alleanze a geometria variabile. Nel senso che non sempre il dialogo di Forza Italia con gli alleati storici Lega e FdI è granitico ed assoluto. Al contrario. Ne sono un esempio le esperienze di Veroli o di Ferentino.

Il senatore Claudio Fazzone

A Veroli, pezzi di centrodestra e di centrosinistra hanno deciso di appoggiare il sindaco di Italia Viva Germano Caperna ed il suo progetto amministrativo. Forza Italia è all’opposizione. A Ferentino è accaduta la stessa cosa e Forza Italia non è riuscita nemmeno a presentare una sua lista. Il dialogo è più agevole con il Centrosinistra che con il centrodestra. Ne sono testimonianza le recenti dinamiche pontine in Acqualatina: Forza Italia è in minoranza mentre la governance è espressa da Lega e Fratelli d’Italia. O all’Amministrazione Provinciale di Latina: Forza Italia è in maggioranza con il presidente Gerardo Stefanelli (Italia Viva) mentre il resto del centrodestra sta in opposizione.

Alle receti elezioni, Forza Italia al Comune di Terracina ed a Viterbo non ha fatto squadra con FdI e Lega. Stesso dicasi alle Comunali di CivitavecchiaPalestrina. Troppi casi per essere solo delle coincidenze: se non c’è una strategia comune allora è un metodo di lavoro. Se Forza Italia lo ritiene politicamente utile, esce dal perimetro del centrodestra tradizionale per percorrere altri sentieri di dialogo e di confronto.

Forza Italia 3.0

Piersilvio Berlusconi (Foto. Canio Romaniello © Imagoeconomica)

Non è una deviazione di Claudio Fazzone. Recentemente Pier Silvio Berlusconi, figlio del fondatore di Forza Italia, ha lanciato un messaggio che ha acceso i riflettori nazionali. E potrebbe avere eco, nel medio e lungo periodo, anche a Frosinone dove il clima politico è tutt’altro che stabile.

Pier Silvio inoltre ha parlato di un “gigantesco spazio al centro” da riempire, immaginando un partito liberale, moderato, con venature progressiste sui diritti. Una Forza Italia 3.0, meno nostalgica e più pragmatica. Se decidesse davvero di scendere in campo, potrebbe attrarre moderati delusi da entrambi gli schieramenti e civici in cerca di casa.

A Frosinone, dove il centrodestra è diviso e il centrosinistra non riesce proprio a trovare una sintesi (anzi non ci prova nemmeno) l’arrivo di un “Berlusconi 3.0” potrebbe rimescolare le carte. Mastrangeli, nel 2027, potrebbe trovarsi davanti a un bivio: aprirsi al nuovo centro berlusconiano, dinamico e trasversale. Oppure restare ancorato a un centrodestra statico e traballante. E che le primarie potrebbero definitivamente terremotare. FdI ha già detto che voterà un proprio candidato sindaco e non Mastrangeli che è un civico indicato dalla Lega.

Terreno fertile

Domenico Marzi e Angelo Pizzutelli

La maggioranza attuale, già caratterizzata da una spinta centrista, potrebbe trovare nella nuova FI di Pier Silvio un terreno fertile per nuovi dialoghi e intese rinnovate.

In questo contesto non va dimenticata la situazione del centrosinistra. Le dinamiche interne al Partito Democratico hanno creato non poche lacerazioni. Il Capogruppo Angelo Pizzutelli ha posto da mesi una questione sul futuro politico del Gruppo e del Partito. Complice il caos interno alla Federazione culminato con la nomina di un Commissario nazionale, Pizzutelli ha rassegnato le dimissioni e messo in chiaro che lui ed il suo migliaio di preferenze personali potrebbero sentirsi con le mani libere dal 2027. E la nuova polarizzazione centrista di Forza Italia potrebbe agevolare questo processo.

Fantapolitica? Forse. Ma in una città dove chi ha vinto le elezioni è all’opposizione e chi le ha perse governa, tutto può davvero accadere. Come disse Roy Batty in Blade Runner: «Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare».