Un mese e mezzo dopo il Consiglio che aveva sostituito la delibera popolare con una mozione di maggioranza, i 1.200 firmatari tornano a palazzo Municipale per chiedere conto delle promesse. Sullo sfondo: la perizia del Consorzio Industriale, il contratto con Quick Parking, la Cavour Immobiliare e il possibile esproprio. Forza Italia blinda il sindaco in vista delle comunali 2027.
Tornano a bussare. Il comitato civico di via Atratina (quello che con 1.200 firme, sei volte il minimo richiesto dallo Statuto, aveva promosso la delibera di iniziativa popolare per il piazzale dell’ex stazione ferroviaria) ha ottenuto un’audizione dal sindaco Cristian Leccese. L’incontro è fissato per domani, mercoledì 15 luglio alle 16.30, nell’aula consiliare.
Il punto di partenza è noto: il 4 giugno scorso il Consiglio Comunale non aveva approvato la proposta popolare di riacquisire il piazzale dell’ex Stazione Ferroviaria. Era passata però una mozione della maggioranza: tecnicamente un atto di indirizzo, che raggiungeva gli stessi obiettivi dichiarati ma portava la firma della Giunta. (Leggi qui: Piazzale della stazione: Leccese trasforma la bomba politica in colpo da maestro).
Tre quesiti sulle promesse precise

Il Comitato domani incontra il sindaco con tre domande precise. Per capirle occorre spiegare la storia di quel piazzale.
All’inizio degli anni Duemila il gruppo Ferrovie dello Stato lo aveva ceduto all’allora Consorzio Industriale CosInd. Una ventina di anni più tardi, nel 2019 il Consorzio Industriale lo rivende alla Cavour immobiliare al prezzo di 409mila euro e dopo pochi mesi il Comune approvò una variante urbanistica che trasformava quell’area da destinata a “Scuole e verde pubblico” a “Servizi e parcheggi”. Il tutto, sembrò un regalo al punto che la Procura di Cassino indagò; ne seguì un processo a conclusione del quale non ci furono condanne.
Ora c’è l’ipotesi che il Comune torni in possesso del piazzale trasformato in parcheggio. Per questo il Consorzio Industriale del Lazio (nato dalla fusione del CosInd con gli altri Consorzi industriali della regione) ha avviato uno studio con cui determinare il valore dell’area. I consulenti del commissario Raffaele Trequattrini sono già stati a Gaeta a misurare la superficie del piazzale. Il Comitato vuole sapere qual è lo stato di avanzamento. La seconda domanda riguarda i contratti che gravano sull’area: quello stipulato con la società napoletana Quick Parking per la gestione della sosta a pagamento e quello tra la stessa Quick Parking e la Cavour Immobiliare. Cosa si sta facendo per rescindere quei contratti?

La terza — la più politicamente delicata — riguarda lo strumento dell’esproprio: il sindaco aveva lasciato intendere che il Comune potrebbe ricorrervi per recuperare la porzione di piazzale finita nelle mani della Cavour Immobiliare. È una strada concretamente percorribile?
Forza Italia para le spalle a Leccese
Il tutto, all’interno del progetto Cajeta Anima Vitri: studio di fattibilità a carico dell’ANCE provinciale di Latina, redatto da uno studio di ingegneria milanese, che punta a riunire in un unico polo il piazzale dell’ex stazione, l’area dell’ex vetreria Avir e lo stadio Antonio Riciniello.

Mentre il comitato prepara le domande, Leccese si è fatto coprire le spalle dal suo Partito. La coordinatrice comunale di Forza Italia Maria Weisghizzi ha diffuso una nota di solidarietà all’amministrazione, incentrata sulla gestione estiva della città: parcheggi, ZTL, rifiuti, movida, sicurezza. Toni promozionali, contenuto da comunicato ufficiale.
La lettura politica è più interessante del comunicato. Con le elezioni comunali a dieci mesi, Leccese sa che i temi della mobilità e dei parcheggi, in una città che d’estate quintuplica la propria popolazione, sono terreno fertile per l’opposizione. Farsi affiancare da Forza Italia su queste questioni serve a blindare il fronte prima che la campagna entri nel vivo. In questo modo, la scelta diventa politica, condivisa, non un capriccio del sindaco.
Il piazzale dell’ex stazione non è solo una questione urbanistica: è l’epicentro politico attorno a cui si costruirà buona parte del dibattito delle prossime amministrative. Chi arriverà al voto avendo risolto — o almeno avviato concretamente — quella partita avrà un vantaggio reale. Chi invece tornerà a mani vuote avrà un problema difficile da spiegare ai 1.200 che avevano firmato.



