Il comune denominatore tra Italia, Russia e Iran: il sovranismo sanitario

Il no di Roma agli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale e la scelta di un Paese che pare aver dimenticato le bare di Bergamo

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Tutto è cominciato quando il ministro della Salute Orazio Schillaci ha inviato una lettera all’Organizzazione mondiale della sanità. Lo scopo? Secco, e senza vie di mezzo: dare menzione del rifiuto degli emendamenti 2024 al Regolamento sanitario internazionale. Si tratta in buona sostanza di voci legislative a favore del concetto di “emergenza pandemica”.

Flashback, dissolvenza e ricordiamoci che solo 5 anni fa il mondo stava praticamente annegando nel suo muco, ed ancora senza una valida soluzione terapeutica.

Quegli emendamenti prevedono una cosa che è stata teorizzata splendidamente da filosofi, sociologi e pensatori di rango massimo: che cioè non ci si salva mai da soli e che la mistica del “gol alla Maradona” vale solo nel calcio da cineteca.

Come “The Donald”

Orazio Schillaci (Foto: Alessandro Amoruso © Imagoeconomica)

Ad ogni modo l’obiettivo era e resta una “maggiore solidarietà ed equità all’interno dell’Oms”. Dal canto suo l’Italia, questa Italia qua, ha detto no e di fatto si è messa in perfetto endorsement con la linea di Donald Trump. Un pensatore in gamba e straordinario comunicatore come Nicola Donti ci si è piallato l’ugola, in questi anni, a spiegare umanizzazione e collegialità dell’universo sanitario. Tuttavia il duo Meloni-Schillaci ha piazzato l’Italia in compagnia del suo egotismo bullo di Paese Sovrano. Basta spulciare le pagine social del parlamentari di Fratelli d’Italia per capire quanta fierezza abbia generato questa scelta.

Sulle card è tutto un fiorire di cose come questa: “Il Governo Meloni non ha intenzione di ripetere gli errori fatti in passato dalle sinistre. La nostra Nazione è sovrana anche in materia sanitaria“. Insomma, il must è il solito: a casa nostra comandiamo noi, così ogni italiota gonfia il petto e i sondaggi tengono la destra in vetta grazie anche alle truppe cammellate degli inossidabili e livorosi no vax.

E siamo in ottima compagnia, in ordine a questa scelta di autocrazia sanitaria.

Cosa era successo a maggio

Giorgia Meloni

A maggio scorso Roma era stata tra gli undici astenuti in ordine al nuovo accordo pandemico globale che aveva fatto registrare 124 sì e nessun voto contrario. Ed in quell’occasione l’Italia era in ottima compagnia.

Di chi? Ad esempio di Paesi ad altissimo tasso di libertà come l’Iran di Khamenei e la Russia di Putin. E’ un problema di lessico? No, affatto, anche se il lessico sovranista è la polpa di merito stessa del sovranismo, il vero problema sta nel merito di una faccenda che non è solo l’asseverazione muscolare di una sovranità kamikaze.

In questi giorni, anche se con presupposti “timidi” e per nulla riconducibili ad uno scenario pandemico, in provincia di Latina ed in alcune zone della Campania il virus West Nile sta facendo malati ed anche qualche vittima.

Intanto a Latina il West Nile…

Il che significa, quanto meno, che forse un protocollo più collegiale per scenari futuri sarebbe stato cosa saggia. Francesco Filini invece, che è deputato di FdI, ha tutt’altri argomenti da opporre. Roba solida come questa: “I nostalgici dei lockdown, degli obblighi sanitari, del green pass e del duo Conte-Speranza, sbraitano per la sacrosanta decisione del Governo Meloni”. “Se ad opporsi sono gli stessi che hanno imposto restrizioni, obblighi e green pass, vuol dire che siamo dalla parte giusta”. Ragionamentucoli-balocco per converso e di tigna ex post, insomma.

E nel nome di un’eugenetica di pensiero per cui se il tuo avversario, ma guarda caso, la pensa diversamente da te allora come la pensi tu è Bibbia e come la pensa lui è satanismo militante.

Palazzo Chigi

Eppure le bare di Bergamo ce le ricordiamo tutte. Eppure neanche ci sarebbe bisogno, in un Paese civile, si evocare immagini-totem di un orrore passato per tenerlo relegato dietro al presente e non certo rilanciato ipoteticamente nel futuro. Ma cosa significa, nel concreto dell’azione di un sistema complesso di governo, non aver avallato quegli emendamenti?

Semplicemente che, in caso di nuove grane serie da un punto di vista pandemico noi cittadini saremo esentati da regole. Cioè da quelle cose che sono il solo argine ad un’emergenza. E che in caso di agenti patogeni che possono provocare la morte moriremo tutti più liberi. Liberi e trumpiani.