Il Consiglio certifica che senza Marzi la maggioranza Mastrangeli non esiste

Il Consiglio comunale di Frosinone si interrompe dopo 25 minuti e certifica il legame politico tra Riccardo Mastrangeli e Domenico Marzi. La maggioranza non regge il numero legale, l’opposizione protesta, l’equilibrio resta precario.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Meno di mezz’ora. Ad essere precisi, 25 minuti esatti. Meno di una partita di calcetto,  è bastata ieri sera per certificare che il sindaco Riccardo Mastrangeli è legato mani e piedi all’ex sindaco Domenico Marzi, suo competitor alle elezioni del 2022. La conferma plastica di questo vincolo l’ha fornita in quei 25 minuti il Consiglio comunale riunito ieri sera. Così è se vi pare.

Questo “matrimonio” tra l’ex sindaco Dem e l’attuale indicato dalla Lega, serve per portare a termine la Consiliatura alla scadenza naturale. Nessuno, ma proprio nessuno, si dimetterà mai da nulla, prima del tempo. 

La breve cronaca dei brevissimi lavori

Foto © Massimo Scaccia

Il Consiglio era convocato per le 18:30, esclusivamente in Prima convocazione, quindi con la necessità di avere la presenza in Aula di 17 Consiglieri, per discutere i 6 punti all’Ordine del Giorno. Anche le poltrone dell’Aula consiliare sapevano però che il Consiglio si sarebbe interrotto al momento della discussione della mozione del Consigliere Anselmo Pizzutelli. (Leggi qui: Pizzutelli-Ferrara, la strana coppia “contro” il Brt e Mastrangeli).

Ai primi 2 punti dell’Ordine del Giorno erano state inserite, non a caso, le iniziative che puntavano “a sostenere la necessità della tregua dello stato di guerra nella Striscia di Gaza in Medio Oriente e l’auspicato futuro riconoscimento da parte del Governo Italiano dello Stato della Palestina. A firma del Consigliere Domenico Marzi“. Ed al secondo punto la mozione Condanna del genocidio di Gaza, ripudio del terrorismo e della guerra, impegno per la pace” a firma del Consigliere Anselmo Pizzutelli più altri.

Era imprescindibile ed indispensabile per il sindaco e la sua non maggioranza, dopo lo shampoo pubblico della volta scorsa per aver abbandonato l’Aula dare un segnale tangibile ed inequivocabile a Marzi, di fattiva collaborazione ma anche di rispetto e garbo istituzionale. E così è stato.

Il nodo del genocidio

Domenico Marzi interviene in Aula (Foto © Massimo Scaccia)

Dopo un po’ di melina, fuori dall’Aula, fatta dai Consiglieri di maggioranza per avere la certezza del numero legale, la seduta si è aperta con 27 presenti. Domenico Marzi ha finalmente presentato la sua mozione, che attendeva da maggio: breve, incisiva, di spessore, approvata con 12 voti favorevoli e 8 astensioni. Era quello che voleva lo stesso Marzi e ancor più Mastrangeli, per continuare la cooperazione. 

È arrivato poi il momento della seconda mozione, quella di Anselmo Pizzutelli che parlava apertamente di “genocidio“. Proprio mentre Pizzutelli la stava illustrando, il presidente del Consiglio Max Tagliaferri, da vecchia volpe d’Aula, ha chiesto di fare l’appello per la verifica del numero legale. In quel momento i Consiglieri di Fratelli d’Italia hanno “rifatto i ferri” e abbandonato la sala consiliare.

Alla fine erano presenti solo 16 consiglieri su 27, un numero insufficiente in Prima convocazione (ne servivano 17). Il Presidente Tagliaferri ha dovuto quindi certificare la fine anticipata della seduta. Tutto come da copione e da strategia studiata a tavolino e applicata in consiglio dal sindaco Mastrangeli ed i suoi. 

A Pizzutelli non va giù

Anselmo Pizzutelli

Chiaro che ad Anselmo Pizzutelli questa cosa non è andata proprio giù. Senza mezzi termini ha detto: “Oggi si è certificato che la maggioranza non esiste. A mantenere il numero legale per la trattazione dei punti all’ordine del giorno deve essere la maggioranza che invece si è defilata al secondo punto all’Ordine del Giorno. Il sindaco poi è in balia dei consiglieri comunali”.

Inoltre far venire meno il numero legale ha significato anche penalizzare la città, perché al punto successivo c’era l’adesione alla Fondazione Istituto tecnico superiore Meccatronico. E poi c’era un altro punto sul finanziamento per le famiglie con disabili e la discussione sui servizi sociali”.

Riflessioni politiche a margine

Riccardo Mastrangeli (Foto © Stefano Strani)

Il sindaco Riccardo Mastrangeli ed i Consiglieri che lo sostengono, ieri sera sono entrati in Aula preparati, con le idee chiare su cosa fare, come farlo e soprattutto quando. La verifica del numero legale orchestrata dal Presidente d’Aula ne è la riprova.

Ora la strategia di abbandonare l’Aula può sembrare vincente, per chi non vuole esporsi su temi divisivi, come quelli su Gaza. Ma è anche un boomerang politico, perché certifica la debolezza numerica del gruppo di governo, oggi incagliato a 16 Consiglieri e in Prima convocazione la maggioranza non va da nessuna parte. Per questo servono Marzi (e i suoi Consiglieri Gagliardi e Mandarelli) come il pane. 

E la decisione di perseverare esclusivamente con la prima chiama oggi è ancora più nitida. Non servono alchimie interpretative. L’ex sindaco Marzi diventa sempre più l’ago della bilancia per la sopravvivenza dell’amministrazione Mastrangeli. E probabilmente anche in previsione 2027. Si è ritagliato un ruolo determinante, pur avendo perso le elezioni. Nemmeno Macchiavelli sarebbe riuscito a fare meglio.

Il dato politico è chiaro

Il Municipio di Frosinone

Il dato politico però è chiaro. Da un lato, la consiliatura andrà avanti fino alla fine, non sul presupposto di un progetto politico scaricato a terra, con una gestione amministrativa condivisa tra le forze di governo. Ma per il timore di andare a casa prima del tempo. Il vero collante di tutto. 

Dall’altro, le opposizioni (diverse) in Aula consiliare non troveranno mai (probabilmente nemmeno la cercano) una strategia comune ed unitaria per provare a mettere in difficoltà Mastrangeli. Quello che conta, per tutti, è arrivare senza troppi problemi alle prossime elezioni Provinciali del prossimo anno ed alle Comunali nel 2027. Primum vivere, deinde philosophari.

Come cantava mirabilmente l’indimenticabile Ornella Vanoni “domani è un altro giorno si vedrà”.