Il Consiglio sul piazzale della stazione si fa il 4 giugno: la maggioranza balla

Il Consiglio comunale sul piazzale della stazione viene fissato al 4 giugno, ma nella maggioranza di Gaeta crescono assenze, malumori e diffidenze. Il caso Matarazzo agita gli equilibri interni, mentre Pd e comitato civico preparano la resa dei conti politica.

Una data ora c’è. Attende solo la ratifica di una convocazione ufficiale. In agenda è segnato il 4 giugno prossimo: quel giorno il Consiglio Comunale di Gaeta discuterà la proposta di Delibera di Iniziativa Popolare finalizzata al riacquisto del piazzale della stazione ferroviaria.

Non è stata una riunione semplice quella che il sindaco Cristian Leccese ha dovuto presiedere giovedì pomeriggio, dopo che il presidente d’Aula Gennaro Dies era finito nel mirino del Comitato Civico. I cittadini avevano raccolto ben 1.200 firme per proporre al Comune la riacquisizione di quell’area nevralgica a metà strada tra il Centro e il lungomare di Serapo. Un piazzale capace di risolvere una delle maggiori criticità di Gaeta: la sosta e la mobilità. Quante sono 1200 firme? Tantissime se si considera che lo Statuto ne prevedeva solo 200 per ammettere alla discussione quella proposta di delibera.

Troppe le assenze di giovedì sera nelle fila di una coalizione che conosce i rischi legati all’iniziativa. Se fosse respinta, diventerebbe un boomerang a meno di un anno dalle elezioni.  Degli altri otto esponenti della maggioranza, alcuna traccia: se qualcuno si è giustificato per impegni lavorativi, la gran parte ha delegato il sindaco Leccese a decidere, scaricando su di lui le responsabilità politiche di un voto che scotta. Presenti, oltre al sindaco ed al presidente Dies, solo i consiglieri Pina Rosato, Gigi Ridolfi, Gino Gaetani, Rosario Cienzo, Assuntina Coscione e Katia Pellegrino.

Il caso Matarazzo: non invitato alla riunione

Raffaele Matarazzo

C’è però un caso nel caso. Un autorevole rappresentante della maggioranza avrebbe voluto partecipare alla riunione ma non ha potuto: semplicemente perché non è stato invitato. Il Consigliere comunale della lista Avanti tutta Raffaele Matarazzo — da quando ha fatto il suo ritorno in Aula al posto della neo assessora Paola Guglietta — è diventato una spina nel fianco della maggioranza consiliare.

Non bastava la celebre lite con il sindaco (il suo «Vi struppeo» è diventato virale) che Matarazzo ha cominciato a manifestare il proprio disappunto già in occasione dell’approvazione del Pef 2026 e delle nuove tariffe della Tari. Poi ha promosso il suo smarcamento dalla maggioranza, veicolando all’esterno un chiaro orientamento a votare favorevolmente la proposta di riacquisto del parcheggio. (Leggi qui: Quel maledetto microfono aperto. E qui: Microfoni aperti, nervi scoperti e una maggioranza che scricchiola. E poi qui: Gaeta, il processo senza imputato e la frattura nella maggioranza)

La calendarizzazione al 4 giugno ha mandato su tutte le furie lo stesso Matarazzo. Avrebbe fatto sapere al presidente Dies ed ai colleghi di Gruppo di evitare qualsiasi Consiglio comunale nella prima settimana di giugno, essendo impegnato fuori Gaeta per motivi familiari. E invece il massimo consesso civico si terrebbe all’indomani della festività patronale dei Santi Erasmo e Marciano e della Festa della Repubblica. I mal di pancia di Matarazzo — che potrebbero provocare un effetto emulazione nella maggioranza — hanno indotto il presidente Dies a valutare un’altra data: il 9 giugno. Ma per Matarazzo la frittata è già fatta con la sua mancata convocazione al vertice del sindaco Leccese.

La delibera non si emenda

Damiano Di Ciaccio

Ad attendere la convocazione del consiglio sono i 1.200 cittadini firmatari della proposta e, sul piano politico, la minoranza del PD. Il presidente del comitato Damiano Di Ciaccio ha ribadito che la proposta deliberativa sottoscritta dai cittadini non può essere emendata.

La maggioranza avrebbe però una carta da giocare: superare delibera sulla scorta del dialogo avviato con il presidente del Consorzio Industriale Raffaele Trequattrini. L’ente è proprietario dell’area, avendola ereditata dal disciolto Consorzio Industriale del Sud pontino.

Il gruppo consiliare del PD è invece critico nei confronti del presidente Dies, accusato di non aver rispettato l’impegno scritto assunto al termine della conferenza dei capigruppo: tenere il consiglio sul piazzale tra l’11 e il 15 maggio. Sono arrivate altre indicazioni. Ufficialmente per produrre «approfondimenti» sulla materia.

Centrosinistra, ancora scintille

Anthony Raimondi

Non si è spenta l’eco dell’aspra polemica sollevata dal consigliere dem Franco De Angelis contro alcuni esponenti dell’amministrazione civica guidata dal 2007 al 2012 da Antonio Raimondi, che avevano accusato il PD di «non saper fare l’opposizione». E di non aver ancora scelto un candidato sindaco per il 2027.

Dalla lontana Nairobi, dove vive e lavora nella cooperazione internazionale, Anthony Raimondi è intervenuto sui social confermando di aver letto il post polemico di De Angelis, precisando però di non sentirsi chiamato in causa: «Nei video, post o commenti che ho fatto ho sempre cercato l’unità di intenti, di programmi ed eventualmente di candidature. Non ho mai offeso l’opposizione, anzi l’ho sempre ringraziata per l’improbo compito che si è trovata a svolgere. Ho telefonato a Franco per sapere per quale motivo mi stava tirando in ballo e mi ha detto che non ce l’aveva assolutamente con me. Non ho motivi per non credergli».

De Angelis ha replicato confermando che il suo post «aveva altri destinatari politici, anzi politologi» e che Raimondi non era nel mirino: «Sarebbe interessante capire dove vogliono andare a parare questi strateghi della politica gaetana che hanno vissuto un periodo di gloria solo grazie ad Anthony Raimondi». Questione chiusa. O almeno.