Il cortocircuito istituzionale al Severi

Il rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente premia il Comune di Frosinone per fotovoltaico, zone 30 e la nuova Madonna della Neve. Ma proprio nel capoluogo la Provincia deve rispondere delle proteste al liceo "Severi" per la sede di via Verdi. Mastrangeli rivendica, Caparrelli attacca: la politica si interroga sulla cooperazione tra enti.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Il rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente avrebbe potuto essere l’occasione per una foto di gruppo: Comune, Provincia, associazioni, dirigenti e famiglie, tutti insieme a discutere di sicurezza e futuro dell’edilizia scolastica. Invece non è andata esattamente così.

La scuola, infatti, a Frosinone rischia di diventare il terreno di un singolare cortocircuito istituzionale.

Un Comune premiato, una Provincia sotto accusa

Riccardo Mastrangeli

Da una parte il Comune Capoluogo al quale il rapporto assegna tre “medaglie” per impianti fotovoltaici diffusi, scuole in zone 30 (almeno sulla carta) e la nuova struttura di Madonna della Neve. Il sindaco Riccardo Mastrangeli ha rivendicato il lavoro fatto: «Garantire ambienti sicuri, moderni e sostenibili significa investire sul futuro della comunità». Mentre l’assessore Retrosi ha parlato di risultati che «incoraggiano a proseguire».

Dall’altra la Provincia, titolare dell’Edilizia Scolastica degli istituti superiori, chiamata a fare i conti con le proteste degli studenti del Liceo Scientifico “Francesco Severi” di Frosinone, per la nuova sede di via Verdi.

È qui che la vicenda del Severi assume una dimensione che va oltre le singole criticità dell’immobile. Perché mentre il Comune rivendica un modello di governance fondato su sicurezza, sostenibilità e innovazione, proprio nel capoluogo una scuola superiore di competenza provinciale è finita al centro delle polemiche e delle preoccupazioni di studenti e famiglie.

Le proteste al Severi

Liceo Severi

Al Severi da giorni gli studenti contestato le condizioni della nuova sede: aule ritenute troppo piccole, problemi nella disposizione degli spazi, perplessità sulle vie di fuga, una palestra considerata inadeguata e ambienti di laboratorio ancora da sistemare. La protesta è arrivata fino allo sciopero.

La dirigente scolastica, in una comunicazione ufficiale, ha spiegato di aver seguito fin dall’inizio di settembre le attività legate al trasferimento delle classi, coinvolgendo il responsabile della sicurezza e lo staff dell’istituto. Ha inoltre riferito di avere incontrato il tecnico che segue i lavori e di avere sollecitato un incontro con l’Ufficio tecnico della Provincia, precisando che alcune delle criticità richiedono necessariamente l’intervento dell’ente che ha assegnato la sede.

È un passaggio importante, perché riporta la questione sul terreno concreto: verifiche, interventi, tempi e responsabilità.

Simone Paris (a sinistra) ed il sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini

E, infatti, il consigliere provinciale Simone Paris (FdI) ha chiesto la convocazione urgente della Commissione Lavori Pubblici, allargata a tutti i Consiglieri provinciali, con l’obiettivo di fare chiarezza sullo stato dei cantieri, verificare i cronoprogrammi e individuare soluzioni immediate per garantire sicurezza e continuità didattica.

Comune contro Provincia

Il punto politico però è il rapporto tra gli enti: Comune versus Provincia.

È in questo solco che si innesta la polemica sollevata dal consigliere comunale di maggioranza di Frosinone Claudio Caparrelli. Nel suo intervento, ha messo a confronto i risultati del Comune con le difficoltà denunciate al Severi e ha chiesto alla Provincia di chiarire quali verifiche siano state effettuate prima dell’apertura della sede di via Verdi e quali interventi siano previsti.

Ma al di là della contrapposizione politica, la vicenda pone una domanda più ampia. È davvero utile che Comune e Provincia raccontino due fotografie diverse della scuola di Frosinone, oppure sarebbe più utile costruire una fotografia unica del sistema scolastico cittadino?

Una scuola, non due narrazioni

Le competenze sono distinte e questo è un dato oggettivo. La Provincia gestisce l’edilizia degli istituti di istruzione secondaria superiore (le Superiori), mentre il Comune si occupa delle scuole di propria competenza e cioè quelle dell’istruzione primaria (Materne, Elementari e Medie). Ma gli studenti non vivono queste distinzioni amministrative. Non le sanno, non le capiscono e forse non le devono nemmeno capire. Per loro una scuola è semplicemente l’ambiente formativo che frequentano ogni giorno.

Ed è proprio per questo che il rischio di un cortocircuito istituzionale andrebbe evitato. Non serve trasformare il caso Severi in un inutile, quanto sgradevole, terreno di confronto tra amministrazioni. Al contrario, la vicenda richiede esattamente l’opposto: un coordinamento più stretto tra Comune, Provincia, scuola, uffici tecnici e organismi preposti alle verifiche.

Anche perché la stessa Provincia ha già sperimentato strumenti di confronto strutturato sul sistema scolastico, come l’Osservatorio Scolastico Provinciale, nato proprio con l’obiettivo dichiarato di favorire condivisione, ascolto e programmazione. Lo strumento e l’esperienza quindi ci sono.

Come prima di chi

Per questo, la questione non è stabilire quale amministrazione abbia ragione in astratto. È capire quanto rapidamente si possa arrivare a una soluzione concreta.

Il Comune può rivendicare i risultati ottenuti sulle scuole di propria competenza. La Provincia deve rispondere delle strutture degli istituti superiori. Ma tra una rivendicazione e una responsabilità c’è uno spazio che non può rimanere vuoto: quello della cooperazione istituzionale.

Sul Severi, prima ancora delle dichiarazioni politiche e delle polemiche, servono risposte tecniche. E magari anche una regia condivisa. Perché se il problema è dentro una scuola di Frosinone, la soluzione non dovrebbe essere divisa in due uffici, due amministrazioni e due narrazioni, per capire chi ha torto e chi ha ragione.

Gli studenti, molto più semplicemente, si aspettano che quella scuola funzioni.

Elementare Watson.