Facilitare ed accompagnare i cittadini nelle piccole-grandi incombenze quotidiane con uno strumento che ormai è imprescindibile
La data chiave è in pieno countdown di ore, sarà il primo ottobre. Da domani la città di Veroli ospiterà infatti la piena operatività di due Centri di facilitazione digitale. Di cosa parliamo?
Facciamo un esempio pratico: un cittadino che avesse esigenza di accedere al suo Spid per una qualunque bisogna legata al suo percorso di vita sociale, previdenziale o lavorativa, ma quel cittadino, per questioni contingenti, anagrafe o formazione, non sa/puo’ farlo?
I centri in questione non solo risolvono il problema all’istante dato che sono di fatto (anche) spot di consulenza, ma insegneranno a quel cittadino come fare. Insomma, è roba utile.
Il valore di una iniziativa

Si parla infatti di luoghi fisici “dedicati al supporto e alla formazione gratuita, orientati a migliorare le competenze digitali dei cittadini di età compresa tra i 18 e i 74 anni“.
Un’iniziativa di valore assolto in un sistema complesso come quello italiano, dove a causa della crisi demografica che un divario quasi manicheo.
Gap plastico tra una minoranza under 40 che padroneggia il digitale con parametri che vanno da discreto ad ottimale ed una stragrande maggioranza che va dalle conoscenze basiche alla incapacità massiva di gestire uno strumento che non è più il futuro, è il presente.
Dove saranno attivi i centri

I due centri sono inseriti nell’ambito del progetto PNRR 1.7.2 “Rete dei servizi di facilitazione digitale – Regione Lazio. Una nota stampa dell’ufficio del sindaco Germano Caperna di Piazza Mazzoli spiega che sono “nati per guidare i cittadini nell’utilizzo dei servizi online e per rendere più semplice e intuitivo il rapporto con le nuove tecnologie e le procedure correlate”.
E dove saranno allocate queste due potenziali “fonti di salvezza” per chi non avesse dimestichezza con un universo ormai imprescindibile?
Il primo centro sarà ospitato al piano terra del Palazzo comunale in Piazza Mazzoli e resterà aperto dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00, con aperture pomeridiane il martedì e il giovedì dalle 15:00 alle 17:00.
Effetto collaterale benefico
Il secondo troverà invece sede presso la Biblioteca comunale di Largo Trulli, con orario continuato dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00 e, nei fine settimana, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 20:00.
E c’è un effetto secondario ma non secondo: quello di ampliare anche l’offerta culturale basica per una comunità che sulla cultura poggia gran parte del (sacrosanto) lustro che possiede in Ciociaria ed a livello nazionale.
“Una scelta che permetterà anche di garantire l’apertura della biblioteca nei weekend, offrendo spazi accoglienti e dinamici a disposizione dei ragazzi e dell’intera comunità”.
Frusone e il “dialogo generazionale”

Legittimo l’entusiasmo di chi, tra gli amministratori del team Caperna, si è fatto promotore e volano pratico dell’iniziativa. Come Gianpaolo Frusone, che è delegato alle Politiche giovanili.
E che ha detto: “È un servizio utile che mette a dialogo diverse generazioni, quelle dei fruitori e quelle dei facilitatori”.
“Inoltre, renderà la biblioteca sempre più un punto di incontro e di crescita che, specie i ragazzi, potranno vivere come una risorsa a loro disposizione oltre i classici orari”.
L’innovazione della Marchione
Sullo stesso tono la consigliera Silvia Marchione, delegata allo Sportello Next Generation EU. “Dopo l’apertura in primavera dello Sportello, questi centri aggiungono un tassello importante a un percorso che mette l’innovazione a disposizione di tutti”.
“Rendere i servizi digitali accessibili significa accompagnare i cittadini, coniugando accessibilità e nuovi strumenti”.
Germano Caperna ormai è “carta conosciuta”.
Le connessioni di Caperna

A lui tutto quello che innova e connette piace più per indole caratteriale che per mandato sindacale.
“Si tratta di un progetto che investe nella comunità e nelle competenze, perché la tecnologia è davvero preziosa quando contribuisce a semplificare le esigenze ordinarie e a favorire un dialogo diretto tra cittadini e istituzioni”.
E a chiosa: “È lo stesso spirito che guida l’impegno ad assicurare spazi aperti anche nei giorni festivi: un modo per dare forma a una Città che si connette, facilita e accompagna le persone nella quotidianità.”




