Il diplomatico… indigesto: il sindaco Natalia deve fare scorta di Maalox

A pochi giorni dalla presentazione della candidatura per diventare Capitale italiana della cultura 2028, l'Amministrazione di Anagni finisce nell'occhio del ciclone per la visita e le dichiarazioni dell'ambasciatore israeliano Peled sulla Palestina.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Ospitare l’ambasciatore di una nazione straniera significa accettare implicitamente la politica, soprattutto estera, di quel Paese? E’ l’interrogativo su cui da ore sta montando il dibattito politico ad Anagni in seguito ad una visita privata che però, ovviamente, si è trasformata subito in istituzionale. E che rischia di essere una pericolosa buccia di banana per il sindaco della città dei papi Daniele Natalia.

L’ambasciatore Jonathan Peled

L’ambasciatore in questione è quello d’Israele, Jonathan Peled il quale durante la visita ha replicato al Governo italiano che aveva giudicato spropositata la reazione di Israele all’attacco di Hamas del 7 ottobre. “Sproporzionati sono l’attacco ed il fatto che il mondo non stia facendo il possibile per aiutarci a sconfiggere Hamas”, ha detto il diplomatico con poca… diplomazia.

Ironia della sorte, tutto è accaduto a pochi giorni da uno dei momenti più importanti per la città e la zona nord della provincia di Frosinone: l’annuncio della conclusione del progetto per concorrere a Capitale italiana della cultura del 2028.

Il progetto di Capitale della cultura in secondo piano

Come noto Anagni insieme ad Alatri, Ferentino e Veroli ha realizzato un protocollo per partecipare (i termini di presentazione del progetto ufficiale scadono il 25 settembre) alla corsa per il titolo di capitale italiana della cultura del 2028. Un progetto per cui Anagni, da tempo, ha acquisito il ruolo di città capofila. Ovvio dunque che in caso di successo la città dei papi e gli altri 3 centri acquisirebbero un rilievo importantissimo a livello nazionale ed internazionale.

I sindaci delle Città Fortificate firmano il protocollo per la Capitale della Cultura 2028

Come non ha mancato di sottolineare lo stesso sindaco Natalia a margine di una delle ultime serate del Festival del teatro medievale e rinascimentale, insieme ai colleghi sindaci delle altre città che partecipano al progetto. Ora però tutto è passato in secondo piano in seguito alla polemica scatenata dall’arrivo ad Anagni dell’ambasciatore israeliano Jonathan Peled e soprattutto dalle dichiarazioni.

Una visita avvelenata

L’ambasciatore Peled sabato scorso ha trascorso diverse ore ad Anagni, visitando alcuni dei monumenti più significativi della città. Il palazzo di Bonifacio, la cattedrale di Santa Maria, e ovviamente la cripta di San Magno, la Cappella Sistina del Medioevo. Un incontro privato diventato però istituzionale non fosse altro per il fatto che ad accogliere l’ambasciatore è stato il sindaco Daniele Natalia con l’ex dirigente della Polizia di Stato Paolo Patrizi ed il vescovo (ancora per qualche settimana) Ambrogio Spreafico.

Le macerie di Gaza

La polemica come detto è nata in seguito alle dichiarazioni dell’ambasciatore a proposito di quanto sta accadendo a Gaza e delle critiche del Governo Italiano che ha parlato di reazione sproporzionata di Israele rispetto ai fatti del 7 ottobre. Peled ha replicato legittimando l’azione del governo israeliano e, di fatto, entrando in polemica con il governo italiano. “Abbiamo una relazione strategica molto stretta con l’Italia e un dialogo aperto con la Presidente Meloni, ma non siamo sempre d’accordo su tutto, e questo è uno di quei casi”, ha detto Peled.

L’ambasciatore ha poi ulteriormente spiegato che la sproporzione non è quanto sta facendo Israele, ma “l’attacco del 7 ottobre e il fatto che il mondo non stia facendo abbastanza per aiutarci a liberarci da Hamas”. Parole che hanno scatenato un vespaio. Non tanto nei confronti dell’ambasciatore, ma verso il sindaco Natalia. Colpevole secondo molti, di aver legittimato, con la sua stessa presenza, il governo israeliano e le sue azioni.

Sinistra Italiana sferza il primo cittadino

Costantino Santovincenzo, segretario anagnino di Sinistra Italiana

L’attacco più duro nei confronti del primo cittadino è arrivato da parte del circolo anagnino di Sinistra Italiana.  Non si può non biasimare la condotta del nostro primo cittadino che, a fronte di ciò che sta accadendo in Palestina, e in considerazione della condotta politica tenuta finora dalla sua Amministrazione, sembrerebbe esprimere una posizione filoisraeliana o, quantomeno, una posizione che osteggia la visibilità del martoriato popolo palestinese”.

Sempre secondo SI lo stesso Natalia è stato pronto ad accogliere l’ambasciatore israeliano ma non ha mai “espresso formalmente una opinione chiara sul genocidio del popolo palestinese in atto”. Anche in Consiglio comunale, nonostante le sollecitazioni al riguardo, la maggioranza di centrodestra ha preferito “non esprimersi nell’impegnare l’Amministrazione per ottenere il cessate il fuoco incondizionato e il soccorso dei civili a Gaza”.  Ed anche alle numerose manifestazioni a sostegno del popolo palestinese organizzate in città, nessuno della maggioranza “è mai comparso”.

Il sindaco Daniele Natalia

Due pesi e due misure, insomma. Un comune che tace su Gaza ma che “in persona del suo sindaco, accorre ad accogliere l’ambasciatore di uno stato che sta compiendo un genocidio, che sta affamando un intero popolo. Uno Stato che recentemente ha attaccato degli altri stati sovrani in barba ai trattati e agli organismi internazionali. Di qui l’accusa diretta: “Caro sindaco, sei andato oltre le gaffe istituzionali a cui la tua Amministrazione ci ha diffusamente abituato”. Screditando “la città non solo agli occhi dei cittadini, ma anche di un popolo che invece merita quel rispetto che solo ora, dopo anni e al prezzo di indicibili sofferenze, sta cominciando ad acquisire a livello internazionale”.