Il dopo Salera inizia prima: ambizioni, equilibri e silenzi nel centrosinistra

Sotto l’unità formale della maggioranza di Cassino emergono manovre e ambizioni. L’ipotesi regionale di Enzo Salera apre il tema della successione, tra nomi forti, microfratture e alleanze ancora tutte da scrivere.

Il fuoco cova sotto la cenere. La maggioranza di centrosinistra che governa la città di Cassino continua a mostrarsi compatta nei numeri e nelle decisioni ufficiali. Ma sotto la superficie apparentemente lineare, si stanno innescando dinamiche che meritano attenzione. Nulla di esplicito, nessuna rottura formale. Piuttosto una serie di assestamenti interni che, nel medio periodo, potrebbero incidere sugli equilibri politici cittadini.

Enzo Salera

Uno degli elementi che alimentano queste riflessioni è l’ipotesi, tutt’altro che remota, di una possibile candidatura del sindaco Enzo Salera alle prossime elezioni Regionali del Lazio. Un passaggio che, se dovesse concretizzarsi, comporterebbe automaticamente la necessità di individuare una nuova guida per l’amministrazione comunale. Con un anno di anticipo. Perché l’attuale governo regionale di Francesco Rocca è stato eletto nel marzo 2023 ed andrà a rinnovo nella scadenza naturale del 2028. Mentre Enzo Salera ha centrato il suo secondo mandato con oltre il 60% dei voti l’8 e 9 giugno del 2024 e pertanto la scadenza naturale è per l’estate 2029.

La candidatura di Salera alle Regionali gli imporrebbe, Legge alla mano, di dimettersi almeno 6 mesi prima del marzo 2028. Facendo finire la consiliatura con due anni di anticipo.

Il dopo Salera: più nomi sul tavolo

Maria Concetta Tamburrini (Foto © Michele Di Lonardo)

Salera rappresenta oggi il punto di sintesi della coalizione. La sua eventuale uscita di scena aprirebbe un confronto inevitabile sulla successione. E gli aspiranti alla fascia tricolore, in realtà, non sono pochi.

Tra i profili più accreditati emergono quelli della presidente del Consiglio comunale Barbara Di Rollo e dell’assessore all’Istruzione Maria Concetta Tamburrini. Due figure diverse per percorso e ruolo amministrativo ma accomunate da una presenza politica solida e da un riconoscimento trasversale, sia sul piano umano che culturale. Due donne che da tempo cercano spazio in un contesto politico dove, storicamente, la leadership maschile continua a prevalere.

L’ipotesi regionale e il gioco delle alleanze

Gino Ranaldi

Su Barbara Di Rollo si innesta anche una riflessione di più ampio respiro. Oltre alla dimensione comunale, infatti, non è da escludere una sua possibile proiezione regionale. Un’ipotesi coerente con un percorso già avviato nella scorsa legislatura, seppur per un periodo limitato: per un mese si è seduta nell’Aula di via della Pisana dopo le dimissioni di Mauro Buschini per andare a fare il presidente dell’Egaf.

In questo scenario si colloca anche la recente visita a Bruxelles, alla quale la presidente del Consiglio Comunale ha partecipato insieme al vicesindaco Gino Ranaldi. Un appuntamento istituzionale che ha alimentato diverse chiavi di lettura politica. L’idea di un possibile binomio non viene esclusa dagli osservatori più attenti: Di Rollo forte di un consistente consenso personale — oltre mille preferenze alle ultime amministrative — e Ranaldi con un proprio pacchetto elettorale e un ruolo centrale nell’attuale esecutivo.

Un’ipotesi, va sottolineato, ma non priva di una sua logica: un sostegno incrociato che potrebbe tenere insieme ambizioni Comunali e Regionali. Per ora siamo nel campo delle analisi ma la politica locale è spesso fatta anche di previsioni che talvolta trovano conferma nel tempo.

Le microfratture che non fanno rumore

Quando si parla di microfratture all’interno della maggioranza, il riferimento è a dinamiche sottili, non ufficializzate, ma percepibili da chi segue da vicino le vicende amministrative.

Pierluigi Pontone (Foto © Stefano Strani)

Un altro nome che circola tra i possibili candidati sindaco è quello dell’assessore alla Manutenzione Pierluigi Pontone, figura operativa e presente sul territorio. La sua posizione è però affiancata — e in qualche modo tallonata — da quella del consigliere di maggioranza Andrea Vizzaccaro. Un rapporto che non ha mai trovato una vera sintonia e che ha mostrato segnali evidenti la scorsa estate.

Nel mese di agosto, Vizzaccaro ha promosso un’iniziativa spontanea di raccolta dei rifiuti, motivata dalla volontà di richiamare l’attenzione sulle condizioni di pulizia della città. L’evento è stato accompagnato da una foto pubblicata sui social e rimossa poco dopo. Uno scatto che ha suscitato più di una lettura, anche per la presenza di altre figure istituzionali e associative, tra cui il presidente della Pro Loco Antonio De Rosa e un rappresentante delle forze dell’ordine impegnato su questioni delegate legate al territorio.

Il post poi ritirato

Il messaggio, sintetizzato nello slogan in dialetto “raccogliamo la munnezza – parte uno”, ha incuriosito molti ma non è stato particolarmente apprezzato all’interno della maggioranza. Un episodio che ha reso visibile una distanza politica già nota: Vizzaccaro, spesso diretto e impetuoso nei toni, e Pontone su linee di approccio differenti alla gestione amministrativa.

Uno scenario ancora aperto

La strada che porta alle prossime elezioni amministrative è ancora lunga. Tuttavia, le variabili in campo — dall’eventuale competizione regionale di Salera alle ambizioni interne, passando per equilibri non sempre allineati — suggeriscono cautela.

Se per una serie di motivi politici o istituzionali si dovesse tornare al voto prima della scadenza naturale, la maggioranza sarebbe chiamata a una prova di maturità non semplice. Per ora tutto resta sotto controllo. Ma le partite vere, quelle che contano, sembrano appena iniziate.