Il generale Angelosanto alla Corte dei Conti

All'unanimità, la Regione Lazio indica il generale Pasquale Angelosanto di Sant'Elia Fiumerapido come magistrato nella Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti per il Lazio

All’unanimità: 41 su 41, il Consiglio Regionale del Lazio ha indicato come magistrato alla Corte dei Conti il generale Pasquale Angelosanto. Resterà in carica per i prossimi cinque anni. Cosa c’entra la Regione Lazio con la magistratura contabile?

La norma che istituisce la Corte dei Conti prevede che abbia delle articolazioni su base regionale. La Corte dei Conti del Lazio ha competenza nelle “materie di contabilità pubblica” ossia in materia di responsabilità amministrativa e contabile su tutte le amministrazioni pubbliche del Lazio e le società di diritto privato a totale partecipazione pubblica. Lo Statuto prevede che ogni Regione esprima un suo magistrato all’interno della Corte di competenza territoriale.

Pasquale Angelosanto diventa pertanto nuovo componente aggiuntivo nella Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti per il Lazio.

Pasquale Angelosanto con in consigliere regionale Daniele Maura

La votazione all’unanimità “è un riconoscimento alla grandissima professionalità del generale Angelosanto, gia comandante del Ros Carabinieri: sotto la sua direzione, è stato arrestato il superlatitante Matteo Messina Denaro. Siamo convinti che, con altrettanta serietà, capacità, rispetto delle istituzioni, saprà svolgere questo nuovo prestigioso incarico” ha commentato il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma.

Commissario antisemitismo

Nelle ore precedenti, il generale Pasquale Angelosanto aveva tenuto la sua relazione davanti alla Commissione contro razzismo e antisemitismo presieduta dalla senatrice a vita Liliana Segre. Lo aveva fatto nella sua veste di Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, voluto direttamente dal Governo di Giorgia Meloni.

Il generale, nato a Sant’Elia Fiumerapido (fino a giugno suo fratello era sindaco) ha messo in evidenza che “L’antisemitismo ha avuto una riesplosione dopo i fatti del 7 ottobre. Purtroppo non è stato mai debellato, non è scomparso. Dopo la Shoah, si era solo assopito e ora riemerge in forme diverse“.

Liliana Segre © Imagoeconomica Paolo Lo Debole

Secondo i dati raccolti da più fonti, tra cui l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, dagli attentati di Hamas dello scorso ottobre e fino al 30 giugno 2024, sono stati rilevati 406 casi di antisemitismo a fronte dei 98 riscontrati nel periodo precedente. Quindi i casi sono quadruplicati. Il generale ha messo in evidenza che “mentre prima gli atti erano soprattutto via web, adesso aumentano quelli con la partecipazione diretta cioè ora l’offesa è diretta e personale“.

La tentazione di sminuire

Foto © Patryk_Kosmider / Depositphotos.com

Citando dati dell’Eurispes, nel 2024 il 15,9% degli intervistati sminuisce la portata della Shoah, il 14,1% la nega. “Sulla negazione della Shoah, l’8% si dice molto d’accordo e il 6,1 abbastanza d’accordo” ha detto il generale Pasquale Angelosanto. Se si confrontano le rilevazioni del 2002 e del 2020 – ha continuato la relazione del Coordinatore – i dati documentano che in meno di 20 anni si è registrato un raddoppio delle posizioni di antisemiti tra gli intervistati. Infatti nel 2004 i negazionisti erano al 2,7% ed i revisionisti all’11,1%. Mentre nel 2020 si è passati al 15,6% di negazionisti e al 16,1 dei revisionisti. Mentre negli ultimi quattro anni c’è stata una sostanziale stabilità (30% nel 2024 contro il 31,7% del 2020).