Il Kamasutra politico a Frosinone

Il diario della crisi a Frosinone. Le posizioni definite. Nessuna necessità di ulteriori passi. Il bivio di Piacentini. Ora le decisioni ed il ritorno all'attività amministrativa

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Se prima alcune carte erano rimaste coperte, adesso non lo sono più: stanno tutte sul tavolo politico, ognuno conosce quelle degli altri protagonisti. Innanzitutto alcune circostanze oggettive, incontestabili e incontestate dai fatti: nessuno dei protagonisti della crisi in atto al Comune di Frosinone vuole andare a casa prima del tempo. Inoltre, nessuno pensa alle dimissioni e nessuno vuole la fine anticipata della consiliatura. Perché tutti assolutamente consapevoli che le certezze di oggi potrebbero essere le profonde insicurezze di domani, in caso di elezioni anticipate.

Anche perché il quadro politico del centrodestra che aveva determinato l’elezione a sindaco di Frosinone nel 2022 per Riccardo Mastrangeli  è estremamente mutato e potrebbe cambiare ancora. Tradotto: nessuno è certo della propria rielezione.

Nulla da azzerare

Riccardo Mastrangeli

C’è poi un’altra circostanza oggettiva. Mastrangeli con i Partiti e le liste civiche della sua coalizione sta terminando una verifica politica. Punto. Non a caso, il gruppo dei 5 malpancisti ufficiali (Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella e Giovanni Bortone, più il Gruppo di Forza Italia composto da Maurizio Scaccia e Pasquale Cirillo) ha chiesto al Sindaco di resettare completamente la Giunta. Mastrangeli non sta parlando affatto, con nessuno, della programmazione della città: non sta parlando delle piste ciclabili, del BRT, della riqualificazione dei Piloni, dello Scalo. E di tanti altri temi.

Sta parlando del sostegno politico a lui e al suo esecutivo per i prossimi 3 anni, quelli che mancano alla termine della consiliatura. E degli assetti di Giunta: quindi a quale Gruppo consiliare riconoscere assessorati. Questo nella assoluta certezza che non ci sarà alcun azzeramento della Giunta (nessuno in realtà ci hai mai creduto) ma solo qualche piccolo aggiustamento con le due posizioni attualmente disponibili: quelle degli assessori  dimissionari Alessandra Sardellitti (delega alla Smart city) e Maria Rosaria Rotondi (alla Polizia Municipale).

Poi ci sono i movimenti all’interno dei Gruppi consiliari che si stanno concretizzando in questi giorni. Ma anche questi sono finalizzati ad avere una rilevanza politica: né amministrativa, né programmatica. A tale proposito, il gruppo  nuovo “FutuRa” costituito da Giavambattista Martino (capogruppo), Teresa Petricca  e Francesco Pallone, con il like (significativo)  dell’ex assessore Sardelliti, voci piuttosto accreditate riferiscono che abbia creato più di qualche scompenso cardiaco tra i Consiglieri e tra gli Assessori. Forse per il timore che possa sollecitare il ritorno in Giunta dell’assessore Sardellitti ma si capirà bene il motivo solo tra qualche tempo.

Timidi segnali dall’opposizione

Angelo Pizzutelli

Una ulteriore circostanza oggettiva incontestabile, solo per rendere ancora più chiaro il quadro politico a Frosinone è la totale assoluta inconsistenza e impalpabilità dell’opposizione. Almeno fino ad oggi si sta limitando ad esercitare mera attività di osservazione passiva dei fatti. Nulla di più: come se si fossero candidati solo per governare, non sapendo cosa sia l’opposizione, come si faccia, quanto possa essere snervante ed al tempo stesso propedeutica per il futuro.

Il Capogruppo Pd Angelo Pizzutelli vuole capire fino a che punto ci sia l’intenzione di esercitare questo ruolo. Sta limando il documento politico con cui proporre un patto di consultazione tra i Consiglieri di opposizione per verificare, di volta in volta, se sia possibile scendere in Aula compatti e con una posizione concordata. C’è chi gli ha chiesto di rinviare a settembre l’invio del documento: lui sta valutando.

In questo quadro sono altrettanto evidenti le posizioni di ogni consigliere. Non tutte, però. Forza Italia ha dichiarato ufficialmente l’appoggio esterno alla maggioranza Mastrangeli a Frosinone: voterà le delibere di volta in volta secondo coscienza. È una posizione legittima, ci può anche stare. Se non ci saranno cambiamenti verrà esaminata in un tavolo nazionale che non riguarderà Frosinone ma la situazione nel Lazio e la richiesta di Forza Italia per un riallineamento della Giunta; la Lega intende allargare il campo della discussione ed aggiungere quanto sta accadendo a Frosinone, quanto accaduto a Civitavecchia; e dire che se si riallinea nel Lazio allora lo si fa anche in Lombardia. (Leggi qui: Lazio e Frosinone, vertenza nazionale).

Lega e FdI con il sindaco

Fabio Tagliaferri (Foto © Stefano Strani)

Gli altri Partiti del centrodestra (Lega e FdI) e le liste Civiche invece  sono in sintonia con Riccardo Mastrangeli e gli chiedono di andare avanti. Resterebbe da definire la posizione degli altri 3 “malpancisti“: fuori o dentro la maggioranza. Ma è evidentemente pleonastica. La loro posizione, chiara, lo è nei fatti. La forma serve fino a un certo punto, se non ad allungare ulteriormente  il brodo. L’opposizione a Mastrangeli la fanno e continueranno a farla loro tre insieme al gruppo di Forza Italia. Punto.

A questo punto, i voti disponibili in Aula per approvare le delibere, ormai certificati, sono dai 16 ai 17. Al netto di qualche legittimo impedimento di qualcuno: bastano ed avanzano. Serve quindi veramente a poco continuare questa “tarantella” della verifica che ormai non può produrre nulla di più di quanto ha già prodotto. Se non dare la possibilità a qualche altro consigliere di maggioranza (ci sono, chi lo nega mente sapendo di mentire) non malpancista ma con qualche leggero disturbo all’apparato gastrointestinale che a lungo andare, con la quadratura non ultimata e con gli assetti di Giunta non ancora formalizzati, potrebbe farsi venire delle vere e proprie coliche. E poi sarebbe veramente difficile per Mastrangeli rimettere insieme i cocci. Altro che verifica programmatica.

Tanto meno è ipotizzabile, utile o comprensibile,  attendere il confronto dei livelli nazionali dei partiti del centrodestra. Potrebbero volerci settimane. Resta ancora da sciogliere il nodo dell’assessore Piacentini per tenerlo in Giunta, nonostante la sicura sfiducia di Forza Italia qualora non dovesse dimettersi come richiesto dal partito. Piacentini è ritenuto  indispensabile dal sindaco ai fini dell’efficacia dell’esecutivo. Gli strumenti per tenerlo dentro ci sono: o lo “regge” in Aula  la consigliera Cinzia Fabrizi oppure è il tecnico esterno di fiducia al Bilancio di Mastrangeli. Così come il sindaco è stato assessore tecnico esterno di fiducia di Ottaviani per ben due consiliature.

La misura colma

Dopo di che basta. Per Mastrangeli, ma anche per Lega e FdI è arrivato il momento di guardare avanti, dichiarare terminata la verifica e procedere con il governo della città. Perché i cittadini di Frosinone già faticano a comprendere i veri motivi di questa crisi, ancor meno capiscono perché si debbano dilatare così tanto i tempi. Ed ancora meno sono interessati a sapere chi farà l’assessore. Queste sono dinamiche che ossessionano solo i diretti interessati o gli addetti ai lavori.

Piuttosto, i cittadini del capoluogo sono particolarmente attenti a capire quando verrà completato il progetto di riqualificazione dei Piloni. Quando verranno ultimati i lavori per il raddoppio dell’ascensore inclinato. Cosa verrà fatto per alleggerire il traffico cittadino. E tante altre dinamiche di vita quotidiana. Le strategie, le tattiche, i piani cartesiani, le attese sono ormai ampiamente superate dai fatti.

Per FdI e Lega, ma anche per il sindaco, è perfettamente inutile continuare con questo generale onanismo mentale. Una sorta di kamasutra della politica, dove ognuno pensa di essere più furbo e “performante” degli altri.