Forza Italia e Progetto Terracina costruiscono un asse politico stabile attorno ad Alessandro Di Tommaso. Tra strategia della doppia identità, manovre della Lega e tensioni crescenti, il centrodestra locale entra in una fase di ridefinizione profonda.
Il senatore Claudio Fazzone continua a premere sull’acceleratore. Lo fa in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: prima le Politiche, poi le Regionali e infine le amministrative di tanti Comuni, tra cui Terracina. Ma lì la partita delle Comunali si potrebbe giocare prima: per questo ha lavorato per fare in modo che Forza Italia e Progetto Terracina diventassero di fatto un unicum politico.
Un’operazione costruita con metodo, già incardinata in un “percorso di costruzione di una proposta amministrativa alternativa per il futuro della città”.
La prima sezione

Ma non è l’unico passo, non è l’unico segnale. Dopo 32 anni dalla nascita, Forza Italia apre la sua prima sede a Terracina. Il taglio del nastro è fissato per sabato 28 marzo, alle 17, in via Bottasso, traversa del centralissimo viale delle Vittorie. Non è un dettaglio logistico. È un segnale politico preciso. La sede nasce come quartier generale di un progetto già orientato, quello che vede candidato sindaco Alessandro Di Tommaso, indicato due mesi fa direttamente da Claudio Fazzone come alternativa al primo cittadino Francesco Giannetti. (Leggi qui: Fazzone gioca d’anticipo e incorona Di Tommaso candidato a sindaco).
All’inaugurazione saranno presenti, tra gli altri, Salvatore De Meo, Alessandro Calvi, Cosimino Mitrano, Federico Carnevale e Giuseppe Di Rubbo. Ma il punto politico è un altro: non sarà soltanto la sede di Forza Italia. Sarà anche quella di Progetto Terracina. E qui si comprende la strategia: costruire un contenitore comune senza sciogliere le identità.
In Consiglio comunale, infatti, i due gruppi restano formalmente distinti. Una scelta tutt’altro che casuale: mantenere peso e rappresentanza nelle commissioni e nella conferenza dei capigruppo. Non fusione, dunque, ma alleanza strutturata e funzionale.
La squadra e la strategia

Dentro il Consiglio comunale, Alessandro Di Tommaso guida una mini squadra che rappresenta il nucleo operativo del progetto: con lui Barbara Cerilli e Giuseppe Masci per Progetto Terracina, affiancati da Valentina Olleia e Augusto Basile per Forza Italia. Una geometria politica precisa. Un’opposizione compatta nei fatti, ma articolata nelle forme.
L’inaugurazione della sede è solo l’ultimo tassello. Il primo era arrivato a inizio febbraio, con il Congresso cittadino che ha eletto all’unanimità Barbara Carinci come coordinatrice comunale, dopo la gestione di Augusto Basile. (Leggi qui: Fazzone gioca d’anticipo e incorona Di Tommaso candidato a sindaco).
È in questo contesto che Di Tommaso definisce il senso dell’operazione:
“La nascita di questo spazio testimonia la volontà di rafforzare una presenza politica sul territorio qualificata, in grado di offrire una prospettiva nuova, concreta e credibile. La sede sarà un luogo di lavoro quotidiano, confronto e partecipazione, aperto al contributo di cittadini, associazioni, professionisti e categorie produttive”.

Parole che non sono solo dichiarazioni di principio. Servono a legittimare una candidatura costruita con largo anticipo.
La discesa in campo di Alessandro Di Tommaso, lanciata da Claudio Fazzone con due anni di anticipo rispetto alla fine della consiliatura di Francesco Giannetti, ha avuto un effetto chiaro: riattivare un elettorato azzurro che sembrava sopito.
Lo conferma anche Barbara Carinci: “L’obiettivo è restituire a Forza Italia un ruolo di centralità politica che merita. Avremo il supporto della classe dirigente nazionale e regionale. È tempo di tornare a parlare di futuro, prosperità e crescita”.
Da civico a perno del centrodestra
La traiettoria politica di Alessandro Di Tommaso è uno degli elementi più interessanti dell’intera operazione. Fino al 2019 nel Partito Democratico, dal 2023 capogruppo di Progetto Terracina, oggi è il perno di un’alternativa di centrodestra costruita pezzo dopo pezzo. Non a caso, Claudio Fazzone lo definisce protagonista di “un’alternativa amministrativa seria, credibile e inclusiva”.

È lo stesso Di Tommaso a chiarire l’impostazione: “Progetto Terracina è nato da un lavoro lungo, fatto di confronto, studio e assunzione di responsabilità. Vogliamo costruire un’alternativa di governo seria, mettendo insieme competenze ed esperienze diverse”.
Il passaggio chiave è un altro: la critica al ritardo strutturale della città. “Terracina si trova geograficamente al centro della provincia, ma è rimasta maledettamente indietro rispetto alla crescita registrata da comuni come Fondi e Gaeta”.
Qui emerge la linea politica: non solo opposizione, ma narrazione di un declino da invertire. E soprattutto, la dimensione sovracomunale: “Abbiamo bisogno di costruire assetti di governo che vadano oltre i confini territoriali”. È il segnale di una regia più ampia, dove il rapporto con Claudio Fazzone diventa decisivo: “Abbiamo iniziato un percorso condiviso di studio e attenzione sulle principali problematiche”.
La partita nel centrodestra

Il nuovo spazio politico di Forza Italia e Progetto Terracina si inserisce in un quadro più ampio. Il centrodestra locale è tutt’altro che stabilizzato.
Due settimane prima, anche la Lega aveva inaugurato una propria sede, intitolata – su impulso del sottosegretario Claudio Durigon – al compianto Valentino Giuliani. Non è una coincidenza. È competizione.
La Lega, oggi in maggioranza con Fratelli d’Italia attraverso Gianluca Corradini (assessore all’Urbanistica), avrebbe avviato una vera e propria “opa politica” sul gruppo misto nato dalla fuoriuscita di Forza Italia dalla maggioranza nel 2024. In quel gruppo siedono Domenico Villani e Massimiliano Di Girolamo, con Antonella Isolani in Giunta.
L’obiettivo è chiaro: rafforzare il radicamento territoriale in vista delle amministrative del 2028, passando però da una tappa intermedia fondamentale, il rinnovo del Consiglio provinciale previsto nella prima decade di giugno. In altre parole, la partita di Terracina è già iniziata e si gioca su più livelli: comunale, provinciale e regionale.
Il caso Procaccini

Nel frattempo, il clima politico si è fatto più teso. Una valanga di attestati di solidarietà ha investito l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, dopo che ignoti hanno imbrattato con la scritta “Procaccini sionista, satanista” il muro dell’edificio in cui vive con la famiglia. Un episodio che ha colpito anche i suoi genitori, Massimo Procaccini e Maria Burani.
È stato lo stesso Nicola Procaccini a raccontare l’accaduto: “Quando si svolge un’attività politica bisogna mettere in conto che possano accadere cose simili. Non posso negare che si rimane sempre un po’ colpiti”.
La risposta politica è stata trasversale. Fabio Minutullo, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, ha parlato di “gesto vile e inaccettabile”. Sulla stessa linea Emanuela Zappone: “Un gesto codardo che colpisce chi lavora con responsabilità per il bene della comunità”. Infine Vincenzo Zaccheo ha sottolineato: “Le minacce e le scritte offensive non hanno nulla a che vedere con il confronto democratico”.
Al di là della solidarietà, resta un dato politico: la tensione si sta alzando proprio mentre si ridefiniscono gli equilibri nel centrodestra.
E questo non è mai un caso.



