Il Lazio toglie il Bollo ai volontari: la Protezione Civile entra nell’era dei diritti

Niente più bollo auto per i mezzi delle associazioni di Protezione Civile e proposta di esenzione ticket per i volontari: la Regione Lazio, con il presidente Rocca e l’assessore Ciacciarelli, premia chi si mette al servizio degli altri. Un incontro in Sala Tevere celebra l’impegno del 2025 e lancia le nuove sfide del 2026, tra “Mare Sicuro” e la Scuola di Alta Formazione.

Antonella Iafrate

Se è scritto chiaro si capisce

«Le associazioni di Protezione Civile non pagheranno più il bollo auto sui mezzi utilizzati per le attività di volontariato. E non solo: la Regione proporrà di esentare i volontari anche dal pagamento del ticket sanitario per le visite mediche obbligatorie. Perché non è accettabile che chi si mette a disposizione degli altri debba anche pagarci sopra». L’annuncio del Governatore del Lazio Francesco Rocca arriva in una Sala Tevere gremita di mimetiche gialle e rosse: su un braccio lo stemma tricolore, sull’altro la patch della Protezione Civile. A convocare i Volontari è stato l’assessore al ramo Pasquale Ciacciarelli.

Lo ha fatto perché ci sono battaglie che non si combattono con le pompe, gli elmetti e le tute ignifughe: si affrontano con un tratto di penna. Come quella che il presidente Francesco Rocca ha annunciato durante l’assemblea. «Quando l’assessore Pasquale Ciacciarelli mi ha riferito questo paradosso ho detto che era una cosa indegna: ho fatto cancellare subito questa tassa già dalla prossima manovra. E se non dovesse essere così li inseguo per tutta la Regione». E poi il ticket che i volontari devono pagare per le visite obbligatorie «È una questione di sensibilità ma è anche una questione di soldi. Non è corretto che chi concede il suo tempo alla sicurezza degli altri poi debba pure pagare».

L’applauso commosso

Il modo migliore per centrare il tema dell’incontro. Pasquale Ciacciarelli lo ha voluto per dire grazie ad una Protezione Civile che in questo 2025 non ha dovuto affrontare catastrofi nel Lazio: nessun terremoto, nella alluvione. Ma la struttura è stata in campo per tutti i grandi eventi ed in una maniera che ha suscitato i complimenti corali da tutto il Paese: il Giubileo, la Giornata Mondiale della Gioventù, la morte di Papa Francesco, l’intronizzazione del suo successore Papa Leone.

Quanto sia fondamentale il ruolo della Protezione Civile lo ha spiegato il generale Adriano De Acutis, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma. «L’altro giorno, con il nostro personale eravamo impegnati a tentare di salvare il povero operaio intrappolato sotto le macerie della Torre dei Conti a Roma. All’improvviso c’è stato un secondo crollo che ha rischiato di travolgere anche noi: quando si è diradato il polverone sollevato dalle macerie che aveva avvolto tutti c’è stata una mano che si è allungata e ci ha porto le bottigliette d’acqua. Non immaginate quanto possa essere stato importante in quel momento perché ci ha ricordato il lavoro di squadra e che non eravamo soli».

L’applauso in memoria di Marco Pavan

Le parole sono piovute su una platea già toccata nel profondo dal ricordo di Marco Pavan, pilota elicotterista della HeliWest caduto in servizio poche ore prima a Mantova e che da anni operava al fianco anche della Protezione Civile del Lazio. La sala si è alzata in piedi per un lungo applauso in sua memoria.

Le sfide della Protezione Civile

Poi è iniziato l’incontro: un evento unico, che ha riunito tutte le organizzazioni di volontariato del settore. Non per una cerimonia ma per una condivisione vera: dei risultati raggiunti, delle nuove sfide, dei prossimi passi. Servono i giovani, la linfa nuova, affinché apprendano ora dall’esperienza di chi è in grado ora di insegnarla.

Le Associazioni presenti

È stato l’assessore Pasquale Ciacciarelli a scandire i punti cardine. Il 2025, ha spiegato, è stato un anno di intensità straordinaria: dalle campagne antincendio sempre più complesse al Giubileo dei Giovani di agosto, passando per eventi climatici estremi e l’assistenza ai grandi flussi turistici. Per l’assessore la Protezione Civile non ha mancato un colpo. Ha tenuto. Ha risposto. Ha lavorato.

E per questo è tempo di riconoscere. Di costruire strumenti, non solo elogi. Ciacciarelli sottolinea come la Regione Lazio si sia impegnata ed abbia messo a terra risorse: per i nuovi pick-up, le dotazioni, gli strumenti concreti. E come il progetto Mare Sicuro, in arrivo per l’estate 2026. Come il sostegno ai Comuni per i piani di emergenza. O come la Scuola di Alta Formazione, che dopo anni di attesa entrerà finalmente in funzione, con un regolamento definito e una missione chiara: formare la nuova generazione.

Aprire le porte

Il direttore Massimo La Pietra con il ministro Nello Musumeci e l’assessore Pasquale Ciacciarelli

È questo, in fondo, il cuore del discorso: aprire ai giovani. Come ha detto il direttore Massimo La Pietra, “ora è il momento di spalancare le porte. Di far capire ai ragazzi quanto è bello mettersi a disposizione degli altri“. Perché la Protezione Civile non è un reparto di emergenza: è una scuola di vita. E ha bisogno di braccia nuove, idee fresche, energie sincere.

Ma c’è anche un altro aspetto. Lo evidenzia nel suo intervento il ministro Nello Musumeci: è tempo di diritti per la Protezione Civile. Ha citato il caso del magistrato che ha considerato il loro volontariato come se fosse un lavoro ed ha inquisito un sindaco come se fosse il datore. Ha fatto riferimento a chi è stato indagato per la sua attività di volontariato senza tenere conto che avveniva in un contesto di assoluta emergenza. Il Governo – ha assicurato – sta intervenendo ed ha scritto un emendamento xhe rimetterà le cose in chiaro.

Il grazie corale

Francesco Rocca e Nello Musumeci

A dire grazie alla Protezione Civile sono intervenuti è il presidente del Consiglio Regionale Antonello Aurigemma, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, il pro-prefetto monsignor Rino Fisichella che ha portato i saluti di Papa Leone, i Carabinieri Forestali ed i Vigili del Fuoco.

Dopotutto, quel grazie è tutto ciò che speravano i volontari: quelli che salgono sui mezzi senza sapere se torneranno per cena. Quelli che si formano, si aggiornano, si addestrano. Quelli che non chiedono nulla in cambio, se non di essere messi in condizione di operare.

Adesso, contenti lo saranno un po’ di più. Niente bollo, niente ticket. Ma soprattutto: un riconoscimento coram populo della Regio Lazio nelle politiche pubbliche, una dignità istituzionale che li colloca non ai margini ma al centro. Perché se è vero che rappresentano lo Stato nelle emergenze, allora è giusto che lo Stato li riconosca sempre.

Il Lazio lo ha fatto. Ora tocca al governo seguirne l’esempio. Per una Protezione Civile che non sia solo reattiva ma anche protetta. E pronta per affrontare il futuro.