La prima dichiarazione da consigliere provinciale di Pasquale Cirillo riporta al centro il caso Francesco Lavalle e accende una nuova tensione tra Forza Italia e Lega, con possibili riflessi sulle prossime Comunali di Frosinone.
Il voto provinciale che cambia gli equilibri
A urne ormai fredde e con le dichiarazioni degli eletti ormai metabolizzate, appare sempre più chiaro che domenica non si è votato soltanto per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Frosinone. Quello che si è consumato nelle urne di Palazzo Iacobucci è stato qualcosa di più di un semplice conteggio di preferenze ponderate. È stato, piuttosto, l’inizio di una vera e propria operazione di ricalcolo politico. E questo vale soprattutto per la città di Frosinone. A lanciare quello che politicamente somiglia a un macigno in una vetreria è stato il neo consigliere provinciale di Forza Italia e consigliere comunale del capoluogo Pasquale Cirillo.
Parole inosservate

Nel giorno della sua elezione a Palazzo Iacobucci, Pasquale Cirillo ha scelto parole che a molti sono scivolate via quasi inosservate. Distratti dall’analisi dei numeri e dai nuovi equilibri provinciali, in pochi hanno colto il peso politico di quella frase. Riletta con attenzione, però, quella dedica appare tutt’altro che marginale. Anzi. È un messaggio politico preciso, destinato a produrre effetti nel tempo.
Cirillo – unico eletto di Forza Italia nel nuovo Consiglio provinciale con 3.636 voti ponderati – ha commentato la sua vittoria con parole che sembrano molto più di un semplice ringraziamento: «La vittoria è anche per il nostro sindaco Lavalle, la dedico ad un caro amico che è stato defenestrato dalla carica di sindaco in malo modo da una parte politica che doveva essere alleata. Mi riferisco alla Lega, che ha compiuto un atto di una gravità unica. Ma sono certo che Lavalle tornerà di nuovo in campo perché capace e brillante».
Non è stata la classica dichiarazione di rito: è stata una presa di posizione politica. Con quelle parole Cirillo ha riaperto un capitolo che nel centrodestra della provincia non è mai stato davvero chiuso, ma soltanto congelato.
La ferita di San Giorgio a Liri

Il riferimento di Pasquale Cirillo è chiarissimo: la sfiducia al sindaco di Forza Italia Francesco Lavalle nel Comune di San Giorgio a Liri. Il punto politico è tutto qui. La dedica dimostra che Forza Italia quella vicenda non l’ha mai digerita. Non è stata archiviata come un incidente di percorso o una normale dinamica amministrativa.
È rimasta una ferita aperta. (Leggi qui: San Giorgio, sette firme e un epilogo: Lavalle cade, salta l’asse Pd–Forza Italia. E qui: San Giorgio come Danzica: l’innesco che ridisegna il Lazio).
E dalle parole di Cirillo emerge con evidenza che quella ferita continua a sanguinare politicamente. Nella sua dichiarazione il consigliere azzurro non si limita a ricordare Lavalle. Fa qualcosa di più pesante: indica chiaramente il responsabile politico della sua caduta: la Lega. Non un’allusione vaga. Non un riferimento indiretto. Ma una chiamata in causa esplicita: «una parte politica che doveva essere alleata». Una frase che pesa come piombo nel lessico del centrodestra locale.
Il cambio di perimetro

E c’è un altro elemento da considerare. Cirillo non parla più soltanto da consigliere comunale di Frosinone. Parla da consigliere provinciale. Questo cambia completamente il perimetro politico della sua dichiarazione.
Il Consiglio provinciale non è l’Aula di Palazzo Munari. È il luogo dove si leggono e si interpretano gli equilibri politici dell’intero territorio. In questa prospettiva, il riferimento al caso Lavalle assume un significato molto più ampio. Cirillo porta la vicenda di San Giorgio a Liri dentro il dibattito politico del centrodestra provinciale.
Come a dire: quella storia non riguarda soltanto un piccolo Comune della Valle dei Santi. Riguarda gli equilibri della coalizione di centrodestra.
Il riflesso politico su Frosinone
Ma il vero riflesso politico delle parole di Cirillo non è a San Giorgio a Liri. È a Frosinone. Nel capoluogo guidato dal sindaco Riccardo Mastrangeli, espressione della Lega, Forza Italia è all’opposizione ormai da oltre due anni. Il rapporto tra i due Partiti si è progressivamente deteriorato fino alla rottura definitiva con la maggioranza. E allora, per dirla alla Antonio Lubrano, «la domanda nasce spontanea».

Se la prima dichiarazione pubblica di Cirillo da consigliere provinciale è stata una dedica a Lavalle accompagnata da un’accusa politica alla Lega, che messaggio manda questa scelta al futuro politico del capoluogo?
La risposta è piuttosto chiara. Il sostegno di Forza Italia a Riccardo Mastrangeli alle prossime elezioni comunali non è affatto scontato. Anzi. Se Forza Italia si sente tradita a San Giorgio a Liri, perché dovrebbe tornare nel 2027 a sostenere la Lega proprio a Frosinone, dove il rapporto politico è già ai minimi termini? Per gli azzurri la solidarietà di coalizione non è una cambiale in bianco.
L’elezione di Cirillo in Provincia rappresentava già un segnale politico significativo.
Perché Forza Italia torna ad avere una rappresentanza diretta a Palazzo Iacobucci. Il nuovo Consiglio provinciale vede una maggioranza di centrodestra con sette consiglieri su dodici:
- 4 di Fratelli d’Italia,
- 2 della Lega,
- 1 di Forza Italia.
Un equilibrio che rende la presenza azzurra strategica.
Il macigno nel centrodestra

Con la dedica a Francesco Lavalle, Pasquale Cirillo ha fatto qualcosa di più di un gesto personale. Ha posato sul tavolo del centrodestra un macigno politico: ha ricordato a tutti che tra Forza Italia e Lega esiste una frattura. Una frattura che nasce a Frosinone, si consuma a San Giorgio a Liri e che potrebbe avere proprio nel capoluogo le conseguenze politiche più pesanti.
In politica le parole contano. Ma conta ancora di più il momento in cui vengono pronunciate. Se Cirillo avesse voluto limitarsi a una dedica personale avrebbe potuto farlo in mille modi, invece ha scelto il giorno della sua elezione in Provincia, davanti a tutta l’informazione locale: un momento simbolicamente perfetto.
Per questo quella frase non è stata soltanto una dedica affettuosa: è stata un manifesto politico. Soprattutto è stata il segnale che Forza Italia è pronta a rivendicare la propria centralità, anche a costo di mettere in discussione gli equilibri della coalizione di centrodestra.
E quando un segnale arriva così presto, nel linguaggio della politica significa una cosa sola. La partita per le prossime elezioni comunali di Frosinone è già iniziata. E il macigno lanciato da Cirillo potrebbe essere soltanto il primo ostacolo che il centrodestra dovrà imparare a superare. Se ci riuscirà.



