Il consigliere Pd Franco De Angelis colpito da un'ischemia transitoria durante la seduta consiliare, portato via in ambulanza. Nella stessa mattinata il primo strappo in 14 anni nel mitranismo: Raffaele Matarazzo passa all'opposizione, attaccando la maggioranza su Tari e concessioni balneari.
Due sirene per il Consiglio Comunale di Gaeta riunito questa mattina. La prima è stata quella di un’ambulanza intervenuta per il malore del Consigliere Franco De Angelis (Pd). La seconda, tutta politica, è il segnale d’allarme innescato dall’ufficializzazione del primo strappo politico nel mitranismo dopo 14 anni: è avvenuto con l’adesione al Gruppo Misto di opposizione dell’ex consigliere di maggioranza della civica “Avanti Tutta“, Raffaele Matarazzo.
Nel mezzo, un sindaco costretto a fare i conti con entrambe le sirene nella stessa seduta.
Il malore di De Angelis

Nell’Aula si è sfiorato il dramma e per una volta non di natura politica. Il consigliere Dem Franco De Angelis ha avuto un malore improvviso, silente ma potenzialmente devastante: ha fatto appena in tempo a chiedere di interrompere il suo intervento perché «mi devo assentare». L’esponente del Pd è dovuto andare in ambulanza all’ospedale Dono Svizzero perché colpito da un’ischemia transitoria.
De Angelis aveva cominciato a parlare dopo l’intervento del sindaco Leccese in cui è stato illustrato lo schema di accordo tra il Comune e la fondazione “Città di Gaeta-Terra dell’arte, del mito e del mare”. Ha avuto solo il tempo di esordire affermando come il Comune «stia abdicando al ruolo di essere un soggetto protagonista nella promozione culturale e turistica della città» quando, scuro in volto, si è fermato improvvisamente pronunciando tre parole soltanto: «Mi devo fermare!».
A capire per primi la gravità di quanto stava accadendo sono stati i due medici presenti in aula in quel momento, l’assessore al Bilancio Luca Gallinaro e lo stesso presidente d’Aula Gennaro Dies. Hanno soccorso l’esponente del Pd chiedendo l’arrivo di un’ambulanza per il Dono Svizzero, dove De Angelis è stato trattenuto per accertamenti.
Sospensione e rinvio

La seduta veniva sospesa e quando riprendevano i lavori dopo una mezz’ora, il presidente Dies chiedeva lui stesso un altro “time out” per svolgere una conferenza dei capigruppo.
L’esito era scontato: l’accoglimento di una richiesta del Pd che, alla luce del malore di De Angelis, ha ottenuto un rinvio nella seduta consiliare del 2 ottobre con l’approvazione dei punti più politici in agenda. Soprattutto alla luce della querelle sulla delocalizzazione dello stadio Riciniello nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana dell’area dell’ex vetreria Avir che qualche mal di pancia lo sta creando anche al centrodestra. (Leggi qui: Gaeta, il Riciniello diventa cemento: la giunta Leccese nella bufera).
Lo strappo di Matarazzo

L’altra sirena della giornata è stata quella politica. E’ scattata quando il consigliere ribelle Raffaele Matarazzo si è rivolto alla sua (ex) maggioranza ed al sindaco Cristian Leccese. Lo ha fatto per spiegare le ragioni del suo passaggio all’opposizione: dal 2012 è il primo fuoriuscito dalle maggioranze bulgare che guidano il comune di Gaeta.
Quello di Matarazzo è stato un lungo elenco di questioni amministrative: «dall’aumento della tassa sui rifiuti alle questioni legate al porto commerciale, dal problema delle spiagge libere a quello delle nuove concessioni, dal riequilibrio delle commissioni alla questione trasparenza». Questioni che in questi mesi il Consigliere ha sollevato ed alle quali «mi avete risposto con il silenzio o con accuse di slealtà. Non posso sostenere una maggioranza che ha aumentato la Tari del 15%, concedendo 400mila e rotti euro di extra costi a De Vizia senza validi motivi, e ha insistito fino alla nausea sulle proroghe per le concessioni balneari bocciate dal Tar. Sono scelte contro Gaeta».
A Gaeta si vota nella tarda primavera del 2027 e Matarazzo, tornando nella sua “culla” politica dopo gli anni trascorsi nelle fila del mitranismo, si è rivolto al Pd «dicendo solo una cosa: vi darò una mano per costruire un’alternativa unitaria, aperta a tutte le persone contrarie a questa maggioranza. Alle associazioni e ai comitati che stanno lavorando per questo dico solo: io ci sono!».
La replica di Leccese

La reazione del sindaco Leccese non è tardata ad arrivare ed il primo cittadino ha dovuto fare un esercizio di self control.
Ha accusato il suo ex consigliere comunale di «cercare una sponda nel centrosinistra che, privo di punti di riferimento, sarà lo spazio in cui cercherà di trovare una ricollocazione avente una sola natura personale. Lei è un giocatore di poker. Mi auguro che altri non si sentano traditi da questa scelta che naturalmente non condivido».
Sull’aumento della Tari il primo micidiale affondo di Leccese, rivolgendosi a Matarazzo con un voluto distacco: «Non era lei l’assessore all’Ambiente quando è stato varato il capitolato di gara poi vinta dall’attuale società appaltatrice?».
Leccese ha dovuto difendere l’operato della sua amministrazione sul rilancio dell’ospedale “Monsignor Di Liegro”: «Posso dire che, grazie ai nostri sforzi, è diventato un’eccellenza nella sanità della provincia di Latina. Con l’apporto dei privati vi sono state realizzate un avveniristico centro di diagnostica, una Casa ed un Ospedale di Comunità. Quello di Gaeta è diventato un modello da seguire. Altro che…».
La difesa delle spiagge

Se sui Lavori Pubblici sono stati intercettati finanziamenti per realizzare 20 milioni di investimenti, Leccese ha difeso anche il riordino delle spiagge libere («Nessuno le ha chiesto di ubbidire ad inesistenti obblighi di scuderia»), attaccando pesantemente Matarazzo sulla mancanza di confronto nella maggioranza: «Ma sta scherzando… Sono stato sempre io a supplicarla al rispetto delle regole nell’ambito di un confronto e lei puntualmente si è sempre sottratto a questa richiesta di dialogo».
Quando il punto sembrava arrivato all’epilogo, il presidente del Consiglio Dies ha capito la necessità di andare oltre nella trattazione dell’ordine del giorno. Matarazzo l’ha fermato con la richiesta di intervenire di nuovo per “fatto personale” e la conclusione ha fatto tremare le mura del palazzo municipale di Gaeta: «La mia scelta è politicamente ponderata. Spero che la sua figura venga condannata alla ‘damnatio memoriae’. Arrivederci e grazie».
Le conseguenze di questo strappo sono state deliberate nel punto successivo. Matarazzo non rappresenta più la maggioranza di centrodestra nella commissione Bilancio, sostituito dall’avvocato Michela Di Ciaccio. Il Pd gli ha dato il benvenuto cedendo il posto in questa commissione occupato sinora dal capogruppo Emiliano Scinicariello e quello di Sabina Mitrano nella commissione consiliare Cultura e Sport.
La ripresa: bilancio di metà mandato

Passata questa attesa “buriana” politica, Leccese è apparso decisamente più tranquillo, in occasione della ripresa della seduta dopo i soccorsi al consigliere De Angelis. Soprattutto quando gli è toccato intervenire per illustrare la verifica dello stato di attuazione del programma. Che, avendo come termine di legge il 30 settembre, non richiedeva una successiva discussione.
Il primo cittadino ha parlato di una città, Gaeta, che «sta conoscendo un periodo davvero importante per la sua economia». La destagionalizzazione dell’offerta turistica «ci sta rendendo appetibili su scala nazionale ed oltre. Ci sono state sinora oltre 520mila presenze turistiche, che equivale ad un aumento del 53% in più rispetto ai dati del 2021. Sono contento perché a livello regionale le località che sono cresciute dopo di noi si attestano al 12%. Continuiamo ad intercettare finanziamenti regionali per aprire e chiudere i cantieri, ammodernare e digitalizzare la macchina amministrativa. Per combattere l’elusione e l’evasione tributaria, essere protagonisti negli eventi sportivi e spettacolari, contribuire a rendere la città più sicura. E per riqualificare le nostre periferie come quella di Monte Tortona».
Il sindaco di Gaeta, nel suo primo vero intervento da campagna elettorale, ha ammesso l’esistenza di due criticità, in attesa del varo di alcuni regolamenti urbanistici per i quali «siamo in dirittura d’arrivo»: l’inverno demografico «che colpisce anche la nostra città» — meno 300 residenti nel 2026 — e l’emergenza abitativa che colpisce le giovani coppie. Ma per queste due questioni il Comune «può fare poco o nulla».
A seconda dei punti di vista… come sempre.



