La presa di posizione di Forza Italia e FutuRa certifica la distanza con il sindaco Mastrangeli. Non solo critiche amministrative ma un passaggio politico che apre alla costruzione di un’alternativa in vista delle comunali.
C’è un momento, in politica, in cui le parole smettono di essere opposizione e diventano qualcosa di più. Diventano certificazione. Di una rottura. Di un passaggio. Di un nuovo equilibrio. La nota firmata congiuntamente dai gruppi consiliari di Forza Italia e FutuRa a Frosinone sta esattamente lì. Non è solo un attacco al traffico cittadino, all’ascensore inclinato evaporato come una promessa elettorale fuori stagione o al BRT descritto come una “circolare travestita”. È, piuttosto, un atto politico pieno.
Perché a parlare non sono due opposizioni qualsiasi. Ma due pezzi di quella maggioranza che nel 2022 elesse Riccardo Mastrangeli. E che da mesi, con una progressione quasi didattica, sono passati dallo scetticismo al distacco, fino all’opposizione dichiarata. Non è un dettaglio.

La politica, si sa, vive di segnali. E quello arrivato nelle ore scorse da Forza Italia e dal gruppo civico Futura non va sottovalutato. Ma va letto alla luce di quanto hanno fatto strategicamente i due Gruppi nelle ultime elezioni Provinciali. Quando i voti di FutuRa – pesanti, determinanti – sono confluiti sull’azzurro Pasquale Cirillo, consentendogli l’elezione a Palazzo Iacobucci. Non un episodio. Una prova generale.
La nota congiunta
Da allora, il dialogo tra Forza Italia e FutuRa si è fatto sempre più strutturato. Sempre meno episodico. Fino ad arrivare alla nota congiunta firmata sabato, che ha il tono di chi non deve più spiegare ma solo marcare una posizione.
Il bersaglio è la viabilità. Ma il vero oggetto è il metodo. L’elenco delle contestazioni è lungo e scandito con precisione chirurgica: l’ascensore inclinato, prima annunciato e poi svanito; il BRT, ridotto a caricatura di innovazione; lo Scalo trasformato – secondo loro – in un laboratorio di improvvisazione urbana. Ma sotto questa superficie tecnica si intravede altro. Una critica alla visione complessiva della città. O, meglio, alla sua assenza.

Il passaggio chiave è quello in cui si parla di “imposizioni personalistiche” e di scelte calate dall’alto. È lì che il documento smette di essere amministrativo e diventa politico. Perché dice, senza dirlo apertamente, che il rapporto di fiducia con il sindaco si è consumato. E che molto difficilmente ci sarà una ricucitura per le prossime Comunali del 2027.
E quando due gruppi che hanno contribuito a eleggere un sindaco arrivano a scrivere che non si riconoscono più nelle sue scelte, la questione non è più il traffico. È la maggioranza oggi ed è la coalizione che verrà messa in campo alle prossime elezioni.
La costruzione di un’alternativa
C’è poi un altro elemento, meno visibile ma decisivo. La costruzione di un’alternativa.
Forza Italia e FutuRa non si limitano a criticare. Indicano soluzioni: riaprire la piazza dello Scalo, rivedere la viabilità, abbandonare quella che definiscono un’ostinazione ideologica. È un modo per dire: noi non siamo solo contro, siamo pronti a essere altro.

E qui si torna al punto di partenza. Questa non è una nota. È un tassello. Dentro un mosaico che guarda già avanti. Alle prossime comunali. A un possibile nuovo perimetro politico. A un asse che, se dovesse consolidarsi, potrebbe diventare decisivo.
Nel frattempo, Riccardo Mastrangeli governa una città ma con una maggioranza sempre più variabile. E con un’opposizione che non è più solo opposizione, ma anche – e soprattutto – pezzi della sua storia politica. In fondo, la politica è fatta così. Non crolla mai all’improvviso. Si sposta, lentamente. Prima nei voti. Poi nei comportamenti. Infine nelle parole. E quando arrivano le parole, come in questo caso, significa che il cambiamento è già iniziato.



