L’8 dicembre accende il Natale ma anche lo scontro politico a Ceccano. Il post di Alessia Macciomei e Gianluca Di Stefano parla di una città “buia e spenta”, aprendo un fronte che chiama in causa cultura, commercio e turismo. Ora l’Amministrazione deve rispondere.
L’8 dicembre è il giorno che in tutta Italia segna l’avvio delle festività natalizie: a Ceccano è diventato il punto d’innesco di una nuova discussione politica. Tutto merito del post pubblicato da Alessia Macciomei insieme a Gianluca Di Stefano (entrambi iscritti a Fratelli d’Italia ma in Aula sono nel gruppo “Grande Ceccano”). È arrivato come una stilettata: niente giri di parole, niente metafore, niente fronzoli. Una fotografia cupa della città: “buia e spenta”, a loro dire, in netto contrasto con gli anni precedenti quando Ceccano era governata dal Centrodestra.
Un attacco frontale? Una critica politica? O il primo vero scontro natalizio dell’era Querqui? Come sempre, la verità sta nelle sfumature.
Tornati indietro di vent’anni

Il cuore del post è tutto lì: l’accusa di un ritorno al passato. Una città di nuovo divisa in contrade, una gestione lenta, improvvisata, incapace — secondo gli autori — di accendere l’atmosfera natalizia come negli anni di “Accendi il Natale”, format che aveva portato Ceccano sui giornali e dentro un circuito moderno fatto di 3D luminosi e contest fotografici.
Non una semplice osservazione estetica, dunque, ma una valutazione politica strutturata: quello che doveva essere il simbolo della rinascita, scrivono, si sta rivelando un rallentamento.
Una visione che, se da un lato è opinabile, dall’altro fotografa il sentimento di una parte dell’opposizione.
Chi sono i destinatari del messaggio

Il post non lo dice esplicitamente, ma i riferimenti sono chiari. Le critiche non si rivolgono solo all’esecutivo nel suo complesso, ma toccano tre figure precise.
Si tratta di Alessandro Ciotoli, assessore alla Cultura. È lui che ha firmato nei giorni scorsi il programma natalizio. Ed è inevitabile che un messaggio così forte sul “Natale spento” venga percepito come un giudizio anche sul suo lavoro. Cristina Micheli, Delegata al Turismo. Perché Natale non è solo luci: è attrattività, presenza sul territorio, capacità di trasformare un momento in un’occasione per portare persone in città. La delegata è quindi una delle figure indirettamente chiamate in causa. Federica Maura, Delegata al Commercio. E qui la critica è ancora più evidente: la “città spenta” ed i giardini bui toccano direttamente il mondo commerciale.
Il post sottolinea come, negli anni precedenti, i commercianti avessero beneficiato di un clima natalizio più vivace. Un messaggio che, inevitabilmente, la delegata non potrà ignorare.
Spiegateci cosa state facendo

Tre figure diverse, tre settori diversi ma un’unica richiesta politica: spiegazioni. E, soprattutto, un chiarimento su come verrà gestito il resto delle festività.
Nella polemica spunta anche dall’ex assessore Riccardo Del Brocco. Nei commenti — con la consueta ironia affilata — scrive che “sulle iniziative non mi pare che brillino…”. Frase subito raccolta da un altro ex assessore del centrodestra, Stefano Gizzi che rincara: “Questi non brillano. Sono birilli.”
Un botta e risposta che non ha bisogno di footnotes per essere interpretato: il bersaglio, manco troppo nascosto, è l’assessorato alla Cultura guidato da Alessandro Ciotoli. Un messaggio levigato nella forma ma chiarissimo nella sostanza: la destra sta già aprendo un nuovo fronte, e Ciotoli diventa il primo simbolo di una stagione culturale che l’opposizione giudica spenta, fiacca, non all’altezza delle aspettative.
La parte più spinosa

C’è poi un altro passaggio del post che non può sfuggire agli addetti ai lavori: quando Macciomei e Di Stefano attribuiscono il merito degli anni d’oro del Natale ceccanese “all’ex assessore Del Brocco”, citandolo apertamente. Un dettaglio che pesa.
Perché negli anni passati la gestione natalizia non era stata solo di Del Brocco, ma aveva coinvolto — tra equilibri, rivalità e collaborazioni — anche: Fabio Giovannone, ex delegato ai Grandi Eventi ed Alessandro Savoni, ex delegato al Commercio
Il primo, consigliere di minoranza; il secondo, primo dei non eletti nella coalizione del candidato a Sindaco Giovannone. Entrambi spettatori di un riconoscimento: di fatto, nel comunicato vengono esclusi.
Una piccola faglia politica che potrebbe generare più di una reazione nei corridoi dell’opposizione. Perché se il merito è solo di Del Brocco, cosa resta delle loro deleghe in passato? E come verrà letto questo “sottinteso” da chi, negli anni passati, ha collaborato — non sempre serenamente — proprio con lui?
La campagna elettorale, d’altronde, non ha cancellato del tutto le frecciatine reciproche.
E ora cosa accade?

Il dato politico è semplice: Macciomei e Di Stefano hanno scelto il giorno dell’Immacolata, simbolico e visibile, per lanciare una critica che è la sintesi di una mozione d’indirizzo sociale, estetica e amministrativa.
E ora l’Amministrazione dovrà rispondere. Non con lo scontro ma con i fatti. Le domande che circolano in città restano sul tavolo e chiamano in causa direttamente l’assessore alla Cultura Alessandro Ciotoli, la delegata al Commercio Federica Maura e la delegata al Turismo Cristina Micheli.
La discussione aperta nelle ultime ore – alimentata anche dalle critiche dell’opposizione – chiede chiarezza su tutto: dalla possibilità di ulteriori accensioni nei prossimi giorni, al potenziamento del programma culturale già presentato da Ciotoli, fino ai chiarimenti sulle tempistiche operative che competono a Maura. Allo stesso tempo, si guarda alla Micheli per capire quale sarà la strategia turistica e d’immagine pensata per accompagnare il periodo natalizio, un terreno su cui si gioca buona parte della percezione pubblica delle festività.
Nessun processo alle intenzioni, nessun colpo inferto: solo la richiesta – legittima – di risposte concrete. Ora tocca all’Amministrazione scegliere come e quando darle. Al momento, l’unica certezza è che il Natale ceccanese è diventato un terreno politico. E che la discussione — come sempre in città — non si fermerà a un post.
Una città che discute, un Natale che divide

L’8 dicembre ha segnato l’inizio delle festività, sì, ma anche l’inizio di una stagione politica più accesa del previsto. Le luci, per ora, restano al centro della discussione.
Ma dietro quelle luci — o quelle ombre — si muovono dinamiche più profonde: visioni culturali, strategie commerciali, identità cittadina.
E come spesso accade a Ceccano, anche il Natale diventa una lente per guardare la politica.



