Il nido di Caperna e quel Giglio che innaffieranno tutti, non solo il Comune

Un asilo nido come spunto per crescere ed occasione per coinvolgere più istituzioni nella tutela didattica dei giovanissimi

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Cantieristicamente era ed è rimasto uno dei fiori all’occhiello di Augusto Simonelli, assessore-bulldozer ai Lavori Pubblici di Veroli che se non vede una benna al lavoro gli viene la febbre quartana e che incarna la soluzione politica di continuità tra vecchia e nuova amministrazione.

Concettualmente è opera la cui terminazione è ascrivibile alla tigna del team amministrativo della cittadina ernica, team capeggiato da un Germano Caperna particolarmente raggiante. Perché? Perché il sindaco di Veroli è innanzitutto un docente e conosce bene il valore di una nuova struttura di contesto didattico.

Struttura come “Il Giglio”, asilo nido recentemente inaugurato “alla presenza di sue eccellenza Santo Marcianò, Vescovo della Diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino”.

Non solo un taglio del nastro

da sinistra il sindaco Germano Caperna, i consiglieri regionali Daniele Maura ed Alessia savo, il vescovo Santo Marcianò, il consigliere provinciale Andrea Amata

Si è proceduto con il taglio del nastro nel contesto del “coronamento di un percorso già avviato: l’asilo, infatti, è operativo dallo scorso settembre e accoglie oltre quaranta bambini, offrendo alle famiglie un servizio educativo di qualità e all’avanguardia.

E la funzionalità di quella struttura di assoluta utilità ha consentito a Caperna anche di lanciare un appello netto. Nessun apparato istituzionale sovra comunale si senta manlevato dall’obbligo di concorrere nella gestione di servizi che sono cruciali per ogni sistema complesso.

Tradotto: gli sforzi, economici, logistici ed organizzativi nei quali si profondono già gli Enti vanno condivisi, perché ogni “Giglio” ha bisogno di più annaffiatoi, di più “giardinieri”. E di attenzioni plurime e collegiali a livello istituzionale.

Dai nonni alla società

In esordio di cerimonia Caperna ha contestualizzato opera ed evento. Così: “Se prima erano i nonni i veri asili nido, oggi con il cambiamento delle esigenze sociali e lavorative, sono posti come questo ad accompagnare i bambini nei primi passi dell’esperienza educante in luoghi sicuri, accoglienti e stimolanti”. E ancora: “Con Il Giglio proseguiamo con convinzione nel percorso di potenziamento delle strutture educative del nostro territorio. Questo progetto, avviato nella precedente amministrazione, testimonia come la continuità amministrativa rappresenti l’essenza della buona politica”.

Cioè “la capacità di portare avanti e completare opere utili alla comunità, al di là del tempo e delle persone. Veroli può già contare su due nidi pienamente operativi e su altri due in corso di realizzazione”.

Poi il monito, che non è una polemica ma una constatazione di fatto che a volte inibisce risultati ancor più valevoli. “Allo stesso tempo i Comuni non possono essere lasciati soli nell’affrontare la gestione dei servizi alla persona e della prima infanzia: serve un impegno condiviso e costante da parte di tutti i livelli istituzionali”.

Le sfide di Amata, Savo, Maura

A rappresentare la Provincia è stato il delegato al Comitato per lo Sviluppo Andrea Amata. Che ha detto: “Questo progetto consente di affrontare una delle sfide del nostro tempo”. Cioè “dare una risposta concreta a un bisogno reale delle famiglie, investendo sul futuro”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale Daniele Maura. Che ha ribadito l’impegno della Regione “nel sostenere i Comuni virtuosi che investono sui servizi per la prima infanzia, mettendo al centro la famiglia e la crescita dei bambini”. Dal canto suo la consigliera regionale Alessia Savo da presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, ha sottolineato cose carinali. Ad esempio che “stiamo lavorando per alleggerire il peso delle famiglie, dando attenzione a realtà accoglienti e positive come questa”.

Le parole del Vescovo

Veroli è una comunità importante e di riferimento per il territorio”. E il neo vescovo? Il pastore di anime plurime insediatosi di recente? S.E. Mons. Santo Marcianò, nel suo discorso, ha ricordato che “la formazione di questi germogli è un segno indelebile che da educatrici lasciate loro”. “Come diceva Don Bosco, educare è un fatto del cuore: e amore è prevenzione”. Poi gli operatori sul campo. Persone come la Presidente della Cooperativa Leonardo, Karin Sorgi. Che ha aggiunto: “Se la bellezza salverà il mondo, qui dentro il bello si respira ovunque. Il tempo passato al nido rappresenta il primo, importantissimo passo nel percorso educativo di ogni bambino.

A chiosa ci è andata Cesira Messia, coordinatrice del nido, che ha voluto ringraziare “l’intero team che ogni giorno opera con professionalità e passione nei nidi comunali di Veroli”.

Ma com’è fatta quella struttura che rappresenta al tempo stesso un punto di arrivo ed uno di partenza?

Caratteristiche ed appello finale

Il palazzo municipale di Veroli

Lo spiega una nota stampa. “La struttura si distingue per modernità, sicurezza e sostenibilità: spazi luminosi, aree gioco interne ed esterne e l’utilizzo di materiali ecosostenibili rendono Il Giglio un luogo ideale per la crescita, la socialità e il benessere dei più piccoli”.

Caperna ha voluto lanciare un ultimo appello, di quelli che piacciono a lui: umani, accorati, centrati. “Voi avete in mano il futuro dei piccoli cittadini di Veroli: abbiatene cura e grazie per il lavoro che portate avanti quotidianamente”.

Perché il futuro dei piccoli verolani sarà il presente della Veroli che verrà. E della Ciociaria che dovrà affrontare le sue prossime sfide.