Il Partito democratico della Città dei Papi denuncia "l'inganno politico sul potenziamento dei servizi sanitari. Solo uno specchietto delle allodole, i nuovi presidi riguarderanno Sora". I dem criticano anche l'Amministrazione comunale: "Ha fallito e preso in giro la gente"
Tutto ha inizio con la Delibera Regionale 115. L’atto che ridisegna la rete ospedaliera del Lazio per il triennio 2026-2028. Dietro l’architettura burocratica dei grafici regionali però, ad Anagni si è consumato quello che il PD locale definisce senza mezzi termini un inganno politico. In città “dopo il PAC(c)O arriva il Pacchetto!”. Una critica feroce con cui il principale Partito di opposizione in città accusa la Giunta regionale di centrodestra di vendere per potenziamento quello che, a conti fatti, appare come un trasloco di servizi verso altri lidi.
“Lo specchietto delle allodole dei 14 posti letto”

Il nodo della questione riguarda i 14 posti letto oncologici che sarebbero riservati alla città. Posti annunciati con enfasi ma che per i dem locali, rappresentano solo l’ennesimo regalino avvelenato. Perché, questa la critica, non sono posti per Anagni. Ma risultano “afferenti al vicinissimo Polo oncologico di Sora”.
Insomma, uno specchietto per le allodole che finirebbe per lasciare l’area nord della provincia ancora una volta sguarnita e dipendente da trasferimenti chilometrici. Il Pd anagnino ha poi evidenziato come la famigerata Delibera 115, per diventare realtà operativa, necessiti ancora di un “progetto tecnico della Asl. Altrimenti non se ne farà nulla”.

Insomma, per l’opposizione si tratta di una strategia puramente d’immagine: “L’idea della Destra che governa la Regione e il Comune è semplice: mettere qualche bandierina qui e là”, ignorando deliberatamente la necessità di “ampliare i servizi di emergenza per Anagni e l’area nord, nemmeno a parlarne”.
Accuse che rimbalzano sul centrodestra anagnino

Un attacco che si è allargato anche al centrodestra cittadino, che qualche anno fa, quando a tagliare era il centrosinistra regionale, era ben più barricadero. “Ve li ricordate quando dall’opposizione gridavano contro il centrosinistra con la bava alla bocca? Oggi invece la bocca tace”. Un silenzio che, secondo il Pd, deriverebbe da “un po’ di ritegno” di fronte a quella che viene bollata come “l’ennesima presa in giro sulla pelle della gente”.
Quella del Partito Democratico è stata una sentenza politica senza appello: “La destra sulla Sanità ha fallito. Siamo al punto di non ritorno”. Il sigillo su un declino che solo il voto popolare, a detta dei dem, potrà interrompere: “A casa ce li rimanderanno i cittadini”.



