Il caso dei Parchi nella Tuscia. E lo scontro tra FdI e FI che si nasconde alle sue spalle. Cosa c'è in realtà dietro all'emendamento che sta bloccando i lavori in Regione Lazio
Il pantano se lo sono costruiti i Fratelli d’Italia, con le loro ruspe e le loro condotte: una palude politica così densa e vasta che ora rischiano di restarci intrappolati. I lavori del Consiglio Regionale sono paralizzati per colpa di un emendamento: lo ha presentato il capogruppo FdI Daniele Sabatini. Ufficialmente mira a razionalizzare la gestione delle riserve naturali della Tuscia, nella realtà punta a sabotare Forza Italia ed il suo accordo con il Pd che li vede governare insieme la Provincia di Viterbo guidata dal presidente Alessandro Romoli.
L’accordo è solido. Ha resistito a diversi assedi politici: le difese allestite dal Segretario regionale Claudio Fazzone hanno mantenuto l’assetto. Ed allargato il dialogo anche la governace dei parchi nella Tuscia. Dove FdI è rimasta fuori. L’emendamento punta a scardinare quell’accordo, creando il ‘sistema di gestione Alta Tuscia Natura‘ che aggregherebbe la Riserva naturale Selva del Lamone e la Riserva naturale del Monte Rufeno. La conseguenza sarebbe l’azzeramento degli attuali gruppi dirigenti dei parchi e la nomina dei nuovi vertici da parte della Regione; nei fatti, via le attuali governance Forza Italia – Partito Democratico per passare a Fratelli d’Italia.
Il fuoco di sbarramento

La mossa pare sia stata ispirata sul piano politico dall’assessore Giancarlo Righini e messa in campo dal suo fidato capogruppo Sabatini. Chiunque sia stato ha scatenato un nuovo fronte con Forza Italia che dall’inizio dell’estate ha aperto una crisi in Regione sul numero dei suoi assessori (ne ha 2 a fronte di 7 Consiglieri mentre la Lega ne ha ugualmente 2 ma in Aula ha 1 solo Consigliere).
La reazione delle truppe del senatore Claudio Fazzone è stata immediata ed inequivocabile. In tre tempi. L’antipasto: in Commissione Forza Italia non ha votato il provvedimento, facendo quadrato intorno al loro presidente di Provincia. Il secondo tempo. Insieme al Pd hanno fatto saltare l’assemblea del Cal, il Consiglio delle Autonomie Locali che doveva esprimere il parere sul Collegato al Bilancio regionale. Non lo hanno votato: facendo capire che quella roba non sarebbe mai passata. (Leggi qui: Scintille al Cal, Forza Italia a FdI: Se volete governare da soli accomodatevi).
Il terzo tempo. Quando il Documento di Economia e Finanza Regionale ed il Collegato sono arrivati in Aula alla Regione Forza Italia e Pd hanno presentato circa 200 Ordini del Giorno. Che devono essere esaminati, discussi e votati prima di passare all’emendamento Sabatini sui Parchi. Nella Prima Repubblica si chiamava Ostruzionismo ed il Pci sapeva abilmente impantanare i lavori parlamentari quando voleva farsi dare ascolto.
La contromossa pericolosa

La conseguenza in Regione è stata una palude: nella quale ora il dibattito si è bloccato. Per uscire dalla palude Fratelli d’Italia sta studiando una contromossa: mancano le conferme ufficiali, ci sono solo quelle a mezza bocca: una Legge con cui cambiare in corsa il Regolamento d’Aula e spostare la discussione degli Ordini del Giorno a fine seduta. In questo modo verrebbe rimosso in blocco tutto l’immenso ostacolo piazzato sul cammino del Defr regionale e l’operazione per il controllo dei Parchi.
Una modifica al Regolamento che lascia perplessi gli stessi Fratelli d’Italia: all’interno c’è chi teme le barricate delle opposizioni contro ‘i soliti fascisti che vogliono impedire il dibattito‘. Uno scontro che tracimerebbe dai confini regionali e rischierebbe di salire fino al livello nazionale. Chi a mezza bocca conferma l’operazione assicura che esista già un testo da portare in Aula.
Tensioni interne

Nei fatti, il braccio di ferro sui Parchi della Tuscia (con tutto il suo significato sugli equilibri politici FdI-Fi e Pd-FI) sta bloccando il dibattito sul Defr. A sinistra le opposizioni sarebbero anche disposte a parlarne, indiscrezioni dicono che Daniele Leodori avrebbe già impostato la linea: se vogliono mettere mano ai Parchi si rivedono tutti ed in tutto il Lazio. Ma questa discussione è una barchetta che s’è messa davanti alla rotta di un transatlantico impedendogli di navigare.
Il che sta creando tensioni anche all’interno di Fratelli d’Italia. Dove non tutti sono disposti a restare per settimane nel pantano a causa di una discussione che riguarda solo la Tuscia. E riguarda solo Fratelli d’Italia. Perché se il Dem Leodori ha detto quelle cose ed anche Marietta Tidei (Italia Viva) è andata a ruota significa che a lasciare la barchetta davanti al transatlantico è FdI.
Sull’Agenzia Dire, Marco Tribuzi riferisce che alla buvette della Pisana non è passato inosservato l’acceso scontro tra l’assessore Massimiliano Maselli ed il capogruppo Daniele Sabatini. Acceso al punto di condurre ad una lunghissima riunione di Gruppo, nella quale a paredere la pazienza sarebbe stata anche l’olimpica vice presidente Roberta Angelilli. Al culmine del confronto il Capogruppo avrebbe sbottato che quell’emendamento non l’ha voluito lui ma lo ha solo depositato per conto dell’assessore Giancarlo Righini. Che in Aula lo aveva blindato dicendo “Non intendiamo retrocedere, perché è una questione importante, di governo del territorio”.
Doppio problema

Tanti consiglieri FdI, secondo le anticipazioni della Dire hanno contestato al loro presidente di non sapere nulla della vicenda Alta Tuscia, di averla appresa dall’opposizione. E di non capire l’impuntatura che sta facendo perdere tempo prezioso e impedendo l’approvazione di Defr e Collegato.
Sabatini su molti punti sarebbe quasi “caduto dalle nuvole“. La qual cosa ha fatto imbufalire ancora di più i consiglieri.
Morale della favola: il Consiglio che si sarebbe dovuto tenere lunedì sarà rinviato a martedì. Ma non ci sarà l’assessore Righini, in visita istituzionale negli Usa col presidente Rocca. Torneranno alla fine della prossima settimana, quando il governatore sarà pronto a prendere in mano di persona la vicenda rimpasto di Giunta se nel frattempo i responsabili nazionali e regionali del centrodestra non avranno risolto una questione che va avanti da 4 mesi.
A questo punto lo scenario per Francesco Rocca sta cambiando. Ed al fronte con Forza Italia rischia di aggiungere uno interno a Fratelli d’Italia. Al quale non potrà rimanere estraneo. Anzi ne è parte: Perché dopo essere stato eletto come un civico di convergenza tra i partiti del Centrodestra, una volta vinte le Regionali è passato con tutte le scarpe in FdI. Iniziando a costruire una sua componente regionale.
Il che non semplifica lo scenario: né con Forza Italia né con FdI. Ma lo complica.



