Il parroco accorcia l’omelia: c’è il confronto tra i candidati

Primo confronto pubblico tra i quattro candidati sindaco di Itri. La città attende. Ed il parroco accorcia l'omelia. Temi, opinioni, punti di divergenza in attesa del voto

L’attesa era tanta: al punto che il parroco don Guerino Piccione ha dovuto accorciare la sua omelia della Messa vespertina. In questo modo ha consentito ai fedeli di lasciare in tempo la chiesa dell’Annunziata, attraversare in tempo via Civita Farnese e raggiungere la corte del palazzo municipale di Itri. Qui domenica sera l’associazione “Itrincontatto” ed il polo culturale “Cajeta” hanno tenuto vicini per quasi due ore, i quattro candidati sindaco alle elezioni amministrative del 25 e 26 maggio prossimi.

Alle spalle dei candidati il palazzo municipale: da 15 mesi è stato tolto alla politica ed affidato ad un Commissario prefettizio, per la mancata approvazione del Bilancio. È il terzo commissariamento consecutivo dal 2015. La sua fine e l’elezione di un nuovo sindaco avrà ripercussioni non solo sulla città ma anche sulla politica provinciale.

I temi del confronto

La cronaca del confronto ha dovuto tener conto delle regole mutuate dalla legge sulla Par Condicio. In pratica: stessa domanda per tutti i candidati, tempo contingentato uguale per tutti nelle risposte, si inizia ogni volta a rispondere da un candidato diverso e si procede a rotazione. I candidati hanno risposto in rigoroso ordine alfabetico: Osvaldo Agresti (“Un’altra Itri”), Andrea Di Biase (“Itri 2035”), Antonio Fargiorgio (“Itri Domani”) e Antonio Gelfù (“Insieme per Itri”).

Le questioni affrontate sono quelle che da anni vivacizzano il dibattito amministrativo del comune aurunco. La più spinosa della quali è la situazione provocata dalla frana del 3 e 4 novembre 2021 ha interessato la contrada Campiglioni che solo per una coincidenza non ha conosciuto un epilogo tragico. E poi la questione dell’acqua potabile: il commissario prefettizio Lonigro ha previsto la chiusura di B&B, case vacanze e strutture ricettive turistiche dopo avere ritenuto i loro pozzi autonomi non più affidabili sul piano igienico-sanitario.

Altro tema: il Castello Medioveale ed il Museo del Brigantaggio come risposta all’associazionismo culturale e sociale. La possibilità per i giovani di dare una continuità alle attività agro-zootecniche e forestali dei rispettivi genitori e nonni con una “diversa” managerialità e professionalità rispetto al passato. Nel mirino poi la Asl di Latina ed il neonato Consorzio dei Servizi Socio-Assistenziali (serve un efficientamento del punto prelievi ed una maggiore attività delle prestazioni geriatriche).

La cronaca

In genere, in una campagna elettorale si converge al centro: cioè non si punta mai ad avere una posizione netta; perché così si colpiscono più cittadini. Invece ad Itri c’è stata una netta differenziazione. A partire dal’argomento della delocalizzazione, lungo la regionale “Valle del Liri” dell’attuale complesso scolastico

Categorica contrarietà di Osvaldo Agresti: “ma ci rendiamo conto una nuova scuola in un fosso gravato da severissimi vincoli idrogeologici?!”. Alla quale ha fatto da contraltare la disponibilità di Andrea Di Biase: “La conferenza dei servizi è a già punto grazie ad un finanziamento disponibile”. Apertura simile di Antonio Fargiorgio e di Antonio Gelfù: l’hanno fatto diversificando l’attuale proposta programmatica sul tappeto

Si ipotizza non tanto la realizzazione della nuova filiale di Itri dell’istituto agrario “San Benedetto” di Borgo Piave di Latina quanto quella di far istituirvi una succursale della facoltà di agraria dell’ “Università della Tuscia” di Viterbo. Con quale utilità? C’è da portare avanti e approdondire alcuni studi su cosa significhi, anche in termini occupazionali, il principale segmento dell’economia cittadina, l’olivicoltura legata alla secolare “cultivar itrana”.

Il rapporto con il Parco

 Itri pensa ad un diverso rapporto poi con il Parco Regionale dei Monti Aurunci, ma attende da anni risposte certe sull’approvazione ed entrata in vigore del piano d’assetto. È considerato un strumento regolamentativo fondamentale “per capire cosa ne deve essere – hanno risposto all’unisono i quattro candidati sindacodel nostro territorio montano gestito dall’ente parco. Molti imprenditori vorrebbero investire risorse proprie per qualificare l’immagine turistica dell’area protetta. Ma sono preoccupati che, senza regole certe, un loro starnuto possa infastidire il patrimonio ornitolgico”.

Risposte al limite dell’ironia e del sarcasmo che  hanno evidenziato come il comune di  Itri da solo non può nulla per favorire il turismo religioso.Papa Leone XIV è andato a pregare al santuario degli Agostiniani di Genazzano – ha tuonato l’ex sindaco Antonio Fargiorgioma cosa ha in meno il nostro della Madonna della Civita?”. Così come può poco rispetto ai drammatici ritardi per la messa in sicurezza della strada regionale Valle del Liri: l’arteria Astral che collega il Golfo a Ceprano ed è tra le più incidentate d’Italia. O più semplicemente, per il potenziamento della stessa segnaletica stradale

Si tratta di emergenze, vecchie e nuove che hanno fatto costretto i quattro candidati a sindaco a fare outing circa le soluzioni, anche di natura politica, che stanno proponendo ai propri elettori.

Le ricette dei candidati

Andrea Di Biase

Il più chiaro di tutti è stato il candidato di “Itri 2035Andrea Di Biase. Ad ascoltarlo c’era il popolo del centrodestra riunito dopo lo scioglimento del consiglio comunale il 24 marzo 2024 era massicciamente presente nei quattro lati della Corte del palazzo  municipale di Itri: dai coordinatori comunali di Forza Italia Donatella Del Bove, della Lega Raffaele Mancini e Fratelli d’Italia Simone  Di Mascolo, fino all’assessora regionale all’ambiente Elena Palazzo.

In qualità di funzionario dell’ente parco regionale Riviera di Ulisse, il 52enne Di Biase sa per primo che, soprattutto dopo il terzo commissariamento di fila del Comune, la coperta è corta, cortissima sul piano economico finanziario.

Non basterà l’entusiasmo elettorale per rimettere in moto questa macchina che ha bisogno solo di un pieno di carburante ma di un’adeguata revisione – ha detto Di Biase –. Sappiamo di poter contare sulla filiera che parte dalla Provincia e arriva in Europa attraverso la Regione ed il governo Meloni. Puntiamo a compiere un salto di qualità, di dialogare con il rispetto che meritiamo con le altre amministrazioni del Golfo”.

Riannodare i fili

Antonio Fargiorgio

Tra i competitor di Di Biase, il 60enne Antonio Fargiorgio intende riprendere il discorso politico-amministrativo interrotto nel’inverno 2021 quando l’allora alleato Forza Italia gli staccò la spina provocando l’anticipata conclusione del suo primo mandato sindacale. Si votò, a causa del Covid, nella sessione autunnale di quell’anno e Fargiorgio, alla testa della civica “Itri Facciamo domani”, sfiorò il bis mancandolo per meno di 80 voti. Ora insegue una rivincita sotto la bandiera civica di “Itri Domani”. 

Fargiorgio non ha avuto peli sulla lingua ricordando come Fratelli d’Italia, dopo aver provocato anche con i suoi voti lo scioglimento del consiglio comunale 15 mesi, ora sia tornato a flirtare con l’alleato Forza Italia. “Lo scempio degli ultimi quattro anni è sotto gli occhi” ha detto l’avvocato nel suo appello finale. “Noi davvero abbiamo una squadra che, a differenza di altre, non è eterodiretta dall’alto o fattori esterni romani”.

Antonio Gelfù

Nel confronto il più spaesato è stato, forse per una “mia naturale timidezza” e per un improvviso attacco influenzale, il 50enne Antonio Gelfù. Il candidato di “Insieme per Itri” ha confuso papa Leone XIV per papa Pio VII  e, dichiarando la sua innocenza a frequentare questi palcoscenici (“Non sono un politico , non sono un oratore di professione”), ha voluto lanciare nel suo appello finale al voto “responsabile” un monito: il suo comportamento elettorale deciderà l’esito elettorale del 25 e 26  maggio prossimi. “La mia azienda occupa quasi cento persone e, di  conseguenza , faccio poche chiacchere al giorno – ha avvisato – Mi reputo un uomo del fare e vi dico che in giro c’è tanto, ma tanto, malumore”.

La citazione di Dante

Osvaldo Agresti

Primo consigliere comunale eletto (amministrative 2016) del Movimento Cinque Stelle in provincia di Latina, il  55enne fisioterapista Osvaldo Agresti (“Un’altra Itri” ) ha mantenuto fede al suo stereotipo di personaggio, quasi teatrale a metà strada (con il dovuto rispetto artistico) tra Dario Fo e Paolo Rossi.

Il suo appello l’ha voluto fare platealmente in piedi esordendo con una citazione di Dante: “’Nel mezzo del cammin della nostra vita mi ritrovai in un’Itri oscura , la cui diretta via era smarrita…’ Queste sera in questa Corte ci sono le solite facce, con gli stessi volti  forse ritoccati da un po’ di trucco e interscambio da una lista all’altra. Sono gli stessi candidati  che da dieci anni non fanno altro che ripetere un verbo ‘Faremo’. E’ possibile che in questo comune non si possa cambiare paradigma?

I candidati a sindaco Agresti, Di Biase, Farfgiorgio e Gelfù saranno protagonista di un secondo (e forse ultimo) confronto. Sarà quello televisivo in onda giovedì 15 maggio alle 21.10 su Teleuniverso nel corso della Trasmissione A Porte Aperte.