Dopo le Provinciali il Pd convoca il congresso cittadino per scegliere la linea e il candidato, mentre il campo progressista resta frammentato. Il Partito Socialista conferma la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi.
Le elezioni provinciali non hanno cambiato una delle variabili più delicate della politica frusinate: la candidatura a sindaco annunciata dal Partito Socialista per le prossime Comunali. Anzi. Paradossalmente l’hanno rafforzata. Ma hanno accelerato il dibattito interno al Partito Democratico: il Segretario provinciale Achille Migliorelli ed il Segretario cittadino Marco Tallini hanno convocato per il 16 marzo il Direttivo che darà il via all’iter per il Congresso nel capoluogo. Ed all’indicazione del candidato sindaco da proporre al tavolo con gli alleati.
Da mesi il Psi ha indicato Vincenzo Iacovissi, vice segretario nazionale del Partito, come proprio candidato per la corsa a Palazzo Munari. Una scelta che molti consideravano provvisoria, destinata a rientrare una volta chiariti gli equilibri nel Partito Democratico.
L’idea diffusa era semplice: se il Pd avesse ottenuto un risultato solido alle Provinciali, capace di rafforzare la sua leadership nel campo progressista, sarebbe stato difficile per gli alleati sostenere una candidatura alternativa. Ma le urne hanno raccontato un’altra storia.
Convocato il Direttivo cittadino

Il risultato dei Democratici è stato in flessione e ha immediatamente aperto una fase di riflessione interna. Il neo segretario provinciale Achille Migliorelli ha reagito con rapidità, convocando il Congresso cittadino di Frosinone per rinnovare i quadri locali e definire la linea politica in vista delle Comunali.
Una decisione presa con un metodo molto diretto. Migliorelli ha utilizzato le prerogative del suo ruolo, tracciando la rotta e comunicando la scelta solo successivamente al Segretario cittadino uscente Marco Tallini. Un pragmatismo che non è passato inosservato e che ha provocato più di qualche scintilla tra le componenti interne. Al punto che Rete Democratica fa recapitare un messaggio del tipo: così non va, se deve funzionare in questo modo noi usciamo ed il Partito ve lo gestite da soli.
Migliorelli comprende che la liturgia ha il suo peso nei riti Dem e solleva il telefono. Chiama il Segretario Pd di Frosinone Marco Tallini e gli comunica che per il 12 marzo intende riunire il Direttivo di Frosinone per avviare l’iter con cui celebrare il Congresso cittadino e restituire una squadra al Circolo, superando le divisioni dei mesi scorsi culminate con una serie di dimissioni che hanno minato la funzionalità della Sezione. Viene concordato un rinvio di appena 4 giorni: un po’ per necessità pratica ed un po’ per dare un segnale. Ci si riunisce il 16 marzo.
Marco Tallini non si ricandiderà a Segretario, non si dmetterà dal suo attuale ruolo: passerà la mano e si toglierà dall’equazione politica.
Il congresso cittadino e la partita del candidato

Il Congresso cittadino del Pd non servirà soltanto a ridefinire l’organizzazione del Partito. Avrà soprattutto un compito politico preciso: individuare il candidato sindaco dei Dem.
Una scelta che arriva dopo settimane di pressioni interne. Già durante il Congresso provinciale il consigliere Norberto Venturi aveva chiesto al Partito di accelerare i tempi, sottolineando la necessità di dare una risposta politica alla candidatura socialista. Un analogo segnale di concretezza era arrivato anche dal consigliere Fabrizio Cristofari, che aveva rinunciato alla delega ricevuta dal Congresso per coordinare il dibattito sulla Sanità. Una mossa interpretata come un modo per spingere il Partito a concentrarsi sulle priorità politiche, a partire proprio dalle elezioni comunali.

Dal Congresso cittadino potrebbe emergere un nome interno al Pd: il condizionale è d’obbligo perchè al momento non c’è stato dibattito, confronto, discussione. Sul tavolo verrà formalizzata la candidatura di Stefano Pizzutelli, espressione del collettivo Parte da Noi, area che fa riferimento alla coordinatrice nazionale della segreteria Marta Bonafoni e sul territorio provinciale al dirigente nazionale Danilo Grossi.
Chiunque sarà indicato dal Pd dovrà però affrontare una difficoltà strutturale: la costruzione di un vero campo di centrosinistra. Al momento, infatti, Avs, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Azione e le altre forze progressiste non governano nemmeno un Comune della provincia. Più che una coalizione organizzata, il campo progressista appare come una costellazione di presenze testimoniali.
Il passo avanti del Psi

In questo quadro incerto, il Partito Socialista ha scelto di non aspettare. Nelle ore successive alle elezioni provinciali ha confermato la candidatura di Vincenzo Iacovissi, ribadendo la volontà di andare avanti con il progetto politico annunciato mesi fa.
Per il Psi si tratta di un passo ulteriore in avanti. La candidatura di Iacovissi, inizialmente percepita come una mossa tattica, assume ora un peso politico diverso. Non più soltanto una provocazione nel campo progressista, ma una proposta concreta che resta sul tavolo mentre il Pd cerca ancora la propria sintesi.
La partita per Palazzo Munari è appena iniziata. Ma una cosa è già chiara: mentre il Pd prova a ricostruire il suo equilibrio interno, il Psi ha già messo il primo mattone della campagna elettorale.



