Rete Democratica e Energia Popolare riaprono il confronto in vista del Congresso provinciale del Pd a Frosinone. Clima disteso, ma nessuna riappacificazione: Battisti e Pompeo accusano De Angelis di aver scelto la conta. Fantini resta il candidato, "se volete può continuare ad essere unitario”.
Senza rabbia, senza veleno. Ma con tanti orgoglio. Le due componenti alleate Rete Democratica (Sara Battisti) ed Energia Popolare (Antonio Pompeo) sono scese di nuovo in campo ora che la via verso il Congresso Provinciale del Partito Democratico è di nuovo aperta. A rimuovere gli ostacoli sul percorso è stato l’altra sera l’onorevole Federico Gianassi, il Commissario inviato da Elly Schlein per risolvere il conflitto tra le componenti che aveva paralizzato la Federazione provinciale di Frosinone. (Leggi qui: Il ‘maestro’ Gianassi ricuce il Pd: riparte la via per il Congresso).
Ci vediamo da Memmina

Il posto scelto è evocativo. La sala del ristorante Da Memmina a Frosinone è il posto dove da sempre il Pd è di casa. Lo era prima della ‘scissione’ tra le due anime che davano vita a Pensare Democratico: quella del presidente regionale Francesco De Angelis e quella della consigliera regionale Sara Battisti. Lo è ancora adesso che i due stanno su fronti opposti: l’uno guida Area Dem, l’altra è al timone di Rete Democratica alleata in questo Congresso con Energia Popolare.
Il clima tra i due blocchi non è dei migliori: altrimenti non sarebbe stato necessario l’invio di un Commissario. Ma giovedì sera nessuno ha voluto impugnare i fiammiferi e provare ad incendiare l’aria. Al contrario. Sara Battisti è stata chiara: “Noi siamo qui per costruire. C’è bisogno del Pd unito per tornare a vincere”.
Via le polemiche, da parte i rancori: la distanza è solo politica, il nemico non è nel recinto di casa.
Il matrimonio saltato

Ma due cose, la deputata regionale e l’ex presidente della Provincia arrivato alle sue spalle d’un soffio alle scorse elezioni, le hanno volute mettere in chiaro. “Un percorso unitario è stato tentato. Ma non è stato possibile realizzarlo: non per responsabilità nostra. I matrimoni, per amore o per interesse, si fanno in due ed in questo caso è mancato l’altro contraente” Il messaggio è chiaro: per Sara Battisti ed Antonio Pompeo è stato Francesco De Angelis a volere la conta evitando l’intesa. Perché? Dopo la scissione vuole che siano i numeri a certificare dove sta il Partito: se con lui o con Sara Battisti.
E allora che conta sia. Le differenze sono sul modo di vedere il Partito e sulla strada per arrivare al Governo. Antonio Pompeo e Sara Battisti sul punto sono in sintonia perfetta: no ad alleanze con il centrodestra. Come invece sta avvenendo a Ferentino, a Sora, a Veroli… Guarda caso, nei tre Comuni, la parte di Pd che governa insieme a pezzi di centrodestra è quella di De Angelis.
Citano il Segretario Regionale del Partito, Daniele Leodori e le parole che ha detto nei giorni scorsi durante il Congresso della Federazione provinciale di Roma. Leodori quel giorno ha detto che bisogna evitare di accettare anche i posti che competono all’opposizione: meglio la via dell’Aventino pur di non avere rapporti con il centrodestra. È la tattica attuata con successo da Giorgia Meloni quando stava all’opposizione: nemmeno un emendamento concordato con il Pd.
Il candidato unitario lo abbiamo noi

Segnali ad Area Dem per una ricomposizione nelle rispettive differenze li hanno mandati anche giovedì sera. “Il candidato unitario lo abbiamo noi: è il Segretario uscente Luca Fantini che è stato l’unico finora nel Pd della nostra provincia a concludere l’intero mandato. Era stato eletto con un accordo unitario, possiamo replicarlo anche adesso”.
Il coraggio del Pd si misura anche dalla capacità di fare passi indietro.


