Il Csm sceglie Gregorio Capasso come nuovo procuratore della Repubblica di Latina. Un ritorno nel capoluogo pontino dopo l’esperienza in Sardegna, tra memoria professionale, conoscenza del territorio e attese alte sulla legalità.
È un ritorno che ha il sapore del cerchio che si chiude, come quando un arbitro fischia la fine sapendo di aver visto bene la partita dall’inizio. Gregorio Capasso, 62 anni, è il nuovo procuratore della Repubblica di Latina. A deciderlo è stato il Consiglio superiore della magistratura, al termine di un vero ballottaggio con il collega Gianfranco Novelli, oggi procuratore aggiunto a Catanzaro.
La scelta è maturata dopo una selezione lunga e articolata: cinque candidati iniziali, poi quattro, infine due nomi arrivati al confronto finale. Alla fine l’ha spuntata Capasso, magistrato che il territorio pontino lo conosce bene, per averlo attraversato professionalmente per oltre vent’anni prima di assumere, nel 2018, la guida della Procura di Tempio Pausania in Sardegna.
L’inquisitore del caso Grillo jr.

È lui il magistrato che ha colto fin dall’inizio la gravità delle parole di una giovane turista norvegese che nel 2019 si presentò dai carabinieri per denunciare una notte di violenze subite da quattro ragazzi, approfittando del fatto che non fosse lucida.
Solo in un secondo momento si scoprì che uno degli indagati era il figlio di Beppe Grillo, cofondatore del Movimento 5 Stelle.
Gli investigatori coordinati da Gregorio Capasso non hanno mai mollato la presa: non per rivalsa politica, ma per dovere verso la giustizia e verso la vittima che aveva trovato il coraggio di denunciare. Un’inchiesta condotta senza clamori, lontano dai riflettori, con metodo e determinazione, anche quando tutto sembrava in bilico.
Indagini certosine, portate avanti in un contesto mediatico e istituzionale delicatissimo, che hanno condotto a quattro condanne, con pene comprese tra sei anni e mezzo e otto anni di reclusione. In quelle sentenze c’è molta della tenacia del Procuratore, e di una concezione della magistratura che non arretra di fronte ai nomi, al rumore, né al peso del potere.
Il via libera di Nordio

Il parere favorevole del ministro della Giustizia Carlo Nordio era arrivato per entrambi i candidati finalisti. Ma al Plenum del Csm il pendolo ha oscillato verso Capasso, premiando un profilo considerato solido, radicato e immediatamente operativo.
Il nuovo procuratore torna così in via Ezio, dove ritroverà un ufficio che conosce e colleghi con cui ha già lavorato, come Luigia Spinelli, che ha retto la Procura nell’ultimo periodo, e il sostituto Giuseppe Miliano. Non un debutto, ma un rientro carico di responsabilità, in una fase delicata per il territorio pontino.
Un curriculum senza scorciatoie
Il percorso di Gregorio Capasso è uno di quelli lineari, costruiti senza scorciatoie. Laureato in Giurisprudenza alla Sapienza con Natalino Irti, entra in magistratura a soli 23 anni, tra i più giovani vincitori di concorso in Italia. Il primo incarico è in Calabria, come pubblico ministero a Crotone, poi l’arrivo a Latina, dove segue inchieste rilevanti e matura una conoscenza profonda del territorio.

Dal luglio 2018 assume l’incarico di procuratore capo a Tempio Pausania, guidando per quasi otto anni un ufficio complesso, in un contesto non semplice. Un’esperienza direttiva che pesa nella valutazione finale del Csm e che rafforza l’idea di un magistrato abituato a tenere insieme rigore giuridico e gestione dell’ufficio.
Capasso non torna per nostalgia, ma con un progetto: riportare stabilità, autorevolezza e metodo in una Procura che negli ultimi anni ha vissuto passaggi delicati. Il suo profilo è quello di un magistrato che conosce la macchina giudiziaria dall’interno e che sa come farla funzionare senza clamori.
A settembre compirà 63 anni. Un’età che, in magistratura, significa esperienza piena, capacità di lettura dei contesti e consapevolezza del ruolo istituzionale.
Le reazioni della politica e delle istituzioni

La nomina ha prodotto reazioni immediate e trasversali. La sindaca di Latina Matilde Celentano ha parlato di «una garanzia assoluta per la tutela della legalità», assicurando fin da subito la massima collaborazione istituzionale nel rispetto dei ruoli.
Dalla maggioranza di governo, la deputata della Lega Giovanna Miele ha sottolineato come quello di Capasso sia «un gradito ritorno in una provincia che conosce bene». Dal Consiglio regionale del Lazio, Vittorio Sambucci ha evidenziato la competenza e l’autorevolezza del nuovo procuratore, rimarcando il valore della sua esperienza maturata proprio a Latina.

Anche il Partito Democratico, con il segretario provinciale Omar Sarubbo, ha accolto la nomina sottolineando il peso del ruolo della magistratura «in una provincia complessa, dove il tema della sicurezza è fortemente avvertito». Un riconoscimento che va oltre gli schieramenti e restituisce l’immagine di una nomina percepita come istituzionalmente solida.
Capasso arriva in una città che chiede risposte, in un territorio segnato da criticità ma anche da una forte domanda di legalità. Il suo nome non suona nuovo. Ed è forse proprio questo, oggi, il dettaglio che conta di più.



