Il Sacco mette d’accordo quindici Comuni: nasce il Tavolo dei Sindaci

Firmato in Prefettura il protocollo che mette insieme quindici Comuni della Valle del Sacco. Il prefetto Giuseppe Ranieri avrà la regia istituzionale. Mastrangeli richiama il tema dei controlli, Querqui quello della cooperazione tra territori. Entro novanta giorni dovrà arrivare il programma operativo. Da quel momento conteranno i risultati.

Il cronometro è partito da oggi pomeriggio. Novanta giorni, il tempo che quindici Comuni si sono dati per trasformare la firma di un protocollo sul Fiume Sacco in un programma operativo vero. Fino a quel momento, di fatto, conteranno soprattutto le intenzioni.

A cliccare sul pulsante Start che ha dato il via al conteggio del tempo sono stati i quindici Comuni della provincia di Frosinone che oggi hanno firmato in Prefettura il protocollo d’intesa che istituisce il Tavolo dei Sindaci del Fiume Sacco. La firma rende operativo il percorso che nelle settimane scorse aveva già ricevuto il via libera politico, con Frosinone nel ruolo di Comune capofila e la Prefettura chiamata a tenere insieme istituzioni ed enti competenti. . (Leggi qui: Fiume Sacco, nasce il Tavolo dei Sindaci con Frosinone capofila).

Ci sono Frosinone, Anagni, Arce, Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Falvaterra, Ferentino, Morolo, Paliano, Pastena, Patrica, Pofi, Sgurgola e Supino. Quindici municipi. Colori politici differenti. Un solo fiume e una questione ambientale che da decenni accompagna la Ciociaria.

Da progetto a firma

La novità di queste ore sta proprio qui. Il Tavolo non è più una proposta da inserire in una delibera o un’intesa ancora da sottoscrivere. Ora è già sostanza: il protocollo è stato firmato davanti al prefetto Giuseppe Ranieri.

L’impostazione era stata anticipata all’inizio di settembre: una sede permanente nella quale condividere informazioni, monitorare il corso d’acqua, segnalare possibili fonti di pressione e coordinare le attività degli enti competenti. La Prefettura diventa il centro della macchina ed il ruolo decisivo è stato anche quello del Prefetto Giuseppe Ranieri, capace di raccogliere la volontà dei sindaci e trasformarla in una regia istituzionale stabile. È un passaggio tutt’altro che formale. Palazzo del Governo dovrà raccordare i Comuni con Regione Lazio, Arpa, Asl, Provincia, Autorità di Bacino, Ministero dell’Ambiente, Consorzi di bonifica e gli altri soggetti chiamati ad intervenire.

Alla firma erano presenti anche le Forze dell’Ordine. Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno manifestato la disponibilità a collaborare nelle rispettive competenze. Significa provare a dare al Tavolo anche una capacità di intervento quando il problema ambientale supera il semplice monitoraggio e assume altri contorni.

La linea di Mastrangeli

Riccardo Mastrangeli

Il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli mette l’accento soprattutto sulla necessità di avere una regia. Il ragionamento parte da un principio abbastanza elementare: se il problema attraversa più territori, affrontarlo Comune per Comune rischia di produrre quindici pezzi della stessa fotografia. Frosinone aveva già lavorato nei mesi scorsi per costruire questa struttura, sul modello di collaborazione sovracomunale sperimentato con l’Area Vasta. Anche lì il capoluogo aveva cercato di superare la logica del singolo campanile mettendo insieme più amministrazioni su obiettivi comuni. 

Mastrangeli richiama anche un dossier che riguarda direttamente il capoluogo: l’ex discarica di via Le Lame, dove è iniziata la caratterizzazione.

Il sindaco invita a tenere alta l’attenzione evitando allarmismi e la formula scelta è quella della prevenzione: conoscere prima i dati, farli circolare tra gli enti e sapere chi deve intervenire quando qualcosa non torna.

Querqui e la politica senza confini

Andrea Querqui

Il sindaco di Ceccano Andrea Querqui insiste sul significato politico della collaborazione tra amministrazioni che appartengono a schieramenti differenti.

Ceccano aveva già sostenuto nei mesi scorsi la necessità di costruire un fronte comune dei sindaci della Valle del Sacco anche su altri dossier territoriali. A luglio Querqui aveva chiamato in causa proprio gli amministratori della Valle durante lo scontro con la Regione sulla sanità. Per lui, la tutela del Sacco richiede che informazioni e iniziative circolino tra i diversi territori. Il Comune definisce l’intesa il risultato di una collaborazione tra amministrazioni che hanno deciso di superare le appartenenze politiche davanti ad un problema comune.

Mastrangeli guarda alla regia ed ai controlli. Querqui sottolinea il valore della cooperazione tra territori. Il protocollo tiene insieme entrambe le impostazioni.

Adesso parte il cronometro

Il prefetto Giuseppe Ranieri con i sindaci

Il primo vero esame arriverà tra novanta giorni. Entro quel termine dovrà essere approvato un programma attuativo. Dovrà contenere il cronoprogramma, gli obiettivi operativi, gli indicatori con cui verificare i risultati e le modalità di monitoraggio. Qui il Tavolo comincerà a mostrare cosa vuole diventare perché la Valle del Sacco ha una lunga familiarità con conferenze, protocolli e tavoli istituzionali.

Nel 2019 venne sottoscritto l’Accordo di Programma per gli interventi di messa in sicurezza e bonifica del Sin. Negli anni successivi la bonifica e i finanziamenti collegati sono diventati terreno di confronto tra governi regionali, amministrazioni e forze politiche. Questa volta viene introdotto anche un altro strumento: ogni anno dovrà essere redatto un Rapporto sullo stato del Fiume Sacco, destinato ad essere reso pubblico.

Dati, attività svolte, risultati. Tre elementi che permetteranno ai cittadini di capire cosa è stato fatto.

Il fiume come confine al contrario

C’è infine il significato politico dell’operazione. Per anni i confini comunali hanno rappresentato il limite entro il quale ciascun sindaco esercitava le proprie competenze. Il Sacco sta facendo emergere il problema opposto: su alcune questioni quei confini diventano troppo piccoli.

Questo elemento già era stato sottolineato quando il progetto venne annunciato: il fiume attraversa tutti quei territori e rende insufficiente una risposta costruita da ogni Comune per conto proprio. Ora l’intesa è firmata. Frosinone ha promosso il Tavolo. Ceccano e gli altri tredici Comuni hanno aderito. La Prefettura ha preso in mano il coordinamento.

Tra novanta giorni dovrà esserci il primo programma concreto soprattutto perché il Sacco continuerà a scorrere comunque e questo dovrà dimostrare di saper andare nella stessa direzione.