Il 15 luglio Francesco Rocca taglia il nastro dell'Ospedale di Comunità e presenta la nuova risonanza magnetica. Il vicesindaco Roberto Addesse nel frattempo annuncia un cantiere a settimana. Cianfrocca aspetta, osserva e non dice nulla. La consiliatura finisce. E la campagna elettorale è già cominciata, anche se nessuno la chiama ancora così
C’è un’Alatri che si inaugura e un’Alatri che si candida. Spesso coincidono, in questo luglio che sembra più un bilancio di fine mandato che un normale calendario amministrativo.
Il dato più atteso arriva dalla Sanità. Il 15 luglio alle ore 17, alla presenza del governatore Francesco Rocca e del direttore generale della ASL di Frosinone Arturo Cavaliere, verrà inaugurato il nuovo Ospedale di Comunità nel polo del San Benedetto. Alla stessa cerimonia verrà presentata la nuova risonanza magnetica di ultima generazione. Lo ha annunciato il sindaco Maurizio Cianfrocca con un post su Facebook, nel tono di chi aspettava quella telefonata da tempo e finalmente l’ha ricevuta.
Il San Benedetto che cambia

La storia di questo potenziamento ha radici recenti ma non prive di turbolenze. Mesi fa un vasto comitato stava raccogliendo firme per la difesa del nosocomio, preoccupato che i cambiamenti in corso potessero snaturarne il ruolo. La ASL aveva risposto chiarendo che i nuovi servizi (finanziati con fondi PNRR) riguardavano un’area inutilizzata da anni della struttura: nuovi posti letto, valorizzazione degli spazi, potenziamento dell’offerta senza toccare le funzioni esistenti.
Il 15 luglio quella risposta diventa concreta. L’Ospedale di Comunità è un modello sanitario che opera tra il territorio e l’ospedale tradizionale: serve i pazienti che hanno bisogno di assistenza continuativa ma non di ricovero acuto, alleggerendo la pressione sui reparti e avvicinando il servizio a chi abita nell’area nord della provincia. Non è un’alternativa al San Benedetto: è un’aggiunta.
Si inserisce in una stagione di inaugurazioni che la ASL di Frosinone sta vivendo con una cadenza insolita: il nuovo e ampliato Pronto Soccorso allo Spaziani di Frosinone, la Casa della Comunità di Anagni, e ora Alatri. Per una provincia che ha discusso a lungo di tagli e ridimensionamenti, tre aperture in pochi mesi sono un’inversione di tendenza: una mappa della nuova Sanità targata Francesco Rocca che passa dalle planimetrie alla realizzazione concreta.
Addesse e i cantieri come programma elettorale

Mentre il sindaco attendeva la telefonata del direttore generale, il vicesindaco Roberto Addesse non stava fermo. La sua comunicazione social degli ultimi giorni assomiglia sempre di più a un diario di cantiere: un annuncio a settimana, a volte due.
Il 24 giugno: via libera ai lavori sulla Madonna della Sanità, l’arteria più trafficata della città, con finanziamento regionale già ottenuto e gara già espletata. Il 25: posata la pavimentazione della nuova palestra in via della Sanità per l’istituto comprensivo Sacchetti Sassetti. Il 27: ringraziamento pubblico all’associazione Noi e Voi di Basciano per il trasferimento volontario degli arredi dalla vecchia scuola elementare alla nuova. Il 28: completati i lavori di riqualificazione dell’ex campo sportivo Gino Sevi di Tecchiena: bonifica del fosso, recinzioni, parcheggio, circuito in terra armata, accessi accessibili, spogliatoi ripristinati.

E poi la rotatoria. Quella «tanto sospirata» nei pressi del centro commerciale Le Pigne, che Addesse ricorda di aver avviato già nella sua precedente esperienza amministrativa con il sindaco Costantino Magliocca, proseguita poi con Morini e ora finalmente in fase esecutiva. Un intervento che rientra nella programmazione regionale da 40 milioni sui Fondi di Sviluppo e Coesione, realizzata grazie al coordinamento tra Regione Lazio e Consorzio Industriale del Lazio. Addesse ringrazia il «Governo Rocca», i suoi uffici lavori pubblici e urbanistica. Non dimentica nessuno.
Frequente e capillare
Nel mezzo, anche l‘abbattimento delle barriere architettoniche al Palazzo Comunale, un intervento congiunto con Poste Italiane per risolvere il problema del montapersone cronicamente fuori servizio, con una rampa e un ballatoio che serviranno simultaneamente i tre ingressi dell’edificio. Con ringraziamento alla consigliera Denise Zena, delegata alla disabilità.

È una comunicazione amministrativa ordinata, frequente, capillare. Ogni opera ha i suoi ringraziamenti, ogni cantiere ha la sua storia, ogni inaugurazione ha il suo contesto. Non è il lessico di un vicesindaco che sta gestendo la routine. È il lessico di qualcuno che sta costruendo un profilo pubblico.
Cianfrocca aspetta
Sullo sfondo, il sindaco. Che da settimane ha annunciato di non candidarsi: lo ha detto in Consiglio comunale, la sede formale naturale per una dichiarazione di questo peso. Ha creato il vuoto senza riempirlo.

È una mossa che ha la sua logica. Chi si dichiara troppo presto brucia le cartucce. Chi aspetta che gli altri si espongano e restino bloccati nel pantano delle alleanze e delle candidature conserva la possibilità di tornare in campo quando il terreno è più favorevole. E nel centrodestra di Alatri, con FdI, Lega e Forza Italia ancora alle prese con il rebus delle deleghe tolte a Patto Civico e con nessun nome condiviso all’orizzonte per il 2027, il terreno non è ancora favorevole per nessuno.
Nel frattempo Addesse annuncia cantieri, Rocca inaugura ospedali, Cianfrocca osserva dalla finestra ufficialmente fuori dai giochi. E Alatri entra nel vivo di un luglio che somiglia molto all’inizio di qualcosa, anche se formalmente è ancora la fine di qualcos’altro.


