Il sovrappasso che ricuce Frosinone: dallo Scalo al futuro della città

Avviato il cantiere del nuovo sovrappasso della stazione di Frosinone: un’opera strategica da 20 milioni che migliora l’accessibilità e punta a superare la storica frattura urbana tra Scalo, città bassa e centro.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Prima la notizia, nuda e cruda nella sua essenzialità. È stato varato oggi il cantiere per il nuovo sovrappasso pedonale della stazione ferroviaria di Frosinone, un’infrastruttura strategica destinata a migliorare in modo significativo l’accessibilità dello Scalo e la ricucitura urbana tra i due fronti della città. La struttura, lunga 65 metri, collegherà piazzale Kambo con il lato di via Pergolesi, a beneficio dei viaggiatori e dell’intera cittadinanza.

L’operazione di posa è stata effettuata tramite un sistema di gru abbinate, supportato da controlli topografici di precisione che hanno consentito il corretto posizionamento della struttura. Nei prossimi mesi proseguiranno le opere di impiantistica e di finitura, comprese l’installazione dei pannelli fotovoltaici in copertura. Nel frattempo restano operativi i locali provvisori dei servizi di stazione – sala d’attesa, Polfer, biglietteria e bar – per garantire la piena fruibilità dello scalo.

Sono inoltre in corso gli interventi sul fabbricato viaggiatori, che prevedono un nuovo atrio al piano terra con struttura in alluminio e vetro, nuovi spazi pubblici al piano primo e il restyling delle aree laterali. Sul secondo fronte di stazione è già stata realizzata la porzione interrata del sottopasso, sopra la quale sorgerà una nuova struttura su due livelli, dotata di ascensori e scale, in integrazione con il parcheggio di scambio intermodale. L’investimento complessivo di RFI ammonta a circa 20 milioni di euro.

Fine lavori tra il 2027 ed il 2028

Il sovrappasso sarà fruibile nei primi mesi del 2027; nel secondo semestre dello stesso anno verranno riattivati i servizi nel nuovo fabbricato viaggiatori. Il completamento degli interventi di accessibilità è previsto nel 2028.

«Il varo del nuovo sovrappasso pedonale rappresenta un momento importante per la città di Frosinone – ha dichiarato il sindaco Mastrangeli –. È un’infrastruttura attesa che migliorerà concretamente la mobilità quotidiana, ricucendo le due parti della città divise per anni dalla linea ferroviaria e offrendo un collegamento più diretto, sicuro e accessibile a tutti».

Il senso vero del cantiere

C’è un rischio, quando si raccontano opere pubbliche di questo tipo: fermarsi al cemento, all’acciaio, ai metri lineari. Sessantacinque metri di sovrappasso, gru abbinate, certificazioni ambientali. Tutto giusto, tutto necessario. Ma il senso vero del cantiere inaugurato oggi a Frosinone sta altrove. Sta nel fatto che, finalmente, qualcuno ha deciso di ricucire una ferita urbana.

Per decenni la ferrovia non è stata solo un’infrastruttura: è stata un confine. Ha separato quartieri, abitudini, destini quotidiani. Da una parte lo Scalo, dall’altra la città “bassa” e più in là quella “alta” con il centro storico. In mezzo, binari che non dividevano solo lo spazio ma anche la percezione di appartenere alla stessa Frosinone. Il nuovo sovrappasso della stazione non nasce per stupire: nasce per mettere in comunicazione. Ed è per questo che conta.

Il varo di oggi, alla presenza del sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, dell’assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera, dell’ex sindaco Nicola Ottaviani oggi deputato e delegato alla giornata dal Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, del responsabile Ingegneria e Investimenti Stazione di Rfi Antonello Martino, non è stato un taglio di nastro rituale. È stato l’avvio visibile di un’idea di città diversa: accessibile, continua, meno spezzata.

Non più soglia ostile

Collegare piazzale Kambo con via Pergolesi significa dire che la stazione non è più una soglia ostile da attraversare in fretta, ma un luogo urbano, un punto di scambio, un nodo di vita quotidiana. Non solo per i pendolari, ma per chi vive, lavora, studia. È un cambio di paradigma: la mobilità come strumento di coesione, non come barriera.

Il fatto che il progetto punti sull’accessibilità totale, sulla sostenibilità ambientale, su spazi pubblici ripensati, racconta una direzione precisa. Non è l’opera isolata che fa la differenza, ma la visione che la sostiene. Qui si intravede un pezzo della Frosinone che verrà: una città che non cresce per addizione, ma per connessione.

Il rendering della nuova stazione di Frosinone

I tempi sono lunghi, certo. Il 2027 per la piena fruibilità del sovrappasso, il 2028 per il completamento dell’accessibilità. Ma le città serie si misurano sui processi, non sull’immediatezza. E questo cantiere è un processo urbano, prima ancora che edilizio.

In fondo, il messaggio è semplice: non si tratta solo di attraversare dei binari, ma di riavvicinare pezzi di città che per troppo tempo si sono guardati da lontano. Se questo sovrappasso riuscirà davvero a farlo, allora sì: da oggi Frosinone ha iniziato a costruire un frammento concreto del suo futuro.

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