Chi taglia, chi cuce, chi inciucia: prima della partita Frosinone - Como nello stadio Stirpe. Tra politica e gossip, in attesa del fischio d'inizio
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Chi taglia, chi cuce, chi inciucia: prima della partita Frosinone – Como nello stadio Stirpe. Tra politica e gossip, in attesa del fischio d’inizio.
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Il barometro segnava pioggia. Non quella dal cielo: quella sul campo dello stadio Stirpe. La perturbazione messa all’orizzonte dal calendario della Serie A si chiama Como: formazione tempestosa che sulla carta può vantare un parco calciatori dal valore di 450 milioni di euro. Roba da allagare il Frosinone operaio del ciociar-americano Maurizio Stirpe.
La scaramanzia non fa vincere le partite ma aiuta: della serie non è vero ma io ci credo. Così, il team del Palco Polsinelli ripete in maniera scientifica lo stesso rito di tutte le domeniche precedenti di Campionato: pranzo leggero da Simone Dolcemascolo, vietate pasta e vino, menù francescano e poi di corsa allo Stirpe sulle stesse auto da tre giornate, con gli stessi alla guida e parcheggio rigorosamente nello stesso posto. Chiedete a Daniele Polsinelli se è scaramantico e vi risponderà con un convinto No.
Vino contro l’acqua

In settimana gli hanno detto che sullo Stirpe si prevedeva un bagno d’acqua del lago di Como. La contromossa è stata organizzare un palco pieno di… vino. Ad assistere al match vengono chiamati due pesi massimi dell’enologia nostrana: Massimo Viscogliosi della cantina Albetum e del ristorante Mingone, insieme ad Enrico Rossi della cantina Masseria Barone. Se dobbiamo affogare in un lago d’acqua è meglio che ci si difenda con del buon vino. Il fatto è che i due, più che sulla partita, si concentrano proprio sul vino: hanno appena rispolverato il consorzio Cabernet di Atina ed hanno in testa grandi idee, c’è già un logo a caratterizzare la nuova stagione ed i due vinificatori si appassionano durante il pre gara a barrique ed acciaio. (Leggi qui: La volpe rossa cambia le regole del gioco per il Cabernet di Atina).

Ma l’acqua incombe come una maledizione. Prima che il signor Daniele Chiffi di Padova fischi il calcio d’inizio trilla per ben tre volte il cellulare di servizio del Direttore Generale dei Consorzi di Bonifica del Lazio Andrea Renna. Il senso dell’ironia non manca mai alla sorte: lo chiamano per tre emergenze diverse sull’area di Maccarese e lui attiva le contromisure tra paratoie e squadre di pronto intervento. Come a dire: l’acqua non passerà. Speriamo che non passi nemmeno allo Stirpe, pensano gli altri nel Palco Polsinelli.
Andrà tutto liscio come l’olio, assicura Paolo Crecco. E chi più di lui può saperlo? È il patron della nota casa olearia Colli Ciociari ed anche lui è venuto ad assistere alla partita.
Chi va e chi viene
Nel palchetto c’è il sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini, uno che di acqua se ne intende: è l’unica città in Italia costruita intorno ad una cascata. “Ma è poca” rassicura lui gli scaramantici. A maggior ragione, racconta che è reduce dalla presentazione del nuovo Piano Urbanistico della città: tutto sviluppo e recupero del suolo, proiettato nel futuro e disegnato su come sarà Isola nel futuro. (leggi qui: Oltre il restyling: la vera sfida di Isola del Liri per il 2044).

A fargli visita passa il vicepresidente della Commissione Sviluppo della Regione Lazio Daniele Maura: si mettono a fare taglia e cuci sulle prossime elezioni Provinciali e sull’imminente riassetto di alcune partecipate, ci saranno novità a stretto giro, assicurano.
Radioso, passa al Palco Polsinelli anche il Responsabile Nazionale delle Politiche Agricole di Fratelli d’Italia Aldo Mattia. Si è appena lasciato alle spalle la tappa laziale di Coltiviamo l’Italia, iniziativa sulle politiche agricole nella quale ha annunciato milioni in arrivo e l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini ha coperto i buchi che la norma non prevedeva di coprire. (Leggi qui: Fossanova, il Governo mostra i conti. La Regione ripara i buchi).
Vertenze e bolli

A mettere a tacere i presagi di malaugurio ci pensa la signora Sandra Polsinelli: dall’armadio ha tirato fuori una mise contro il malaugurio. Elegante ma modaiolo, morbido ma grintoso è di un rosso corallo che, notoriamente, respinge la cattiva sorte. È la signora Sandra a ricevere gli ospiti e vigilare che tutto sia in ordine sul palco.
Salutano e confabulano i presidenti Guido D’Amico e Maurizio Federico: il primo è alle prese con l’assemblea nazionale di Confimprese Italia che si terrà nel fine settimana a Fiuggi, il secondo ripassa i conti sull’esenzione del bollo auto ma assicura che i servizi Aci rimarrano. Più agitato il vice presiedente della Fondazione Tor Vergata Gabriele Picano: uno dei calciatori ha promesso a fine partita la maglietta a suo figlio ma le regole gli impediscono di passare per ritirarla. Alla fine una soluzione, come sempre, la trova.

Si ripassa i conti anche il cavaliere Aldo Simoni, già caposervizio della Redazione di Frosinone del glorioso Il Messaggero quando era ancora aperta nel capoluogo e non si era trasferita a Latina. Il cavaliere ha tra le mani la copia della sentenza che gli dà ragione su una causa di lavoro: borbotta, ripassa i conti e fissa il campo.
Occhi sgranati su Mirko Clemente della clinica San Benedetto di Cassino: nel giro di un anno ha perso la metà del peso ed ora sta in splendida forma, abbronzato come se fosse appena tornato da Formentera. “Mirko, ricordati che c’è l’assemblea” gli ricorda D’Amico domandandosi se abbia preso una fregatura: lo aveva preso in associazione che era il doppio ed ora cuba la metà. “Ho solo perso i liquidi, mi sono asciugato un po” assicura lui.
Tra poco toccherà la stessa sorte anche al Como.



