Chi taglia, chi cuce, chi inciucia: prima della partita Frosinone - Venezia nello stadio Stirpe. Tra politica e gossip, in attesa del fischio d'inizio
Gloria passata e resurrezione recente, il Venezia è reduce da due sconfitte e con tutto il rispetto non è né la Juventus né la Lazio. Per questo lo stadio Stirpe è pieno come un uovo di tifosi canarini: chi ha conosciuto i campi in terra battuta delle sfide con l’Akragas considera lusso ogni impegno canarino nella bomboniera di casa. Manca una parte della politica nella sfida tra Frosinone e Venezia: ma quella che c’è basta e avanza.

Fin dai minuti del riscaldamento, tra i palchetti spicca il presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico, di rientro dai Balcani con cinque chili di meno ed un paio di mustacci in più che gli donano non poco. Descrive Croazia, Serbia, Montenegro e Kossovo: le spiagge? Macché. Le strutture industriali, quelle logistiche ed economiche: «Il futuro è lì rrragazzi».
Ad ascoltarlo c’è il commissario del Consorzio industriale del Lazio Raffaele Trequattrini. È un inedito nella versione da stadio: jeans e maglietta bianca, per chi lo ha sempre visto in tenuta da professore o abbigliamento da commissario è quasi un trauma. Ha un vistoso cerotto al polso: il direttore generale di Giornalisti Indipendenti Massimo Pizzuti in settimana lo ha convinto a farsi delle altre analisi mediche dicendogli che non ha una bella cera. Al prof è sufficiente il pretesto.
Chi taglia, chi cuce, chi inciucia

Non è per il costo complessivo di tutti quegli accertamenti sul Sistema Sanitario Regionale che poco più giù, a ridosso della tribuna d’onore, il vicepresidente della Fondazione Tor Vergata Gabriele Picano gesticola e spiega con foga al suo interlocutore. Questioni di urologia: non personali ma collettive. In che senso? Vuole portare l’esperienza di Tor Vergata anche a Frosinone e provincia cominciando da Urologia e sta sperimentando pure lui l’esperienza con la macchina burocratica.
Nel palco di Polsinelli è tornato il professor Francesco Scalia: l’ultimo presidente della provincia di Frosinone eletto dai cittadini per il centrosinistra che ha lasciato la politica per dedicarsi con soddisfazione all’insegnamento universitario ed alla professione di avvocato. Appassionato di pallone? Macché. Però quando c’è lui il Frosinone non sfigura mai ed allora lo vogliono sempre sul palco. Anche questa volta c’è il Direttore Generale delle Bonifiche del Lazio Andrea Renna, un po’ sotto tono perché non c’è nessun politico al quale chiedere un finanziamento per una manutenzione straordinaria, un ponte, una paratia, un acquedotto…
I calciatori si riscaldano. Si materializza il sindaco Riccardo Mastrangeli in maniche di camicia: niente posti d’onore, si pizza lì dove prevede il suo abbonamento. Pagato di propria pecunia assicura l’ex assistente del ministro delle Finanze Vincenzo Visco, Antonello Antonellis. Come pure il presidente Maurzio Stripe, garantisce. Ma come, lo stadio è il suo! E paga l’abbonamento come tutti.
Dalla cucina alla tribuna

Il Frosinone mobilita l’intera città. C’è addirittura lo chef Giggino Neglia: per fargli abbandonare i fornelli deve essere un evento strardinario. Lo accomodano in tribuna. Nel senso fisico del termine: a furia di assaggiare ha assunto un profilo da grand gourmet.
A distanza di pochi minuti si materializza una presenza che per Mastrangeli è inquietante: Massimiliano Tagliaferri, già presidente dell’Aula Comunale di Frosinone che un mese fa si è dimesso e da allora i lavori del Consiglio e la loro guida sono diventati una faccenda di Stato cin interessamenti multipli del prefetto e di cattedratici di ogni orientamento.

Si appartano a confabulare lui, l’editore Massimo Pizzuti ed il comandante della Polizia Municipale Dino Padovani. Che telefona in continuazione: vuole sapere tutti gli aggiornamenti sul traffico intorno allo stadio e se il BRT sta funzionando. Gli arrivano buone notizie. Sul volto si stampa un sorriso che va dall’orecchio sinistro all’orecchio destro.
L’imprenditore Daniele Polsinelli, scortato dalla signora Sandra, saluta il suo amico e collega Amerigo Quattrociocchi facendogli gli auguri per il primo QPoint inaugurato in Italia, un punto vendita dedicato ai suoi prodotti. Scherzano e c’è chi chiede al pluripremiato imprenditore oleario se ha messo un ulivo anche sullo yacht questa estate: “L’ulivo ci sarebbe pure, manca la barca”.
Le squadre sono in campo. L’arbitro fischia. Comincia un’altra partita: quella seria.



