Il tagliando del potere: alla Pisana si contano i pesi della maggioranza

Lunedì il Consiglio regionale del Lazio rinnova le presidenze delle Commissioni. Un passaggio tecnico che nasconde una partita politica: riequilibrare il centrodestra senza incrinare la stabilità della coalizione di governo

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Il palazzo che si prepara al pit stop

Corridoi tirati a lucido, i vetri delle finestre resi splendenti: grandi pulizie nella sede del Consiglio regionale del Lazio, a via della Pisana. Tutto deve essere pronto per lunedì 9 marzo, quando l’Aula si prepara ad affrontare uno dei passaggi più delicati della legislatura.

Il palazzo della Regione

A partire dalle 9.30, il Consiglio sarà chiamato a eleggere presidenti e vicepresidenti delle Commissioni permanenti e speciali. Una procedura prevista dal Regolamento ma che, nella pratica politica, assume un significato molto più ampio. Il riferimento normativo è preciso: l’articolo 15, comma 4 del regolamento del Consiglio stabilisce che le Commissioni consiliari restino in carica 30 mesi, al termine dei quali i componenti possono essere confermati oppure sostituiti.

È quello che nella prassi politica viene chiamato “tagliando di metà mandato”. Un momento in cui si rimettono sul tavolo gli equilibri della maggioranza e si verifica se la distribuzione del potere costruita all’inizio della legislatura è ancora coerente con i rapporti di forza politici maturati nel frattempo.

Per questo motivo il passaggio non è mai neutrale. Non è una semplice rotazione di incarichi. È un’operazione di ingegneria politica.

Il sottogoverno delle Commissioni

Francesco Rocca (Foto: Andrea Panegrossi © Imagoeconomica)

Le Commissioni consiliari non sono solo luoghi di discussione tecnica. Sono snodi fondamentali del potere amministrativo regionale. Ogni Commissione ha una struttura di segreteria, personale dedicato e soprattutto un ruolo decisivo nella formazione delle leggi regionali, che prima di arrivare in aula devono necessariamente passare attraverso questi organismi.

In altre parole, rappresentano uno dei livelli del cosiddetto “sottogoverno”. Un sistema di posizioni che consente ai partiti di presidiare settori strategici dell’amministrazione e di rafforzare la propria presenza nei territori. Ed è proprio per questo che la partita del 9 marzo assume un valore politico significativo.

La maggioranza di centrodestra guidata dal presidente Francesco Rocca arriva a questo appuntamento con numeri solidi ma anche con nuove ambizioni interne ai Partiti e con la necessità di riequilibrare rappresentanze territoriali e sensibilità politiche. Il tagliando di metà legislatura serve esattamente a questo: ritoccare gli equilibri senza mettere in discussione la stabilità della coalizione.

Un passaggio che guarda anche al futuro. Perché è in questa fase della legislatura che si comincia a costruire il terreno politico della prossima campagna elettorale regionale.

La regia discreta di Rocca

La riunione di una commissione regionale

Dietro la liturgia delle votazioni, che lunedì prenderanno il via alle 9.30 e proseguiranno fino al primo pomeriggio con una vera e propria maratona di scrutini, si muove un delicato gioco di equilibri e contrappesi.

È difficile immaginare che il presidente della Regione sia rimasto spettatore. Al contrario, Francesco Rocca avrebbe seguito con attenzione ogni passaggio delle trattative, con quella discrezione che in politica spesso vale più di una dichiarazione pubblica. La regola, però, è chiara. Il “pacchetto” delle presidenze deve essere definito dai coordinatori regionali dei partiti di maggioranza: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Un lavoro di cucitura necessario per evitare scossoni in una fase politica particolarmente delicata.

In questo scorcio di legislatura, infatti, si gettano le basi della prossima sfida elettorale. Tutti gli alleati hanno interesse a preservare la stabilità della coalizione e a presentarsi compatti all’appuntamento con gli elettori. Ma allo stesso tempo ogni partito punta a rafforzare il proprio peso nei luoghi dove si esercita il potere amministrativo.

Ritoccare senza terremotare

Daniele Maura, componente di diverse commissioni regionali

La linea della maggioranza è piuttosto chiara. Ritoccare senza terremotare. Il centrodestra punta a mantenere la sostanza dell’assetto attuale, correggendo eventualmente alcune posizioni per rafforzare la rappresentanza dei gruppi o per riequilibrare territori e sensibilità politiche.

Qualche cambio di poltrona, qualche riconoscimento politico. Ma senza mettere in discussione la tenuta complessiva della coalizione. Perché quando si interviene su equilibri costruiti con pazienza, il rischio che il castello inizi a scricchiolare non è mai nullo.

La storia delle assemblee legislative insegna che i momenti di redistribuzione del potere sono sempre quelli più delicati. Ed è proprio per questo che la trattativa è stata lunga e silenziosa.

Le Commissioni di garanzia e le opposizioni

Un capitolo importante riguarda le Commissioni di garanzia, che per tradizione istituzionale vengono affidate alle opposizioni. Si tratta di organismi con funzioni di controllo, previsti anche dallo Statuto del Consiglio regionale.

Sara Battisti

In questo schema si inseriscono figure come Sara Battisti,esponente del Partito Democratico, che attualmente presiede la Commissione speciale sui Piani di Zona, e Massimiliano Valeriani, altro nome di peso del gruppo Democratico. Per la maggioranza concedere queste presidenze non è solo un gesto di equilibrio istituzionale. È anche un modo per rendere più fluido il funzionamento dell’aula.

Quando alle opposizioni vengono riconosciuti spazi di controllo, il rischio di ostruzionismo sistematico si riduce e il lavoro legislativo procede con maggiore regolarità. In altre parole, è una forma di equilibrio tra maggioranza e minoranza che garantisce la funzionalità dell’istituzione.

La maratona delle votazioni

Alessia Savo

Il calendario delle votazioni di lunedì sarà serrato. Si partirà alle 9.30 con la I Commissione (Affari costituzionali, istituzionali, enti locali, sicurezza e antimafia), attualmente presieduta da Flavio Cera. A seguire si procederà con la II Commissione sugli affari europei, la III sulla vigilanza dell’informazione, la IV sul bilancio e poi via via tutte le altre Commissioni permanenti.

Nel corso della mattinata verranno votate anche le presidenze di organismi particolarmente rilevanti come:

  • la Commissione Sanità, guidata da Alessia Savo
  • la Commissione Agricoltura e ambiente
  • la Commissione Urbanistica e rifiuti

Nel pomeriggio si passerà invece alle Commissioni speciali, tra cui quelle dedicate ai Piani di Zona, al Giubileo 2025, al PNRR e ai grandi eventi e alla semplificazione amministrativa. Una sequenza di votazioni che trasformerà la giornata in una vera maratona politica.

Il termometro della maggioranza

Il voto del 9 marzo sarà molto più di un semplice passaggio amministrativo. Sarà un test politico per la maggioranza che sostiene Francesco Rocca. Se le votazioni fileranno senza sorprese, il presidente potrà rivendicare una coalizione solida e disciplinata.

Massimiliano Valeriani (Foto: Andrea Panegrossi © Imagoeconomica)

Se invece dovessero emergere malumori, franchi tiratori o voti disallineati, il segnale sarebbe immediatamente chiaro: la seconda parte della legislatura potrebbe rivelarsi più accidentata della prima.

Per le opposizioni, invece, il passaggio rappresenta l’occasione per misurare la propria capacità di incidere sugli equilibri dell’aula e di ottenere spazi di controllo istituzionale. In altre parole, il voto di lunedì non sarà soltanto una procedura regolamentare. Sarà un termometro dello stato di salute della politica regionale.