Il TAR smonta tutto: la comandante Picano è riabilitata, il Comune nel caos

La sentenza del TAR di Latina smonta la riorganizzazione del Comune e reintegra Rosanna Picano alla guida della Polizia Locale. Annullate le nomine e gli atti dell’amministrazione Taddeo. Ma il sindaco resta sulla sua posizione. Ora si pronuncerà il Giudice del Lavoro di Cassino.

Un terremoto. Che sta già scuotendo la stabilità di alcuni palazzi. E generando le prime crepe. Dalla giornata di mercoledì il Comando di Polizia Locale del Comune di Formia non ha una guida. Lo ha sentenziato la prima sezione di Latina del TAR: ha annullato una miriade di atti amministrativi prodotti dall’amministrazione del sindaco Gianluca Taddeo, ha di fatto riabilitato l’ex comandante Rosanna Picano. Che nel frattempo era stata esiliata a dirigente del più anonimo settore Affari Generali del Comune.

Le quindici pagine della sentenza — presidente Donatella Scala, estensore Francesca Romano — costituiscono una severa censura sull’operato dell’amministrazione formiana in tema di gestione del personale. Arrivano a evidenziare una serie di «macroscopici errori» che avranno un effetto risarcitorio e politico a circa un anno dalle elezioni amministrative.

Tutto nullo

Il sindaco Gianluca Taddeo con la dirigente della Polizia Locale Giuseppina Sciarra

Il TAR ha annullato tutto quello che è derivato dalla sostituzione della comandante. E questo nonostante una puntuale difesa della stessa amministrazione fornaia — costituitasi con l’avvocato Maurizio Danza — e della sostituta della comandante PicanoGiuseppina Sciarra, funzionaria del Comune di Gaeta scelta dal sindaco Gianluca Taddeo nel febbraio 2025 al termine di una selezione fiduciaria, secondo quanto prevede l’articolo 110 del decreto legislativo 267/2000.

Il peccato originale, secondo i giudici amministrativi, fu commesso il 4 luglio 2024, quando la Giunta approvò la delibera 128 e con lei il nuovo assetto organizzativo prevedendo la suddivisione degli Uffici Comunali in otto settori. Sino a quel punto tutto nella norma, con una particolarità che il TAR ha fatto rilevare allegando una serie di considerazioni giurisprudenziali. Una su tutte: la Polizia Locale, per le mansioni e il ruolo che svolge, deve avere una propria autonomia. Non può essere inclusa in un settore che comprende anche Affari Legali, SUAP, Commercio, Attività Produttive, Servizi Sociali, Sport e Agricoltura. In sintesi: non ci può essere un nesso tra il controllore — la Polizia Locale — e il controllato — lo Sportello Unico per le Attività Produttive.

25 anni di concorsi contro una nomina fiduciaria

A questo peccato originale ne sono seguiti altri. Non è un caso che la magistratura amministrativa abbia annullato il decreto sindacale numero 3 del 2 febbraio 2025 che assegnava alla dottoressa Sciarra — al termine di una selezione fiduciaria — l’incarico di dirigente di un maxi-settore in cui c’era di tutto, compresa la Polizia Locale.

Il TAR ha riabilitato la dottoressa Picano semplicemente perché dalla seconda metà degli anni Novanta è stata prima vice-comandante e poi, dal 1° maggio 1998, comandante effettiva del corpo di Polizia Municipale. Non venne investita di alcuna nomina politica: vinse due distinti concorsi pubblici, dopo che il Comune aveva approvato il 28 aprile 1997 — con la delibera consiliare numero 30 — il regolamento del corpo di Polizia Municipale, tuttora in vigore, sulla scorta della legge regionale numero 20/90.

L’iter da seguire

Giuseppina Sciarra

La fretta fa partorire i gattini ciechi ed il TAR nelle sue 15 pagine lo dice e lo scrive: il Comune, se avesse voluto mettere a capo della propria Polizia Locale un semplice dirigente piuttosto che un comandante graduato, avrebbe dovuto revocare la delibera consiliare con cui si era dotato di un Comando — e non, come invece ha fatto, di un semplice settore.

Tradotto: la dottoressa Rosanna Picano era e resta un «dirigente-comandante di Polizia Municipale», mentre la sua sostituta, la dottoressa Giuseppina Sciarra, è soltanto un «dirigente amministrativo», non avendo vinto il concorso che ha permesso alla Picano di occupare quel posto «per 25 lunghi anni» — sottolinea il TAR nella sentenza.

Ma il sindaco è convinto

Il Comune ora deve pagare le spese di lite (3mila euro oltre oneri e accessori di legge) e deve decidere nelle prossime ore come rimpiazzare la dottoressa Sciarra in un ruolo in cui non può più restare un minuto in più. Perché – ha detto il Tar – la dottoressa Picano non doveva essere rimossa, in virtù della Legge Regionale numero 1 del 13 gennaio 2005, secondo la quale la Polizia Locale, una volta eretta in corpo, non può essere considerata una struttura intermedia inserita in una struttura burocratica più ampia.

Ma il sindaco Gianluca Taddeo è convinto di avere seguito la procedura giusta. E infatti nelle ore scorse ha confermato la propria fiducia alla dirigente Giuseppina Sciarra. Per lui resta tutto com’è.

A Cassino c’è un altro giudice che ci sta occupando del caso, sotto un altro aspetto: quello del Diritto del Lavoro. Giovedì pomeriggio il Giudice del Lavoro Annalisa Gualtieri ha dichiarato chiusa l’istruttoria dibattimentale ed ha trattenuto in decisione la causa con la quale viene chiesto il reintegro nel suo posto di lavoro per la comandante Rosanna Picano.

L’intreccio politico

Amato La Mura

La vicenda si intreccia poi con la politica. C’è chi lega la rimozione della comandante a suo fratello, l’ex vicesindaco e assessore all’urbanistica Erasmo Picano di Forza Italia. Alle amministrative del 2021 era il capolista dell’Udc a sostegno del candidato sindaco Amato La Mura, avversario di Gianluca Taddeo.

Un’ulteriore curiosità. A sostenere la linea difensiva della comandante è stato l’avvocato Luca Scipione. È colui che nel 2021 fu uno dei principali sostenitori della candidatura di Taddeo a sindaco, curandone con successo l’assistenza legale contro il ricorso presentato dallo stesso La Mura.

Ora si attende la decisione di Cassino. I legali della comandante Picano, nell’ultimo giorno utile, hanno arricchito le proprie memorie allegando la sentenza del TAR appena pubblicata. Neanche la sceneggiatura di un film noir.