Una situazione a tratti borbonica per l'Aula del consiglio comunale di Frosinone. Angelo Pizzutelli prova ad invertire la rotta. E per questo chiede l'intervento di due navigati com Cristofari e Venturi
Al comune di Frosinone si sta consumando, dal punto di vista politico, una sorta di facìte ammuina 4.0. Una gran confusione insomma. Come quella che veniva consigliata nel fantomatico manuale in dotazione alla Marina Borbonica, qualora ci si fosse trovati di fronte a preponderanti forze nemiche. Facendo ammuina bisognava far credere all’avversario di essere infinitamente di più e più forti. (In realtà si tratta di un falso storico che a furia di essere raccontato è diventato reale per molti).
Fatta la necessaria tara storica e mantenendo la saggezza del messaggio: è un po’ quello che sta accadendo in Consiglio comunale a Frosinone. Dove quelli che sono stati eletti con il centrodestra, a sostegno del Sindaco Riccardo Mastrangeli, si sono messi su posizioni diverse. In contrapposizione.
Da poppa a prua e da prua a poppa

È il caso del gruppo dei 3 malpancisti, dei 2 di Forza Italia e dei 3 consiglieri del Gruppo FutuRa. Non sono andati a sinistra, ma stanno facendo spesso vera e propria opposizione alla maggioranza Mastrangeli. Come avrebbe dovuto fare il centrosinistra ma che in due anni e mezzo di consiliatura non ha praticamente fatto. Mai. Un po’ per impossibilità, determinata dai numeri. Un po’ per una precisa volontà di non ritrovare l’unità necessaria. Perduta ormai da più di 15 anni.
Di contro, una parte significativa di quelli che stavano a sinistra, si stanno spostando a destra, nel sostenere la maggioranza ed il sindaco. Significative le posizioni di collaborazione con Mastrangeli assunte prima dall’ex sindaco Domenico Marzi ed il suo gruppo. Seguito nelle ore scorse dalla lista Polo Civico. E deve ancora arrivare Andrea Turriziani.
Praticamente quelli che stavano a poppa sono andati a prua. Quelli che stavano a prua stanno andando a poppa.
Falsi storici e verità politiche

Se il facite ammuina “originale” non nasce affatto da un regolamento della marina borbonica ed è quindi un falso storico, a Frosinone invece il facite ammuina della politica è vero e concreto.
Ed il bello è che nessuno si meraviglia. Nessuno si indigna. Nessuno dice che non è normale. Ci sta provando il Capogruppo del Partito Democratico Angelo Pizzutelli: il più votato nelle ultime tornate elettorali di Frosinone. Che venerdì scorso, a margine della seduta sulla Tav, ha avuto un incontro intorno ad un tè caldo. Con lui c’erano il presidente dell’Ordine dei medici e già candidato sindaco Fabrizio Cristofari e l’ex presidente del Consiglio Comunale e mancato candidato Norberto Venturi. Cosa si sono detti?

Che questa linea di condotta è figlia di un dibattito dell’opposizione che non decolla. Ha ricordato a Cristofari e Venturi la loro esperienza, il loro valore elettorale, il contributo di idee e di spessore che possono dare all’Aula. Gli ha chiesto di mettere la baionetta tra i denti e tornare in prima linea. A cosa serve?
La premessa è che a casa prima del tempo nessuno ci vuole andare: lo hanno capito pure le poltrone del Consiglio Comunale; va bene il principio usato per tentare di giustificare ogni iniziativa: “prima viene il bene di Frosinone”. Poi, però occorre anche la coerenza politica. E proprio a quel patrimonio di coerenza che nessuno può negare alla storia politica di Cristofari e Venturi ha fatto appello Angelo Pizzutelli. Perché?
Due possibilità per due partiti

Perché in questo mare piuttosto agitato del Capoluogo, l’ulteriore paradosso è che i pochi a sinistra che sono rimasti dalla stessa parte, senza fare ammuina, sono il PD e i Socialisti. Curioso che i due Partiti che non riescono proprio a dialogare, da anni, si ritrovino insieme, unici a sventolare ancora la bandiera dell’opposizione ufficiale. Quella vera è rappresentata da altri.
Ora, essendo rimasti soli, PD e Socialisti hanno davanti solo due possibilità. Nel medio e lungo termine. La prima. Nel medio. Continuare a percorrere strade diverse, senza mai parlarsi, senza mai trovare uno straccio di unità, su nessun tema e su nessuna azione politica di opposizione unitaria al Governo Mastrangeli. Con il rischio concreto di essere del tutto ininfluenti e impercettibili sul piano politico locale. Nel lungo. Nel 2027 condannati ad una nuova, ennesima, sconfitta. La partita della vittoria al comune capoluogo sarà tutta interna al centrodestra, o al centro-centrodestra, se continua cosi.
La seconda. Fare di necessità virtù. Unire quindi le forze, iniziare una condivisione, tra PD e PSI di iniziative di contrapposizione vera e concreta all’amministrazione cittadina. Ma per farlo serve quel patrimonio di autorevolezza, spessore e rigore morale che i Consiglieri Pd nel loro insieme possono esprimere. È questo il concetto che Pizzutelli ha provato ad evidenziare. Sia intonro a quel té calco e sia con una serie di telefonate andate avanti fino a ieri pomeriggio. Allargate, negli ultimi giorni, anche ad alcuni movimenti civici.
Accreditarsi per il 2027 in mood civico

Per accreditarsi nel 2027, insieme ad altre forze politiche di sinistra, ma dal respiro civico, come credibile alternativa di governo alle destre. Un progetto politico che abbia un asse solida PD-PSI intorno alla quale individuare e costruire una candidatura a sindaco, unitaria, forte, condivisa e, per questo, autorevole e competitiva.
Lo stare insieme “per forza” non è sempre una iattura. A volte può essere una opportunità. Basta solo saperla cogliere.



