Il vertice di maggioranza: doveva essere pace, potrebbe essere guerra

Il vertice del centrodestra a Frosinone, nato per ricomporre la maggioranza, apre nuovi fronti di tensione. Tra rimpasti rinviati, equilibri fragili e cambi di schieramento, il rischio è un’escalation politica alla vigilia del Bilancio. Come dimostra il nuovo salto della barricata compiuto da Pallone

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Correva l’anno 1919 quando a Versailles i Grandi della Terra si sedettero al tavolo per firmare la pace, convinti di aver messo fine a tutti i conflitti. Finirono invece per piantare i semi di una guerra ancora più lunga e  devastante. Mutatis mutandis, il vertice del centrodestra riunito ieri sera a Frosinone ha avuto lo stesso sapore amaro e rischia di innescare l’ennesimo conflitto interno in una maggioranza senza pace.

La riunione convocata per “ricomporre” ha finito per aprire ulteriori fronti. Altro che rimpasto: si rischia di passare dall’armistizio, alla guerra “nucleare”.

Il vertice

Francesco Trina

Il summit ha riunito Massimiliano Tagliaferri, presidente del Consiglio comunale ed oggi indipendente di lusso; Franco Carfagna, strategico capogruppo di Fratelli d’Italia; Gianfranco Pizzutelli, leader sempre verde della civica Nuova Realtà nota come Polo Civico; e Carlo Gagliardi della Lista Marzi ma con un vissuto politico importante nel centrodestra. Si è aggiunto poi anche il già assessore della Giunta Ottaviani Francesco Trina, in predicato di entrare nella Giunta Mastrangeli, in quota Polo Civico.

Tutti abili e arruolati quindi, compreso ovviamente il sindaco Riccardo Mastrangeli. Che, sull’ipotesi di rimpasto proposto dai presenti però, ha preso tempo: “prima mi devo confrontare con la Lega, con la Lista Ottaviani e con la lista Per Frosinone”.

Una risposta che, per i presenti al tavolo della trattativa, suona come un messaggio chiaro: il primo cittadino, almeno per ora, non ha alcuna intenzione di procedere e di mettere mano alla Giunta. Tradotto: “ne riparliamo dopo“. Che in politica spesso significa “Non se ne parla per niente”.

Un riequilibrio soft

Andrea Turriziani (Foto © Stefano Strani)

Eppure, lo schema sul tavolo era tutt’altro che rivoluzionario: un assessorato al gruppo “Nuova realtà” Polo Civico, cresciuto in Aula da uno a due Consiglieri dopo l’adesione di Andrea Turriziani. E in più: la delega all’Urbanistica a Carlo Gagliardi della Lista Marzi. Un riequilibrio soft, quasi accademico, pensato proprio per abbassare la temperatura interna

Ma anche questo tentativo di ricreare il clima di serenità in maggioranza è naufragato. La risposta di Mastrangeli è per certi versi destabilizzante. Perché? Impensabile che prima di sedersi al tavolo, il sindaco non si fosse già confrontato con la “Galassia Lega“, quindi con l’onorevole Nicola Ottaviani e con il vicesindaco Antonio Scaccia, circa i possibili esiti del vertice. Ed è altrettanto bizzarro ritenere che Mastrangeli, per poter fare un piccolo aggiustamento della Giunta – che non incide in alcun modo sulla rappresentanza numerica –  debba ottenerne il benestare, prima di poter procedere.  

Non un azzeramento, che ovviamente richiederebbe invece il coinvolgimento di tutte le forze politiche. Ma tant’è. E sa tanto di tatticismo.

Non c’è pace tra gli ulivi

Riccardo Mastrangeli e Nicola Ottaviani

In ogni caso, la situazione nella maggioranza Mastrangeli ricorda il celebre film del regista Giuseppe De Santis: “Non c’è pace tra gli ulivi”. Le fibrillazioni non sono più semplici scosse di assestamento ma un terremoto strisciante e continuo. Ogni riunione in maggioranza sembra un congresso di Yalta senza Roosevelt, Churchill e Stalin ma con lo stesso livello di diffidenza reciproca.

Ormai la situazione è ampiamente cristallizzata: da una parte c’è la “Galassia Lega” e le liste civiche fedelissime al sindaco, che vorrebbero mantenere lo status quo. Non si tocca niente. Tutto deve rimanere così. E in ogni caso, transito vietato in Giunta a chi ha concorso con il centrosinistra nel 2022. Che tradotto con le parole pronunciate durante un recente Direttivo ed attribuite al deputato Massimo Ruspandini: “Rendiamoci conto che Andrea Turriziani è stato il candidato alla Camera per il Pd nel collegio di Frosinone”.

Dall’altra, c’è il blocco Fratelli d’Italia – Polo Civico (più il Presidente del Consiglio Comunale) che invece rivendica spazi e dignità politica proporzionale ai numeri in Aula.

Tutti apparentemente irremovibili sulle proprie posizioni. Il punto di caduta, però, sta per arrivare e ha un nome e cognome ben precisi: Bilancio di Previsione 2026. Adesso non si scherza più.

Il nodo del Bilancio

(Foto © Massimo Scaccia)

Qui la politica smette di essere tattica e diventa matematica. Il Bilancio deve essere approvato, altrimenti si va tutti a casa ed il giocattolo si rompe. Significherebbe interrompere la consiliatura 18 mesi prima della sua naturale scadenza, sotto lo sguardo severo di un Commissario Prefettizio. E non solo: significherebbe non far partecipare i Consiglieri di Frosinone al voto di fine inverno per il rinnovo del Consiglio provinciale di Frosinone. Quei voti sono strategici per determinare il risultato.

Uno scenario che nessuno vuole veramente. Per due motivi. Il primo: vale sempre il postulato non scritto della politica: a casa nessuno ci vuole andare. Il secondo: il centrodestra perderebbe il suo peso specifico nel governo dell’ente Provincia. E allora la sintesi del teorema va trovata, costi quel che costi.

La clausola

Fabio Tagliaferri (Foto: Luigi Mistrulli © Imagoeconomica)

A nessuno sfugge che FdI, il Partito più grande a Frosinone (oltre che nel Lazio ed in Italia) dopo la posizione poco conciliante del primo cittadino, proverà a inserire nell’accordo  una clausola. Da un lato garantirà una “tranquilla” fine consiliatura a Mastrangeli, dall’altro lancerà un’OPA meloniana sulla candidatura a sindaco di Frosinone nel 2027. La vera partita in atto nel centrodestra del capoluogo è questa, perché molti si soffermano troppo sul dito che in realtà sta indicando la luna. 

Quindi, la proposta di “chiusura” di FdI a Mastrangeli potrebbe essere sintetizzata così senza di noi stai per affogare, ti portiamo in salvo a riva con la nostra barca, ma poi ognuno per la sua strada. Ma per trovare questa quadratura, ancorché difficile e tortuosa, una volta letta la clausola (vessatoria per Mastrangeli), servirà enorme pragmatismo tra i due blocchi che oggi si guardano con enorme sospetto.

Un equilibrio fragile, che richiederà sicuramente più diplomazia e responsabilità di quante se ne siano apprezzate finora. Come ricordava Churchill: “La politica è l’arte del possibile”. E qui il possibile è uno solo: trovare un accordo adesso, anche se a denti stretti. Tanto nelle foto di rito sembra che ridono tutti: meglio che un cattivo accordo che una buona sentenza.

Cambiamento continuo

Francesco Pallone

Sempre attingendo dalla inesauribile fonte di ispirazione rappresenta dal Primo Ministro inglese durante la Seconda Guerra Mondiale, è utile ricordare, a corredo della notizia che segue, quest’altra massima: “c’è chi cambia Partito per non cambiare idea, c’è chi cambia idea per non cambiare Partito”.

A Frosinone i cambi di schieramento dei consiglieri comunali  sono come le notifiche del gruppo WhatsApp delle mamme: impossibile starci dietro. L’ultimo, solo in ordine di tempo,  è quello del Consigliere Francesco Pallone che, dopo essere uscito dalla lista Mastrangeli e transitato per qualche tempo all’opposizione nel gruppo FutuRa, oggi ha aderito alla lista del Vice Sindaco Antonio Scaccia, di nuovo quindi in maggioranza, (e a rafforzare Mastrangeli) rilasciando questa dichiarazione.  

Dopo una lunga riflessione e non senza rammarico per non aver potuto proseguire il mio percorso politico con i consiglieri Teresa Petricca e Giovan Battista Martino cui mi lega, e continuerà a legarmi, un rapporto di assoluta stima e rispetto, oggi sento di dover intraprendere un percorso diverso.

Il ritorno in maggioranza

il vicesindaco Antonio Scaccia e la più votata Francesca Chiappini

Poi ha aggiunto “In questi oltre tre anni di consiliatura ho compreso che la politica necessita di condivisone per poter condurre ognuno di noi a lavorare nel migliore dei modi nel ruolo che si riveste. Per molti aspetti questa condivisione negli ultimi tempi si era affievolita con i miei colleghi di lista, per parziali differenti visoni sulle priorità ed esigenze della nostra città, motivo per il quale avevo deciso di prendermi una pausa di riflessione”

Ed ha quindi concluso: “La mia posizione nei confronti dell’amministrazione, come noto, è stata critica laddove ho ritenuto che non si stesse dando la giusta considerazione alle istanze (non personali ma legate alle esigenze della città) di chi aveva condotto alla vittoria la coalizione di centrodestra. Oggi, nel confrontarmi con il vice sindaco Antonio Scaccia, ho avuto finalmente l’impressione che si voglia riconoscere il giusto peso alle richieste amministrative delle forze politiche della prima ora e soprattutto a chi si è speso con dedizione e impegno a riportare lo sport al centro dell’attenzione cittadina”.

Come se fosse normale

Foto © Stefano Strani

Può sembrare ormai quasi normale, ma non lo è affatto. Il caso di Francesco Pallone racconta meglio di mille analisi lo stato della politica cittadina: prima in maggioranza, poi all’opposizione, ora di nuovo in maggioranza, come se cambiare campo fosse un semplice aggiustamento di postura e non una scelta politica che dovrebbe avere un peso, un costo, una spiegazione più profonda. È il segno di una consiliatura liquida, dove le appartenenze sembrano reversibili e la coerenza diventa un optional.

Non è una questione personale, ma sistemica: quando i passaggi di schieramento diventano ordinaria amministrazione, a smarrirsi non sono i consiglieri, ma il senso stesso del mandato ricevuto dagli elettori. E il Romanzo comunale di Frosinone, più che un feuilleton, rischia di assomigliare sempre di più a una serie senza regole, dove tutto può accadere e nulla sorprende davvero più nessuno.