A Ceccano il volontariato si prende la scena. Associazioni e cittadini ripuliscono la città e ne abbelliscono gli spazi. Le iniziative di Plastic Free e Retake
C’è un filo invisibile che, di tanto in tanto, lega Ceccano alle sue energie migliori. Non sono le grandi promesse di palazzo né gli annunci ad effetto: è la forza di chi si rimbocca le maniche, indossa un paio di guanti e decide che la città merita di più.
Non è la prima volta che accade. Anzi, è diventato un appuntamento fisso: come le stagioni che tornano, come i riti che scandiscono la vita di una comunità. Il volontariato a Ceccano funziona. E funziona perché non chiede nulla in cambio se non la bellezza di vedere i vicoli puliti e la coscienza leggera.
I vicoli che tornano a respirare

Domenica mattina, da Piazza Municipio è partita la marcia gentile di Plastic Free e Retake. Non un corteo di protesta ma una processione civile fatta di sacchi, rastrelli e sorrisi. Hanno tolto mozziconi e bottigliette ed hanno aggiunto piantine, cartelli e due panchine dipinte: simboli di una città che non si limita a cancellare il degrado ma lo sostituisce con colore e vita.
Dietro tutto questo ci sono due associazioni che hanno fatto della cura ambientale una missione: Plastic Free è nata nel 2019 e divenuta in pochi anni una delle più grandi realtà di volontariato ambientale in Italia. Ha migliaia di eventi di raccolta organizzati in città, spiagge, fiumi e montagne per liberare il territorio dall’inquinamento da plastica. Retake è un movimento nato a Roma nel 2009 e oggi diffuso in tutta Italia, che promuove il decoro urbano, la cura degli spazi comuni e la partecipazione attiva dei cittadini. Ad animarlo è l’idea che la città non si eredita ma si custodisce giorno per giorno.

A Ceccano hanno un volto e un nome: Giorgia Pizzuti, giovane referente di Plastic Free, affiancata da Aurora Ricci, vice–referente provinciale. E da Domenico D’Ambrosi, colonna di Retake Ceccano. Sono loro a ricordarci che il cambiamento non inizia con i decreti, ma con i gesti.
Le associazioni, il popolo, i ragazzi
La chiamata è stata raccolta dalla Pro Loco, dal Comitato del Centro Storico. E soprattutto dai ragazzi del Consiglio Comunale dei Giovani che non hanno solo partecipato: hanno incarnato il senso dell’iniziativa, dimostrando che Ceccano non è una città di spettatori ma di protagonisti. E poi i Pirates 1996, che hanno fatto la loro parte con guanti e sacchi, per poi chiudere la mattinata con cornetti e caffè. Perché anche il volontariato, come lo sport, ha bisogno del suo terzo tempo.

Immagini che restano: i bambini con guanti troppo grandi, che faticano a portare sacchetti più pesanti di loro. È lì che il volontariato diventa educazione civica. È lì che una città capisce che il futuro non si insegna a parole ma si mostra con l’esempio. E poi c’era lui, il sindaco Andrea Querqui: niente giacca, niente distacco. Solo un cittadino in più, confuso tra gli altri, piegato a raccogliere cartacce.
Presente anche Gea Srl, che ha garantito il ritiro del materiale raccolto. E l’amministrazione comunale, che non si è limitata al patrocinio ma ha scelto di esserci. Perché il volontariato funziona quando le istituzioni lo accompagnano, senza ingabbiarlo.
La lezione di Ceccano

Alla fine restano i sacchi pieni, i vicoli più puliti, le panchine colorate. Ma resta soprattutto una lezione: a Ceccano il volontariato non è un tappabuchi ma è una risorsa. Funziona. C’è chi fa notare che i problemi strutturali e le carenze dell’amministrazione non possono essere risolti soltanto con la buona volontà dei cittadini. È sempre un gioco di parti ma intanto funziona. E soprattutto racconta una città fatta di volontari e cittadini che scelgono di mettersi in gioco, di sporcarsi le mani, di dare l’esempio.
Il punto è che Ceccano si è regalata giornate diverse: fatte di bambini, di giovani, di adulti, tutti con la stessa voglia di fare. È questa la forza vera: una comunità che si riconosce nel gesto concreto e che, attraverso il volontariato, mostra il meglio di sé.
Perché non c’è piano regolatore che tenga se non c’è una comunità che ci crede. E oggi Ceccano lo ha dimostrato. Ancora una volta.
Il segnale di Colombo

Il Consigliere delegato all’Ambiente, Colombo Massa, intanto prova a lanciare un segnale. Su una delega che pesa come un macigno e che, negli ultimi mesi, è stata la più bersagliata dalle critiche. A Palazzo Antonelli ha messo allo stesso tavolo Carabinieri, Forestali, Polizia Locale e tecnici comunali: sul piatto l’incivile abbandono dei rifiuti. Le armi annunciate sono pesanti: multe fino a 18.000 euro, sospensione della patente per chi scarica dal veicolo, fototrappole pronte a scattare nei punti più sensibili. E persino droni per sorvegliare dall’alto.
Segnali concreti, che si intrecciano all’impegno dei volontari: da un lato le mani che raccolgono, dall’altro gli occhi che vigilano. Due facce della stessa sfida.
Ora, però, non bastano i segnali. Il Consigliere delegato dovrà dare risposte concrete, perché la città aspetta. Il volontariato potrà aiutare, certo: è educazione civica, è sensibilità, è l’anima migliore della comunità. Ma in determinati casi non basta. Le deleghe, come gli assessori, vanno e vengono. E se la ruota non gira o gira poco, il sindaco sarà obbligato a intervenire, magari spostando quella delega a chi riterrà più opportuno. Anche perché quella dell’Ambiente è sempre stata una delle deleghe più ambite.



