Il consigliere dem Angelo Pizzutelli attacca la giunta Mastrangeli su Campo Coni, piscina e Palazzetto Coni; lo Swimming Club replica alle contestazioni della Bellator sulla gara per l'impianto natatorio comunale.
A Frosinone lo sport non è più solo attività fisica o agonismo: è diventato ormai uno dei terreni di scontro e di polemica politica più infuocati di questa fine consiliatura. Da un lato, le critiche all’amministrazione Mastrangeli del consigliere comunale del Partito Democratico Angelo Pizzutelli; dall’altro la presa di posizione della ASD Swimming Club ETS sulla gara per la gestione dell’impianto natatorio comunale.
Due vicende diverse ma accomunate da un tema di fondo: lo stato di salute dello sport nel Capoluogo e la gestione delle strutture pubbliche.
L’affondo di Pizzutelli

Angelo Pizzutelli punta il dito contro quella che definisce una carenza strutturale dell’amministrazione, tornando a chiedere l’istituzione di un vero assessorato allo Sport. Secondo il consigliere Dem, le criticità emerse negli ultimi mesi, dal Campo Coni fino alle polemiche sulla piscina Polivalente e sullo Stadio del Nuoto, dimostrerebbero l’assenza di una regia politica e tecnica dedicata alla gestione di questa delega.
Sul Campo Coni, in particolare, Pizzutelli parla di «caos gestionale» dopo il bando andato deserto e ricorda come la concessione sia scaduta a marzo: «Il fatto che il bando per la gestione sia andato deserto è un segnale di evidente fallimento amministrativo». Mentre per il Palazzetto Coni richiama l’intesa raggiunta negli anni passati per la riqualificazione della struttura, lamentando che «i nostri sforzi» (suoi, dell’ex sindaco Nicola Ottaviani e dell’allora presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti) «sono stati tutti vanificati da un impegno troppo leggero da parte dell’attuale Amministrazione». Una critica che investe quindi la capacità complessiva del Comune Capoluogo di programmare, finanziare e valorizzare il proprio patrimonio sportivo.
La politica impiantistica

Pizzutelli, inoltre, sostiene che alcune strutture siano sottoutilizzate rispetto alle loro potenzialità e che servirebbe una vera politica dell’impiantistica, non limitata alla gestione dell’esistente.
Infine, il passaggio più politico del suo intervento: «è arrivato il momento di sottolineare con tutti gli evidenziatori possibili il fallimento clamoroso della filiera di Governo di centrodestra in materia di Sport. Mi riferisco a Governo, Regione Lazio, Comune di Frosinone, in quanto si sperava in una maggiore attenzione in termini di sostegno economico verso il Capoluogo. Attesa resa vana dai fatti, zero contributi, zero opportunità finanziarie, insomma una delusione totale».
La replica dello Swimming Club

Sul fronte della piscina comunale, invece, la ASD Swimming Club ETS risponde alle contestazioni avanzate dalla società Bellator in merito all’offerta presentata per la gestione dell’impianto. Al centro della discussione, in particolare, c’è il rialzo del 196% sul canone concessorio, ritenuto dalla società aggiudicataria perfettamente compatibile con il piano economico predisposto. (Leggi qui: Stadio del Nuoto, il caso finisce all’Anac. Stadio Stirpe, il sindaco cerca vie d’uscita).
«La nostra proposta non nasce da un azzardo, ma da una valutazione economica strutturata e documentabile. In una gara a rialzo, offrire di più significa riconoscere le proprie capacità gestionali», spiegano dalla Swimming Club, che respinge qualsiasi ipotesi di anomalia dell’offerta.
La società evidenzia come l’offerta sia stata costruita sulla base di un piano economico finanziario che tiene conto di costi, ricavi e potenzialità dell’impianto e ribadisce la piena fiducia nell’operato della stazione appaltante. Non manca, infine, una stoccata polemica alla Bellator: «Invitiamo anche a ricordare alla Bellator come due anni fa, per garantirsi la gestione dello stesso impianto, abbia presentato un’offerta di rialzo pari al 1500%».
Il nodo politico

Al di là delle singole controversie, il punto politico resta più ampio: Frosinone dispone di strutture importanti ma il dibattito di queste settimane evidenzia quanto sia complesso governarle mettendo insieme sostenibilità economica, manutenzione, accessibilità per gli utenti e valorizzazione sportiva.
A pochi mesi dalla fine della consiliatura, il tema degli impianti sportivi sta emergendo come uno dei dossier più delicati per l’amministrazione Mastrangeli. Campo Coni, piscina comunale, Stadio del Nuoto, Casaleno e Palazzetto Coni raccontano situazioni differenti ma tutte riconducibili alla necessità di conciliare programmazione, manutenzione e sostenibilità gestionale.
Lo sport, per una città capoluogo come Frosinone, non è solo un servizio per associazioni, atleti e semplici praticanti ma un indicatore della capacità gestionale di valorizzare il patrimonio pubblico e di costruire opportunità sociali ed economiche: da tenere bene a mente da parte di chi amministrerà Frosinone nei prossimi anni, destra o sinistra che sia.
(Foto di copertina © DepositPhotos.com).



