In fuga da Forza Italia: anche Sardellitti passa alla Lega

L’avvocato Paolo Sardellitti lascia Forza Italia dopo mesi di attesa per un congresso mai convocato. Si sposta nella Lega. Seguendo Samuel Battaglini. L'operazione in chiave Provinciali. L'assenza di Quadrini

A Isola del Liri il Congresso di Forza Italia non è mai arrivato. Era atteso, annunciato, poi rimandato fino a dissolversi nel nulla. In quella sala vuota sarebbe dovuto entrare da candidato unico Paolo Sardellitti, avvocato e militante di lungo corso. Invece oggi da quella porta è uscito: ha attraversato la strada ed è entrato in un altro Circolo politico. Quello del Carroccio.

Dopo un’attenta riflessione ho scelto di continuare il mio percorso politico all’interno della Lega”, ha spiegato.

Motivi reali e di facciata

da sinistra: Pasquale Ciacciarelli, Claudio Durigon, Nicola Ottaviani e Mario Abbruzzese

La motivazione ufficiale è una miscela di pragmatismo e territorio: l’attivismo della dirigenza locale, dall’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli al Segretario Organizzativo del Lazio Mario Abbruzzese per passare all’onorevole Nicola Ottaviani. La realtà è un’altra: inizia a pagare la strategia messa a terra nel Lazio con la benedizione del sottosegretario Claudio Durigon. E cioè rendere la Lega un Partito scalabile: nei principali centri del Lazio sono in corso le assemblee di Circolo dove gli iscritti eleggono i loro Gruppi dirigenti. Chi ha voti e consenso assume la guida della Sezione.

Doveva accadere anche in Forza Italia: ma quel Congresso non si è mai tenuto. Forse perché Paolo Sardellitti non è in sintonia con i vertici provinciali. Un po’ come accaduto a Sora dove la scalata di Vittorio Di Carlo è stata bloccata dall’arrivo del Coordinatore regionale Claudio Fazzone e del Parlamentare Ue Salvatore De Meo: il voto dei parlamentari ha un peso specifico doppio. Ed hanno ribaltato il risultato. (Leggi qui: Il congresso col voto ponderato: Sora come Waterloo (ma vince Fazzone)).

Migrazione in atto

Gianluca Quadrini

Movimento lungo l’asse Forza Italia – Lega ce n’è parecchio. Il “travaso” dal mondo azzurro verso il Carroccio negli ultimi mesi è diventato quasi una corrente parallela. L’assenza del presidente del Consiglio Provinciale Gianluca Quadrini, sottoposto all’obbligo di dimora in attesa che si chiarisca un’indagine a suo carico ha cambiato gli equilibri all’interno di Forza Italia. (Leggi qui: L’insostenibile leggerezza dell’essere Quadrini).

Senza l’impegno diretto del Presidente sarà difficile per Forza Italia confermare il quorum che gli ha consentito due anni fa di eleggere un Consigliere provinciale. La Lega ha colto con chiarezza il segnale e sta organizzando il travaso: l’arrivo di Sardellitti aggiunge un altro tassello alla mappa del nuovo equilibrio ciociaro in vista delle elezioni Provinciali.

La vendetta di Samuel

Samuel Battaglini e Maurizio Gasparri

Poi c’è il capitolo Samuel Battaglini. Anche lui è uscito da pochi mesi dalle file azzurre per tornare ad abbracciare Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli con i quali aveva vissuto una lungo ed intensa stagione prima del loro approdo nella Lega. Ha guidato la migrazione di alcuni giovani e consiglieri ed anche questa volta spunta il suo nome e senza sorpresa. (Leggi qui: Certo amori non finiscono: Samuel si ritrova con Mario e Nicola. Ed anche qui: La rottura è compiuta: Battaglini ed i suoi voltano le spalle a Forza Italia).

Anche Battaglini è uscito per la totale assenza di sintonia con il Gruppo dirigente. Che ne aveva anche chiesto la testa ai Probi Viri. Lui si sta vendicando ricoprendo il ruolo del più instancabile dei reclutatori. Sardellitti lo riconosce apertamente: “Da tempo condivido questa passione politica con l’amico Samuel. La scelta è stata ancora più naturale”.

La delegazione leghista a Pontida

Il resto è frustrazione politica raccontata con misura. L’avvocato ricorda i mesi passati ad aspettare un segnale da Forza Italia. “Mi ero fatto promotore del tesseramento, ero l’unico candidato al congresso. Ma quel congresso non è mai stato convocato, nonostante le mie richieste. A un certo punto ho dovuto prendere atto della situazione”. Un richiamo alla realtà che suona come una chiusura di capitolo più che come uno strappo.

Con una dinamica che ricorda i movimenti più grandi della politica italiana: quando gli spazi si chiudono, qualcuno li apre altrove. E chi sa coglierli, si muove per primo.