In memoria di Charles, Unicas premia le migliori tesi

I premi di laurea dedicati a Charles Yeboah Baffour trasformano una tragedia in responsabilità collettiva. L’Università di Cassino rafforza il legame con i suoi studenti, nel segno di inclusione, sostenibilità e memoria attiva.

Ci sono assenze non si chiudono nel silenzio. Restano, chiedono attenzione, continuano a parlare. All’Università di Cassino e del Lazio Meridionale il nome di Charles Yeboah Baffour è diventato questo: una presenza che non fa rumore ma orienta, che non consola ma responsabilizza.

Charles è morto nell’aprile di un anno fa all’età di 24 anni: dopo una banale caduta dal monopattino, una tempestiva cosa in ospedale a Cassino, una rapida visita al Pronto Soccorso. Se quella visita sia stata troppo rapida o troppo superficiale lo sta stabilendo ora un’inchiesta della Procura della Repubblica. Le evidenze dicono che il ragazzo è stato dimesso, si è adagiato su una barella nel corridoio dell’ospedale, l’indomani mattina lo hanno trovato moribondo. L’intervento chirurgico d’urgenza è arrivato troppo tardi.

Charles Yeboah Baffour

Charles era arrivato a Cassino dal Ghana, rispettando le leggi: suo padre aveva preceduto la famiglia, si era trovato un lavoro, si era fatto apprezzare. Ed appena avuti i requisiti di legge aveva portato in Italia anche il resto della famiglia. Il figlio, quella notte di aprile di un anno fa, si era appena laureato con ottimi voti in Economia e l’indomani si è scritto alla specialistica in management Internazionale. Di lì a poco si sarebbe specializzato. La sua morte ha lasciato una ferita profonda, ma anche una domanda collettiva a cui l’Ateneo ha scelto di rispondere nel modo più difficile e più giusto: trasformando il dolore in impegno.

L’impegno prende forma

Nell’Aula Consiglio del Rettorato, ieri mattina, quell’impegno ha preso forma. Non una commemorazione ma un passaggio di testimone. I premi di laurea intitolati a Charles hanno segnato il punto in cui il lutto smette di essere solo privato e diventa eredità condivisa, capace di parlare ai giovani, alla ricerca, alla sostenibilità. In quella stanza, tra sguardi trattenuti e parole misurate, l’Università ha detto una cosa semplice e potente: alcune vite, anche quando si spezzano, continuano a insegnare.

Marco Dell’Isola

La consegna dei premi di laurea intitolati alla memoria di Charles, dedicati al tema dello Sviluppo Sostenibile, rappresenta la risposta più concreta a quella ferita: trasformare una perdita in responsabilità condivisa, il dolore in impegno, il ricordo in qualcosa che continua a produrre valore.

Un’iniziativa fortemente voluta dall’Università, a partire dal Rettore Marco Dell’Isola, che ha scelto di legare il nome di Charles a un messaggio positivo e duraturo per l’intera comunità accademica.

La cerimonia nel nome di Charles

La cerimonia si è svolta nell’Aula Consiglio dell’Unicas alla presenza dello stesso rettore Marco Dell’Isola, del Prorettore all’Internazionalizzazione Sergio Nisticò, della Delegata allo Sviluppo Sostenibile Alessandra Sannella, del Presidente del Comitato di Ateneo per lo Sviluppo Sostenibile (CASe) Marcello De Rosa e del Presidente dell’Associazione Laureati Alaclam Alessandro Silvestri, a testimonianza di un lavoro condiviso e corale.

I premi sono stati consegnati da Simona Balzano, Referente di Ateneo alla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) per il Gruppo di Lavoro Inclusione e Giustizia Sociale, e da Giovanni Mercurio Casolino, Referente RUS per il Gruppo di Lavoro Energia.

A essere premiati sono stati Sophia Zingrillo, per la migliore tesi triennale, e Firehiwot Bekele Ejigu, per la migliore tesi magistrale. Menzioni d’onore sono andate a Abdul Rahman, Roberto De Paolis, Awuraris Abire Kelil e Ludovica Trotta.

Non solo l’eccellenza ma la visione

Un momento della cerimonia

A spiegare il senso di quelle premiazioni è stato il rettore Marco Dell’Isola: «Oggi abbiamo premiato non solo l’eccellenza accademica. Perché Charles sognava un futuro sostenibile: per questo che abbiamo scelto di premiare le tesi di laurea che hanno affrontato con rigore e innovazione i temi dello sviluppo ambientale e sociale. Questa è la dimostrazione che noi non vogliamo dimenticare Charles. E vogliamo che tanti altri lo ricordino: non solo come studente modello ma anche come studente che rappresenta la nostra anima, di un’università inclusiva»

Particolarmente intenso il momento finale, con il ricordo affidato alla sorella di Charles, collegata online. Un ringraziamento semplice ma profondo, rivolto a un’Università che ha scelto di custodire la memoria di Charles nel modo più concreto possibile.

La cerimonia ha rafforzato il legame tra l’Ateneo e i suoi studenti, soprattutto quelli internazionali, che hanno visto riconosciuto il valore umano oltre a quello accademico. Per chi arriva da lontano, scegliere Cassino significa affidare a questa città e a questa università una parte decisiva del proprio percorso di vita. Sapere che quella scelta non viene dimenticata fa la differenza.

La morte di Charles non ha lasciato solo dolore. Ha reso più consapevole e più unita una comunità che oggi, anche grazie a lui, si riconosce ancora di più nei valori della conoscenza, dell’inclusione e della dignità delle persone.