Isola del Liri, il caso Quadrini spacca il Pd: scontro aperto sulla linea

Il passaggio di Quadrini a Fratelli d’Italia accende la resa dei conti nel Pd provinciale. Migliorelli alza il muro, Vitale sfida la segreteria e chiede il Congresso: in gioco leadership e tenuta del Partito.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

L’annunciato passaggio del sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini nelle fila di Fratelli d’Italia ha innescato un cortocircuito politico che trascende i confini comunali. E si trasforma in una resa dei conti interna al Partito Democratico della provincia di Frosinone. Quella che poteva essere una transizione prevedibile e gestibile si è mutata — almeno per ora — in una guerra totale tra gli esponenti locali e la Segreteria provinciale, a seguito delle dichiarazioni del segretario provinciale Achille Migliorelli. (Leggi qui: Trancassini incorona Quadrini: abbiamo portato in squadra un bomber di razza).

Lungi dal cercare una sintesi diplomatica, Migliorelli ha confermato la necessità di alzare il muro, definendo inammissibile la permanenza di esponenti dem in un’amministrazione ormai a trazione meloniana. Una posizione netta che punta a risolvere una situazione imbarazzante, ma che ha finito per scoperchiare il vaso di Pandora delle correnti interne.  (Leggi qui: Isola del Liri, resa dei conti tra… Fratelli: la minoranza rispetti Quadrini).

La sfida è lanciata: per Migliorelli o si esce dalla maggioranza, o si è fuori dalla linea del partito.

«Migliorelli fa un gioco di corrente»

Massimiliano Quadrini

La replica non si è fatta attendere, assumendo i toni di una sfida aperta alla leadership provinciale. L’assessore Stefano Vitale — uno dei due esponenti PD rimasti in Giunta insieme ad Annapaola Faticoni — ha risposto con parole che sono fendenti diretti alla credibilità di Migliorelli, mettendone in discussione la coerenza storica e l’autonomia politica.

«È chiaro a tutti che Migliorelli sta facendo un gioco di corrente ed è evidente che non sia nemmeno lui il capo del Partito», ha attaccato Vitale. «Come è noto a tutti che faceva l’assessore di un sindaco di Forza Italia ed ha dovuto farsi da parte dopo la nomina a segretario. Ditemi voi se è normale che nessuno abbia alzato il telefono, nessuno si sia fatto vivo, nessuno abbia chiamato quelli che dovrebbero essere i suoi. Nessuno ha voluto finora riunire un Partito che qui a Isola del Liri è inesistente: non facciamo un direttivo da quattro anni».

Vitale non si è limitato alla difesa d’ufficio ma è passato al contrattacco istituzionale chiedendo che si celebri il congresso entro il 25 maggio. Una mossa che punta dritta contro l’attuale Segreteria. E ha lanciato una proposta provocatoria«Mi dimetto subito da assessore se in Provincia, nei Comuni sopra i 15.000 abitanti, si dimettono tutti gli esponenti del PD che attualmente governano insieme a FdI. Se lo fanno tutti, lo faccio anche io».

Il paradosso di Isola del Liri

Achille Migliorelli

La situazione di Isola del Liri diventa così il paradigma di una crisi d’identità più vasta. Da un lato c’è la linea politica ufficiale dell’opposizione netta alla destra; dall’altro il pragmatismo amministrativo locale che spesso vede il PD governare in coalizioni spurie per mantenere il controllo del territorio.

Il paradosso è servito: se Vitale e Faticoni restano al loro posto, l’autorità di Migliorelli ne esce polverizzata; se venissero espulsi o costretti alle dimissioni, il PD perderebbe rappresentanza in uno dei Comuni più significativi della provincia, lasciandolo totalmente nelle mani di Fratelli d’Italia.

In questo scenario, la domanda non riguarda più solo Isola del Liri, ma l’intera tenuta del partito in Ciociaria: chi detiene realmente lo scettro del comando? Il Segretario che detta la linea dalla sede provinciale, o gli amministratori che — forti del consenso territoriale — rivendicano autonomia decisionale?

La risposta arriverà probabilmente prima del 25 maggio. Ma il prezzo politico, in termini di unità, rischia di essere altissimo.