Il Partito democratico resta ancora spaccato dopo il passaggio del sindaco Quadrini in FdI. L'assessore Stefano Vitale in maggoranza mentre Antonella Di Pucchio è all'opposizione. La segreteria provinciale chiede un passo indietro al rappresentante dell'esecutivo che però fa muro. Si cerca una via d'uscita diplomatica per evitare il commissariamento
Ad Isola del Liri negli ultimi giorni i contatti tra Pd locale e provinciale si sono fatti incandescenti: si intensificano i contatti, si studiano le carte e, soprattutto, si cerca una via d’uscita diplomatica da un vicolo cieco che rischia di diventare un caso da manuale di strabismo politico.
Dem di lotta e di… governo
Per capirlo, bisogna riavvolgere il nastro. Tutto nasce dal passaggio, ampiamente annunciato ma non per questo meno traumatico, del sindaco Massimiliano Quadrini nelle file di Fratelli d’Italia. Un salto che ha trasformato la città della cascata in una roccaforte meloniana (vista anche la presenza dello stravotato presidente del consiglio Stefano D’Amore), lasciando però in dote una maggioranza consiliare decisamente bizzarra.

Il quadro attuale rasenta il paradosso. Da una parte, a sostenere il sindaco Quadrini (neo-FdI), siede l’assessore alla Cultura Stefano Vitale, esponente di primissimo piano del Partito Democratico locale. Dall’altra parte dell’aula, sui banchi dell’opposizione, sfilano altri esponenti dello stesso identico Partito Democratico, guidati dall’ex candidata a sindaco Antonella Di Pucchio.
In pratica, il PD a Isola del Liri è contemporaneamente al governo con la destra e all’opposizione della destra stessa. Certo, non è solo in città che il pragmatismo civico supera l’ortodossia ideologica dei partiti nazionali. Ma qui il peso specifico della vicenda è diverso. Isola del Liri fa scuola, fa rumore. Diventa un precedente importante.
Il nodo delle elezioni provinciali

A rendere il tutto ancora più instabile è il grande risiko delle prossime elezioni provinciali. Per Quadrini, inizialmente, si era parlato di un passaggio incentivato dalla prospettiva di un ruolo di primo piano come la presidenza della Provincia. Uno scenario suggestivo, che però deve fare i conti con il fatto che il centrodestra provinciale “storico” (da Ruspandini in giù, insomma) vedrebbe più di buon occhio un appoggio a Di Stefano (soprattutto se il sindaco di Sora superasse, anche lui, l’equivoco del civismo).
Come se non bastasse, nei corridoi della destra ciociara circola con insistenza anche il nome di Alioska Baccarini: il sindaco di Fiuggi, reduce da stagioni amministrative di forte rilancio per la città termale, viene visto da molti come il profilo ideale per sparigliare le carte.
Il tempo è quasi scaduto
In questo scenario da scacchiere impazzito, il segretario provinciale del PD, Achille Migliorelli, ha già provato a dare una spallata qualche settimana fa. Il messaggio inviato a Isola del Liri era stato chiaro, quasi una questione di “igiene” politica: Stefano Vitale deve lasciare la maggioranza di Quadrini. Non si può stare con i piedi in due staffe quando il sindaco sposa la linea del governo nazionale.

Il diretto interessato, tuttavia, per ora fa muro. Vitale rivendica il lavoro svolto. Anche perché, va detto, a livello provinciale e regionale più di qualcuno tra i democrat non vedrebbe di buon occhio l’eventuale uscita dalla maggioranza isolana del partito.
In ogni caso, la sensazione è che il tempo della diplomazia sia agli sgoccioli. I contatti di queste ore servono proprio a cercare una soluzione che salvi la faccia al Partito senza commissariare la politica locale. I nodi stanno venendo al pettine. E la risposta definitiva sul futuro del Pd nella perla del Liri potrebbe arrivare già nei prossimi giorni.



