L'ingresso del sindaco in FdI regala l'occasione al circolo di mettere all'angolo i "ribelli" guidati da Barbara Paesano. "Prendiamo le distanze da tutte le manifestazioni grottesche ed irrispettose a danno delle figure istituzionali". Il direttivo sottolinea anche l'importanza del passaggio degli amministratori nel partito: così si accorciano le distanze tra cittadini e governo nazionale
La politica, si sa, è l’arte del possibile. Ma a Isola del Liri la cosa sta raggiungendo vette notevoli. L’annuncio del passaggio del sindaco Massimiliano Quadrini nelle fila di Fratelli d’Italia è il punto esclamativo su una parabola che lo ha visto transitare dal PD ad Azione, per poi approdare alla corte di Giorgia Meloni (leggi qui Quadrini canta… Fratelli d’Italia ma può diventare il requiem dell’esecutivo).
Un’operazione (adesso è evidente) preparata chirurgicamente, anticipata mesi fa dal salto tra i meloniani del presidente del Consiglio comunale, Stefano D’Amore, la cui trionfale elezione in Provincia era già il segnale di un asse ormai consolidato.
Tuttavia, l’ingresso di Quadrini in FdI è anche un detonatore: capace di innescare regolamenti di conti politici interni tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra.
La nota del circolo di FdI

Lo dimostra la nota ufficiale diffusa nelle ore scorse dal circolo locale di FdI, guidato dal coordinatore Luca Fiorletta. Prende spunto dall’ingresso del sindaco per regolare alcune questioni, interne ed esterne al Partito. La prima è interna. Da tempo infatti Barbara Paesano, esponente di minoranza nel Direttivo, guida una fronda molto piccola ma tanto rumorosa, sparando a palle incatenate contro la gestione Fiorletta e, soprattutto, contro l’ingresso del sindaco, dipinto più o meno come un mercante nel tempio.
La risposta del Direttivo (sia pure senza nominare la consigliera ribelle) è stata, in tal senso gelida e istituzionale: “Prendiamo le distanze da tutte le manifestazioni grottesche ed irrispettose a danno delle figure istituzionali e le persone che le rappresentano”. Tradotto: cara (?) Barbara, datti una regolata.

Il richiamo al “rispetto della persona” e delle istituzioni come“pilastri della nostra grande nazione” suggerisce poi che la pazienza verso il fuoco amico sia finita. Se questo preluda a conseguenze disciplinari resta da vedere, ma il messaggio è nitido: chi attacca Quadrini oggi, sta attaccando la linea ufficiale del Partito.
Ora la città svolta a destra

Il secondo punto, decisamente più politico e sottile, riguarda l’assetto complessivo della città. Con l’adesione di D’Amore prima e di Quadrini adesso, FdI mette il timbro su una realtà inequivocabile: ad Isola del Liri la maggioranza è diventata, nei fatti e nei numeri, di centrodestra.
Il circolo lo mette nero su bianco, spiegando che l’ingresso degli amministratori è: “... fondamentale per trasferire anche ai livelli più vicini al cittadino i grandi temiche oggi sono trattati dall’agenda del governo nazionale”. Tradotto (anche qui) dal politichese: Isola del Liri è una realtà che vuole marciare al ritmo di Palazzo Chigi.
Che fine fa il progetto civico che nei mesi scorsi ha condotto Massimiliano Quadrini alla rielezione a mani basse, aggregando anche autorevoli esponenti del Pd? La risposta ci sarà martedì quando annuncerà ufficialmente il suo tesseramento, alla presenza del Coordinatore regionale Paolo Trancassini.
In casa Dem che discussione

E qui sorge il grande paradosso che mette all’angolo il Partito Democratico locale (e non solo). Mentre Fratelli d’Italia (sia pure con alcune tensioni interne) festeggia il risultato, in casa Dem regna la discussione. Può il Pd continuare a restare in coalizione con un sindaco che ha appena giurato fedeltà alla Meloni, se martedì non opera una netta distinzione tra amministrazione comunale e tutto il resto? E anche se Massimiliano Quadrini facesse questo distinguo quanto sarebbe civica un’amministrazione comunale che di punto in bianco esprime un sindaco ed il consigliere comunale più votato per Fratelli d’Italia?
Sara Battisti nelle ore scorse ha sollevato una questione. Che è di metodo e non di merito. In pratica: a prescindere dalla linea che si sceglierà di adottare ad Isola del Liri, la Presidente provinciale del Partito avrebbe gradito che il Segretario Achille Migliorelli la contattasse prima di esprimere la sua linea. E cioè “Se il sindaco di Isola del Liri entra in FdI il posto del Pd è all’opposizione”. Sara Battisti non contesta la linea ma la mancanza di condivisione che invece era stata concordata.
Una divisione che all’atto pratico si riversa sul ruolo di figure come Stefano Vitale e la Annapaola Faticoni (leggi qui Battisti vs Migliorelli. Il caso Quadrini diventa campo di battaglia interno al Pd).
La posizione

Per Migliorelli, il loro ruolo naturale, adesso, sarebbe all’opposizione. Per la seconda, un minimo di approfondimento non sarebbe sgradito. Una diatriba che va risolta in fretta, se il Pd non vuole trovarsi nella scomoda posizione di ospite non pagante in una casa che ormai espone quasi solo bandiere tricolori di marca conservatrice.
Il Segretario Provinciale Achille Migliorelli la sua rotta l’ha tracciata. Con chiarezza e con pragmatismo. Al punto che la recente posizione assunta a Pontecorvo da Annalisa Paliotta (candidata per il Pd alle scorse Regionali ed ora candidata alle Comunali con il sindaco di centrodestra Anselmo Rotondo) verrà portata in Commissione di Garanzia del Partito.
Come la mette il Segretario con le amministrazioni trasversali che guidano i Comuni di Sora e Veroli? Nei giorni scorsi ha avuto modo di parlarne con i dirigenti Pd del Lazio che si trovavano con lui a Bruxelles ed ha spiegato che i sindaci Luca Di Stefano e Germano Caperna non hanno una tessera di Partito, a differenza di Massimiliano Quadrini. Aggiungendo anche che il trasversalismo coinvolge sia esponenti di Rete Democratica (la componente di Sara Battisti) che Area Dem (quella di Achille Migliorelli). Non a caso i vicesindaci di Sora e Ferentino sono di Rd mentre a Veroli è di Ad.
Ora il Segretario Provinciale vuole definire un perimetro. Forse lo farà nella Direzione Provinciale chiesta da Sara Battisti. Poi, forse, ci si comincerà a concentrare sugli avversari esterni. A partire, forse, da Massimiliano Quadrini: i rumors lo danno come candidato del centrodestra alla guida della Provincia.



