Il docu-film dei giornalisti Alessandro Masella ed Ilenia Cavaliere, trasmesso su Rai News 24, ha acceso forti polemiche nella cittadina del Sud Pontino. Una storia che ipotizza meccanismi sottili e quotidiani di un sistema di favoritismi e influenze politiche in occasione delle ultime elezioni.
Un’inchiesta giornalistica è diventato un caso politico al Comune di Itri dove dallo scorso maggio il sindaco forzista Andrea Di Biase è alla testa di una coalizione con Fratelli d’Italia e la Lega. Lo sconfitto, il capogruppo di “Itri Domani” ed ex primo cittadino, Antonio Fargiorgio, ha chiesto lo svolgimento di un consiglio comunale straordinario “per chiedere i doverosi chiarimenti” che hanno sollevato due giovani cronisti Alessandro Masella ed Ilenia Cavaliere. (Leggi qui: Oltre Ceccano ed Itri: cosa hanno detto le urne nel Lazio).
Hanno realizzato un docu-film che, secondo classificato alla 14° ultima edizione del concorso di giornalismo d’inchiesta intitolato alla memoria del fondatore ed ex direttore di Rai News 24 Roberto Morrione, ha un titolo che di per sé è “tutto un programma ed è molto impegnativo”.
Una storia apparentemente locale
Si tratta di “Gioco sporco”. Racconta “una storia apparentemente locale, ma che parla a tutti, perché svela i meccanismi sottili e quotidiani di un sistema di favoritismi e influenze politiche nella città di Itri, un paese del Sud Pontino. Qui, la quotidianità si intreccia spesso con le relazioni personali, i silenzi e le convenienze”.

La richiesta di Fargiorgio di svolgere “immediatamente” una seduta consiliare ad hoc è perché “Gioco Sporco” ha avuto subito un’importante vetrina mediatica: domenica 23 novembre è andato in onda alle 18.30 nell’ambito della rubrica “Spotlight!” su Rai News 24.
L’inchiesta ha contribuito così a rendere incandescente e avvelenato il clima politico a Itri perché “ha messo in evidenza dinamiche e metodi per l’acquisizione del consenso nelle ultime competizioni elettorali, le Europee del 2024 e le Amministrative di quest’anno”.
“Nessun processo ma solo chiarezza”
Il consiglio comunale, secondo l’ex sindaco Fargiorgio (affiancato dai consiglieri Paola Ruggieri, Mattia Punzo e Maria Civita Saccoccio), non deve trasformarsi in un Tribunale della santa Inquisizione. Dunque, di fronte all’accusa di voto di scambio avanzata dai cronisti non dovrà avere “un carattere investigativo perché eventualmente devono eventualmente pensarci altri organi”.

Fargiorgio punta soltanto a sollecitare un dibattito politico sul contenuto di un reportage che, firmato da “due giovani nostri concittadini”, ha messo in luce una serie di dinamiche ”certamente non in linea con le regole che dovrebbero sovrintendere al corretto svolgimento di qualsivoglia competizione elettorale”.
L’inchiesta di Masella e Cavaliere non a caso ha convinto la giuria del premio giornalistico ed ha conquistato una significativa vetrina di domenica pomeriggio nel palinsesto di Rai News 24. “Davanti a quel video abbiamo deciso di non restare silenti e peggio ancora inerti – ha osservato il capogruppo di ‘Itri Domani’ – Il nostro ruolo di consiglieri di opposizione impone che sulla vicenda venga fatta chiarezza. Proprio nel rispetto di quella dialettica politica e democratica che deve essere corretta e non può essere oggetto di alcuna distorsione”.
“Il sindaco ritiri le deleghe all’assessore Di Mattia”
E nel mirino del principale gruppo di opposizione è finito l’assessore leghista Mario Simone Di Mattia: “Abbiamo chiesto al sindaco Di Biase che gli revochi le importanti deleghe. Siamo certi che la posizione dell’assessore, stando al video apre motivi di riflessione”, ha aggiunto Fargiorgio.

Fargiorgio è stato tacciato di giacobinismo ma respinge al mittente l’accusa di concerto con i consiglieri Ruggieri, Punzo e Saccoccio: “Ribadiamo ancora una volta che non è assolutamente nostra intenzione celebrare processi, non siamo pubblici ministeri o autorità giudicante – ha puntualizzato l’ex sindaco – Il nostro scopo è di avviare un serio approfondimento sulle conseguenze e sulle responsabilità politiche, etiche, amministrative che derivano dal ricoprire alcuni ruoli”.
Fargiorgio mette al centro la sacralità del Consiglio comunale. “Riteniamo che la sede giusta sia quella consiliare dove ciascun consigliere, a titolo personale e come rappresentante della forza politica che lo esprime, può esternare liberamente il proprio pensiero dinanzi alla cittadinanza – ha sostenuto l’esponente dell’opposizione – I cittadini, soprattutto loro, hanno il diritto di conoscere le vicende e di farsi una propria libera opinione sui fatti, che restituiscono un’immagine di Itri non proprio piacevole“.
Una consiliatura che viaggia tra le turbolenze
La consiliatura è iniziata da meno di sei mesi e già registrando, dopo le turbolenze scoppiate (in casa Forza Italia) in occasione del varo della giunta, qualche attrito con il principale alleato Fratelli d’Italia
Il capogruppo di Itri Domani ha definito “un fatto preoccupante e significativo” la mancanza del numero legale nella commissione consiliare al bilancio. L’organismo avrebbe dovuto esprimere il parere su una “variazione d’urgenza al bilancio di previsione finanziario 2025/27” e sulla proposta di delibera riguardante la “modifica e integrazioni del regolamento per l’esercizio degli usi civici del demanio collettivo”.

La commissione, composta da 6 membri (4 di maggioranza e 2 di opposizione) è stata quasi completamente disertata dalla maggioranza: erano presenti solo i due consiglieri di opposizione e il presidente Giorgio Zuena di Forza Italia. “Soltanto a conclusione dei lavori, e dopo diverse sollecitazioni, sono intervenuti altri consiglieri di maggioranza delegati dai membri effettivi assenti – ha specificato Fargiorgio – Questa assenza ha impedito un confronto politico serio e responsabile su temi fondamentali, peraltro indicati nella stessa convocazione come urgenti”.
La maggioranza Di Biase è andata sotto e al voto favorevole del presidente Zuena hanno fatto da contraltare i due voti contrari delle minoranze. In sintesi sono state bocciate la variazione di bilancio e le modifiche al regolamento per l’esercizio degli usi civici. “È inaccettabile che, su questioni così importanti, chi governa scelga di non partecipare. Noi continueremo a fare la nostra parte, con presenza, responsabilità e trasparenza – ha concluso l’ex sindaco Fargiorgio – Resto perplesso da una circostanza politicamente significativa: la maggioranza ha annullato le sedute di altre commissioni ma non quella al bilancio. Ma poi non si sono presentati tre di loro”.



