La cambiale del Nazareno e la notte nervosa del Pd di Ceccano. L'area di Marta Bonafoni reclama il rispetto dei patti pre elettorali. E chiede la candidatura di Emanuela Piroli che ha rinunciato a candidarsi a sindaco spianando la strada ad Andrea Querqui. Per sostenerla, Area Dem rischia di scoprirsi. Rete Democratica si chiama fuori: "Noi non fummo invitati alla riunione”
È stato un venerdì sera movimentato quello del Pd di Ceccano. Il Partito Democratico non ha discusso. Ha tremato. Ha alzato la voce. Ha contato fino a dieci e poi ha ricominciato da capo. La riunione del Gruppo consiliare sulle candidature per le prossime elezioni Provinciali è stata tumultuosa, nervosa, agitata, come accade quando la politica smette di essere geometria e torna a essere sangue caldo, cambiali da incassare e patti non scritti che bussano alla porta.
L’accordo romano

Per capire cosa è successo bisogna fare un passo indietro. Tornare a Roma, al Nazareno, circa un mese prima della campagna elettorale che ha riportato il centrosinistra al governo di Ceccano eleggendo sindaco Andrea Querqui. In quella stanza si incontrano due componenti pesanti del Pd: quella di Marta Bonafoni e Area Dem. Sul tavolo c’è una partita secca. I primi vogliono candidare Emanuela Piroli, i secondi spingono sul dottor Andrea Querqui.
È un braccio di ferro che rischia di far saltare tutto. E Ceccano sa benissimo cosa possa significare una spaccatura: l’hanno vissuta anche nelle scorse Comunali, perdendole; imparando che non paga la corsa ad essere il più forte nel polo progressista portando gli avversari al ballottaggio. Il centrodestra unito vince, il centrosinistra diviso perde.

Per evitare una nuova sconfitta, alla fine, come spesso accade, vince il compromesso: Piroli fa un passo indietro alle Comunali, Area Dem si impegna a sostenerla alle Provinciali. Una cambiale politica, firmata con l’inchiostro invisibile delle intese romane. (Leggi qui: Ceccano è l’ora dell’unità: Piroli con Querqui. A destra le Primarie).
La cambiale
Ieri sera, quell’inchiostro è diventato improvvisamente visibile. L’area di Marta Bonafoni è andata all’incasso. Ma c’era un dettaglio che a Roma nessuno aveva messo nel conto. All’incontro del Nazareno mancava un pezzo del Pd di Ceccano: Rete Democratica. Assente allora, presente e ingombrante ieri sera.

Rete Democratica ha parlato chiaro, senza giri di parole e senza diplomazia. “È una questione vostra”. Tradotto: se Area Dem e Area Bonafoni hanno fatto un accordo a Roma, lo gestiscano loro. Nessun veto, nessun muro. Ma neppure un voto garantito. “Se volete candidare Piroli, noi non ci opponiamo. Ma non siamo noi ad aver preso quell’impegno”. Una frase che pesa come una mina.
Perché sostenere Piroli, per Area Dem, significa scoprire il fianco. Vuol dire togliere voti a uno dei propri Consiglieri provinciali, metterne a rischio la rielezione, aprire una falla dove finora c’era una trincea. E allora il patto romano, che sulla carta doveva unire, rischia di spaccare.
Senza sintesi

Il punto politico è tutto qui. Se la candidatura Piroli salta, Rete Democratica ha voluto che restasse agli atti una cosa sola: “Non siamo stati noi a metterci di traverso”. E allo stesso tempo: “Se questo accordo è confermato, se la candidata Emanuela Piroli ha i voti per l’elezione, noi siamo pronti a fare la nostra parte e sostenerla, nell’interesse di Ceccano e dell’amministrazione comunale”. Ma i voti devono esserci: perché altrimenti Rete Democratica rischia di sprecare le sue cartucee ed indebolire per nulla i suoi candidati.
La riunione si è chiusa senza una sintesi vera. Con più nervi che certezze. Con la sensazione che le Provinciali siano diventate il luogo dove le cambiali politiche vanno messe all’incasso. Ed onorate da chi le ha firmate. E che Ceccano sia oggi uno dei punti più sensibili della mappa democratica.



