L’uscita di Pasquale Caponera sulla possibile candidatura dell’ex magistrato Adolfo Coletta scatena la reazione delle opposizioni, che denunciano una fuga in avanti non condivisa. Nel Pd si aprono divisioni e ora tocca alla diplomazia ricucire gli strappi.
Ad Alatri la politica non fa le cose a metà. Se vuole complicarsi la vita, lo fa con metodo, con stile, e soprattutto con una tempistica degna di un film di Monicelli. La giornata di oggi lo dimostra magistralmente.
Tutto comincia con Pasquale Caponera, storica figura di Programma Alatri. È la lista civica che ha governato la città ininterrottamente dal 1994 al 2005. Decide di fare una chiacchierata. Informale, sia chiaro. Solo che la fa con i giornalisti, i quali – come è noto – non hanno nel loro vocabolario la parola informale e se uno parlando con loro gli fornisce una notizia per mestiere la diffondono.

Ne esce un’indiscrezione che vale quanto una dichiarazione ufficiale: la base per la sfida elettorale sarebbe già pronta, il candidato civico delle opposizioni starebbe definendo gli ultimi dettagli, ci sarebbero già quattro liste in cantiere. Il nome è quello dell’ex Sostituto Procuratore di Frosinone Adolfo Coletta: «Ha preso sul serio la nostra proposta e sta lavorando alacremente», dichiara Caponera. «Tanti, anche qualcuno del centrodestra, bussano alla nostra porta». E ancora, l’affondo sul sindaco uscente: «Quanto dichiarato da Maurizio Cianfrocca, e cioè di non volersi ricandidare, è la certificazione del suo fallimento. Sperava che qualcuno lo invitasse a ripensarci: si è sbagliato di grosso. Di fatto lo hanno scaricato con un anno di anticipo».
«Inappropriato e intempestivo»

Il problema è uno solo ma è decisivo: quella candidatura non era stata concordata con il resto delle forze di opposizione. La levata di scudi è immediata. I consiglieri comunali Nazzareno Costantini, Enrico Pavia, Mario D’Onorio e Fabio Di Fabio pubblicano a stretto giro una nota congiunta: «Ribadiamo con forza la nostra intenzione di costruire una vasta coalizione civica che si presenti come un’alternativa forte e credibile. Giudichiamo pertanto inappropriata e intempestiva la dichiarazione di Caponera che propone una candidatura a sindaco presentandola e tentando di farla passare come quella “civica delle opposizioni”, quando questo non è».
«Al netto della nostra stima personale nei confronti del dottor Coletta, non possiamo non sottolineare come la proposta di Caponera sia lontana dall’animus che ci ha ispirato finora: quello di creare una coalizione che prima ponga le proprie fondamenta su un progetto e un programma comune e, solo poi, giunga a individuare chi potrà esprimere le potenzialità utili al raggiungimento del nostro obiettivo».

Manca la firma del consigliere dem Matteo Recchia, che si astiene per evitare di portare l’incendio all’interno del Partito e per coerenza con la linea sempre tenuta assieme a fantini. No a fughe in avanti. Poco dopo arriva un’altra firma: quella di Anna Rita Pelorossi, che pubblica la lettera sulla sua bacheca Facebook aggiungendo il suo nome.
Il mondo Prog diviso in tre
Nel Partito Democratico il dibattito è aperto e vivace. L’ex presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini è pronto a candidare Coletta ad occhi chiusi. L’ex segretario provinciale Luca Fantini, assieme al suo gruppo, si è sempre detto disponibile al dialogo con tutte le forze alternantive a Cianfrocca, senza preclusioni: ma chiede con forza un percorso chiaro, condiviso e capace di coinvolgere quanti più possibile. Esattamente il contrario di quello che sta succedendo. L’ex vicesindaco Fabio Di Fabio è invece nettamente contrario.
Intanto si intrecciano contatti con il movimento civico di Tracisio Tarquini(«Alatri in Comune») e con Noi per Alatri che fa capo a Enrico Pavia, nella speranza di trovare una sintesi che al momento sembra lontana.
Caponera corre ai ripari

Caponera si rende conto che i tempi per far uscire questa notizia erano tutt’altro che maturi. E corre ai ripari con una dichiarazione coram populo: «Ritengo necessario e doveroso precisare quanto riportato questa mattina da alcuni quotidiani. Evidentemente una chiacchierata informale è stata male interpretata e riportata come dichiarazione ufficiale. Le mie erano esclusivamente ipotesi».
«Ho sempre affermato che qualora ci dovesse essere una disponibilità del dottor Adolfo Coletta a scendere in campo, essa troverebbe il nostro favore. Nessuna accelerazione e nessuna fuga in avanti. Solo la speranza che Coletta possa scegliere di accettare questa sfida».
Forse qualcuno è disposto a credere che Caponera non sapesse cosa accade quando si dà una notizia ai giornalisti. Che non è molto diverso da quello che accade quando si danno gli alimenti al cuoco dentro la cucina o si mette una testa sulla poltrona di una parrucchiera. Sta di fatto che ormai i cavalli sono scappati.
La morale della favola

Il bilancio della giornata è impietoso. Caponera voleva forzare la mano o mettere il cappello sulla candidatura di un magistrato stimato. È riuscito soltanto a ustionarla: almeno sul piano della tempistica e della gestione delle relazioni interne all’opposizione.
Ora occorre la sottile arte della diplomazia. Non manca né a Mauro Buschini né a Luca Fantini. Gli toccherà fare gli straordinari.



