La Ciociaria sempre più “periferia dell’impero”: crolla la qualità della vita

La tradizionale indagine del Sole 24 Ore boccia senza appello la provincia di Frosinone che scivola all'85° posto ed è il fanalino di coda nel Lazio. Quasi tutti i parametri sono negativi ma preoccupa il - 43 posizioni alla voce "affari e lavoro". Una spia della grave crisi economica che attanaglia un territorio poco attrattivo. E' ora che la politica in maniera trasversale prenda coscienza della situazione e metta in campo interventi strutturali

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Ritratto in bianco e nero di una provincia che soffre, resiste, arretra. Ma non si rassegna. La Ciociaria è ormai la periferia dell’impero, più giù che su: 85ma su 107 province italiane nella classifica della Qualità della Vita. Quella che il quotidiano economico Il Sole 24 Ore elabora ed aggiorna ogni anno.

Il dossier pubblicato nel numero oggi in edicola fornisce un’analisi approfondita. Si basa su 90 indicatori che fotografano i diversi aspetti sociali, economici, ambientali e culturali delle varie realtà provinciali.

Il Nord-Est nei piani altissimi, Roma in risalita

Il Colosseo, simbolo di Roma (Foto © DiLiff)

In cima alla lista ci sono ancora una volta, le province del Nord-Est. Si distinguono per una combinazione di servizi efficienti, buona qualità dell’ambiente e un contesto favorevole al benessere dei cittadini. L’Italia che “ce la fa” parla, come sempre, con l’accento del nord Italia: la vincitrice assoluta del 2025 è Trento, che si riprende lo scettro scalzando tutti e confermandosi un modello di efficienza e benessere. 

Ecco la Top 5 delle province italiane dove si vive meglio: 1. Trento, 2. Bolzano, 3. Udine, 4. Bologna e 5. Bergamo. Da segnalare la risalita di Roma che, pur restando a metà classifica (46ª), recupera ben 13 posizioni dal 2024, trainando un Lazio che però, al di fuori del GRA, soffre terribilmente.

La Ciociaria in caduta libera

Il campanile di Santa Maria a Frosinone

Frosinone è una provincia che soffre. La fotografia scattata oggi dal Sole 24 Ore è nitida. Anzi, più nero che bianco: 476,25 punti (lontana anni luce dalla capolista Trento con 648): Frosinone non solo non riesce a invertire la rotta ma perde ulteriore terreno, scivolando pericolosamente verso il fondo della graduatoria nazionale: in un anno abbiamo perso 3 posizioni scivolando dall’82° posto del 2024 all’85° del 2025.  

Mentre il Nord continua a correre e la capitale prova a rialzare la testa, la Ciociaria resta impantanata nelle sue storiche criticità strutturali, con un campanello d’allarme assordante che arriva dal mondo del lavoro.

Infatti, è andando ad analizzare i macro-indicatori che si scoprono le vere ferite di questo territorio. Se la classifica generale è la somma algebrica delle macro aree in cui sono raggruppati i 90 parametri esaminati ,i settori dicono dove stanno le “cancrene”.

Affari e lavoro in grande affanno

Affari e Lavoro

È questo il dato più allarmante, quello che dovrebbe far saltare sulla sedia sindaci, associazioni di categoria e sindacati.

  • Posizione: 70ª
  • Variazione: – 43 posizioni (rispetto al 2024), un tonfo fragoroso. 
Un operaio al lavoro (Foto Riccardo Squillantini © Imagoeconomica)

Perdere 43 posizioni in un solo anno nella voce che misura la vitalità del tessuto imprenditoriale, le start-up, il tasso di occupazione e le cessazioni d’impresa, significa che il sistema produttivo ciociaro è in affanno grave. La deindustrializzazione, la precarietà e la fatica del commercio locale pesano come macigni. 

Incide molto lo stop del comparto Automotive. Ha fermato l’indotto e lo sviluppo di piccole e microimprese connesse ai servizi ed alle ricerche.

 Ricchezza e Consumi

In un quadro a tinte fosche, spunta un dato in controtendenza che merita di essere letto con attenzione, forse l’unica nota lieta (o forse solo resiliente) del report.

  • Posizione: 71ª
  • Variazione: +15 posizioni 
Ricchezza e consumi. Dati: Scenari Immobiliari, grafica: Il Sole 24 Ore

Frosinone risale la china nella capacità di spesa e nei consumi. Un dato che potrebbe sembrare in contraddizione con il crollo del lavoro ma che spesso si spiega con la “rendita” pensionistica e i risparmi familiari che ancora fanno da ammortizzatore sociale in Ciociaria. 

Si consuma, si spende un po’ di più, ma se non si crea nuovo lavoro (vedi affari e lavoro), è una ricchezza che rischia di erodersi presto.

Male gli altri parametri

Per quanto riguarda le altre voci storiche il report 2025 non riserva scossoni positivi tali da bilanciare il quadro generale. Anzi solo un parametro è in segno +.

Giustizia e Sicurezza, fonte Infocamete, grafica Il Sole 24 Ore

Giustizia e Sicurezza: la provincia di Frosinone è al 53° posto su 107 province ed in un anno ha perso -11 posizioni. Scivola anche nella classifica Ambiente e Servizi: è 100ma stra tra le ultime 7 in Italia ed in un anno ha perso 6 posizioni. Il parametro in crescita è quello demografico ma sono gli immigrati a muoverte la classifica portandoci a quota 69 dopo avbere recuperato 18 posizioni. Stabili in Cultura e Tempo Libero: 88ma posizioni perdendone 2 in un anno.

Entrado nel dettaglio: per “Incidenti stradali, morti e feriti ogni mille abitanti” la provincia si colloca al 61° posto, con un valore di 4, superiore alla media nazionale di 3,8. La “Mortalità stradale in ambito extraurbano” vede la provincia al 63° posto, con un ranking a 5, superiore al 4,4 nazionale. Anche qui il territorio registra performance peggiori rispetto alla media italiana.

La percezione di insicurezza porta la provincia al 90° posto, le famiglie avvertono il rischio di criminalità nella zona molto più della media nazionale. Una posizione così bassa indica un livello di insicurezza percepita significativo, più alto rispetto alla maggior parte delle province.

Criminalità e Giustizia

Il Palazzo di Giustizia di Frosinone

Gli indicatori sui reati mostrano un quadro in chiaroscuro ma mediamente positivo. Ci sono meno danneggiamenti della media nazionale. Sul fronte delle Truffe e frodi informatiche la posizione è la 21ma, mentre va ancora meglio nell’Indice di criminalità complessivo: posizione 13, dato 2.604 contro 3.430,4 della media nazionale. Significa che il territorio è tra i più sicuri d’Italia.

Per i Furti in abitazione la posizione è la 49ma (più si sta in alto e meno furti ci sono). Per i Furti con strappo la posizione è 23 ed anche sul fronte delle Rapine in pubblica via non c’è male e ci piazziamo in 14ma posizione. Reati legati agli stupefacenti: posizione 58,

Nel complesso la provincia presenta livelli di criminalità sensibilmente inferiori alla media nazionale, con posizioni spesso tra le prime venti.

Foto: Saverio De Giglio © Imagoeconomica

Sugli indicatori della giustizia civile emerge una situazione dinamica e per certi aspetti contrastante. La Durata media dei procedimenti civilii è di 306 giorni contro 345,3 nazionali: significa procedimenti più rapidi della media. Ma siamo una provincia litigiosa e facciamo causa per ogni cosa: siamo al 90° posto. Il quadro descrive un territorio in cui la giustizia funziona relativamente bene nel presente, ma con una pesante eredità di cause arretrate e un’elevata litigiosità.

Pubblica amministrazione: buona capacità di riscossione

La capacità di riscossione dei Comuni colloca la provincia al 86° posto, con una percentuale del 70 percento, leggermente sotto la media nazionale (74,3 percento) ma comunque vicina al dato medio.
Un valore che indica una tenuta amministrativa discreta, anche se migliorabile.

La Ciociaria dunque continua a pagare dazio su:

La Valle del Sacco
  • Ambiente: La qualità dell’aria (specialmente nel capoluogo e nella valle del Sacco) e la gestione dei servizi restano talloni d’Achille che la ancorano al fondo.
  • Demografia: L’inverno demografico, pur guadagnando 18 posizioni rispetto all’anno scorso, colpisce duro anche qui, con i giovani che se ne vanno (fuga di cervelli verso Roma o il Nord) e un indice di vecchiaia che sale.
  • Cultura: L’offerta culturale e del tempo libero non riesce ancora a competere con le province limitrofe, nonostante gli sforzi di alcune amministrazioni locali.

Un territorio non attrattivo

L’85° posto non è solo un numero per Frosinone, è un verdetto. Che peraltro relega la provincia all’ultimo posto nel Lazio. La prima, come detto, è quella di Roma al 43^ con +13 rispetto al 2024, poi Viterbo 71^ ( -5),  Rieti 75^ ( -1); Latina 83 (-6).

L’ingresso di Stellantis, una delle industrie-simbolo della crisi economica in Ciociaria

La classifica dice che la qualità della vita in Ciociaria non è attrattiva. Dice che un giovane di Frosinone ha, statisticamente, meno opportunità, meno servizi e un ambiente meno salubre rispetto a un coetaneo di Trento o Bologna. Il “crollo” in Affari e Lavoro (- 43 posti) è l’aspetto più inquietante di questa edizione 2025: senza lavoro non c’è futuro, e la tenuta in Ricchezza e Consumi non potrà durare in eterno senza un motore produttivo che gira.

La politica locale, tutta in senso assolutamente trasversale, spesso litigiosa su questioni di quartiere, e autoreferenziale su tante altre, dovrebbe appendere questa classifica negli uffici e nelle segreterie di partito.  Non per rassegnazione, ma come promemoria: c’è un territorio da ricostruire, partendo dai fondamentali.

Henry Ford diceva: “Il fallimento è solo l’opportunità più intelligente per ricominciare”