Ritardi nei lavori alla Collegiata di San Lorenzo Martire, chiusa da nove mesi dopo un cedimento strutturale. La riapertura slitta tra giugno e luglio 2026, mentre proseguono interventi complessi su pavimento e volte dell’edificio storico.
Nove mesi di chiusura non sono bastati. I tempi di riapertura — previsti nei primi mesi del 2026 — si sono allungati: servirà più tempo per riparare la Collegiata di San Lorenzo Martire. Ha rischiato di collassare al suo interno, tra le due navate centrali. Ora per la riapertura si parla di giugno oppure in coincidenza dei festeggiamenti del SS. Crocifisso nella seconda settimana di luglio. Ma al momento non vi è una data certa.

Stava sprofondando lentamente. La fortuna ha voluto che il pavimento al centro della chiesa si infossasse visibilmente, facendo scattare l’allarme e le verifiche. Mai come in questo caso, l’intervento è stato tempestivo per scongiurare un vero e proprio dramma. Quello che sembrava un lavoro di routine da facile risoluzione si è rivelato, con il passare delle settimane, molto più complesso e articolato del previsto.
Aveva ceduto nella parte centrale un’area del pavimento: vistoso l’avvallamento creatosi tra diversi banchi. Dopo averlo transennato, le funzioni religiose sono proseguite per qualche settimana, mentre si avviava l’iter per capire cosa avesse provocato il cedimento e quale fosse la soluzione. Il primo provvedimento è stato chiudere la chiesa al pubblico e transennare l’area circostante — sul lato del sagrato, sul versante del vicolo che porta alla Cascata del Liri e sul lato della Sala Agape.
Fedeli pellegrini

Da settembre 2025 pellegrini e fedeli hanno traslocato in varie chiese del centro: da quella di Sant’Antonio a quella di San Giuseppe, passando per il Teatro Stabile, dove sono state officiate le messe più importanti a seconda degli eventi. Oggi Don Alfredo celebra presso il vecchio cinema «Pidocchietto», dove hanno sede le suore, proprio di fianco alla Cascata Grande del Liri.
Il disagio dei fedeli sarebbe però nulla rispetto al pericolo reale scoperto nella chiesa principale della città, nel cuore del centro storico: una grossa crepa sulla volta che sovrasta l’altare, segno di un cedimento strutturale delle due arcate.

«È una chiesa del ‘700 edificata dalla famiglia Boncompagni — commenta Don Alfredo Di Stefano — e al contrario del castello, che poggia sulla roccia, l’intera struttura della Collegiata è stata edificata sulla terra, attraversata dalle acque del fiume che scorrono proprio alle sue spalle. Ci siamo accorti che il pavimento stava scendendo e qui abbiamo scoperto che stavano cedendo le due arcate».
«Un progetto di consolidamento è partito immediatamente: rinforzare le due pareti laterali. Ma il pavimento è tutta terra ed è la stabilità della chiesa che stiamo cercando di tutelare. Un altro problema sono le volte: ci sono crepe vistose. Le pareti laterali sono quasi ultimate; per il pavimento siamo intervenuti in varie parti della chiesa, scongiurando l’intervento sull’intero perimetro».
Le origini seicentesche e i Duchi Boncompagni

La costruzione della chiesa di San Lorenzo ebbe inizio intorno al 1630, quando i Duchi Boncompagni ottennero il permesso di abbattere quella omonima fatiscente nel comprensorio del castello e di edificarla a proprie spese nel basso del paese, demolendo una serie di fabbricati diroccati. Per quest’opera, secondo i registri del Decurionato, i Boncompagni si servirono di fabbricatori e architetti romani.
Quattrocento anni di storia, di fede e di comunità custoditi in quelle mura — e ora messi alla prova dalla fragilità del suolo che le sorregge. La Collegiata di San Lorenzo non è solo un edificio di culto: è l’anima stessa di Isola del Liri, il luogo dove generazioni di isolani hanno celebrato nascite, matrimoni e lutti, dove la città si è raccolta nei momenti di gioia e di dolore.
Quando riaprirà le sue porte — che sia a giugno o per il SS. Crocifisso di luglio — non sarà solo una questione di cantiere terminato. Sarà una città intera che torna a casa.



