Duro intervento del consigliere del PSI: "I convogli della linea diretta FL6 che collegano Cassino con la capitale continuano a non fermarsi nel capoluogo penalizzando migliaia di pendolari". L'esponente dei socialisti ha sottolineato come la delibera ad hoc del Consiglio comunale sia stata snobbata dalla Regione.
Frosinone resta a guardare mentre i treni veloci scorrono via. A suonare il fischietto è il Consigliere comunale e capogruppo PSI Vincenzo Iacovissi: denuncia l’esclusione del capoluogo dalle corse dirette Cassino–Roma Termini che percorrono la tratta ferroviaria FL6.
L’esponente socialista parte da un dato di fatto: la battaglia per il “treno veloce” (45 minuti per Roma Termini) è storia vecchia, quasi logorante. Ma la novità, che ha il sapore amaro della beffa, sta nella scoperta che i treni veloci tecnicamente ci sono già. Spoiler: non sono fruibili per i pendolari del capoluogo.

Ecco il passaggio chiave dell’affondo di Iacovissi: “Da una recente verifica si apprende che, oltre al danno della mancata previsione di treni veloci, i frusinati subiscono addirittura la beffa di non poter beneficiare delle corse dirette Cassino – Roma esistenti ed attive. Sono ben nove infatti i treni che collegano la città martire a Roma senza fermate intermedie”. Ecco quali sono:
| Numero | Partenza | Orario | Arrivo | Orario |
| 23341 | Cassino | 7:22 | Roma Termini | 08:53 |
| 23347 | Cassino | 09:15 | Roma Termini | 10:47 |
| 23351 | Cassino | 15:48 | Roma Termini | 17:27 |
| 23359 | Cassino | 18:39 | Roma Termini | 20:25 |
| 23361 | Cassino | 21:15 | Roma Termini | 22:54 |
| 23365 | Roma Termini | 09:07 | Cassino | 10:32 |
| 23367 | Roma Termini | 13:07 | Cassino | 14:45 |
| 23369 | Roma Termini | 14:35 | Cassino | 16:05 |
| 23381 | Roma Termini | 20:07 | Cassino | 21:50 |
La Regione snobba la richiesta del Comune

Parole che pesano come macigni, soprattutto se si considera che il Consiglio comunale del capoluogo si era già espresso all’unanimità il 12 febbraio scorso con la Delibera n. 4/2025, chiedendo un potenziamento del trasporto ferroviario veloce.
Risultato? Nessun passo avanti dalla Regione, mentre i convogli continuano a sfrecciare davanti ai pendolari frusinati fermi sulla banchina. L’interpellanza di Iacovissi (protocollata lo scorso 17 novembre con il n. 70536) non è solo una richiesta tecnica ma una mossa politica mirata a stanare l’amministrazione comunale per costringerla a battere i pugni sui tavoli romani.
La richiesta è il minimo sindacale: se non si possono creare nuove corse che almeno si fermino quelle esistenti.
I treni dal Molise

In realtà quelli indicati da Icovissi sono i treni da Isernia. Attualmente partono da Cassino perché la linea Campobasso – Isernia – Venafro è interrotta per lavori di elettrificazione. I molisani con la corriera arrivano fino a Cassino, che è l’unica stazione di scambio tra Roma e Napoli insieme con Roccasecca, in cui sia possibile consentire di far stazionare i treni senza problemi sui binari non utilizzati per il trasporto.
Questo è il motivo per cui si ferma a Cassino, non ce ne sono altri.
Frosinone non ha la stazione di scambio come invece Cassino e Roccasecca.
“Frosinone merita rispetto”

Iacovissi incalza, toccando un nervo scoperto: “Questa circostanza solleva diversi interrogativi sulle ragioni alla base dell’esclusione del capoluogo ciociaro dalle corse dirette […] La soluzione minima – e a questo punto doverosa – sarebbe quella di consentire almeno la fermata su Frosinone dei nove treni Cassino-Roma che transitano ogni giorno nella nostra città, mettendo fine ad una disparità davvero singolare e stucchevole”.
Il consigliere socialista chiede uno “scatto in avanti” per difendere la “considerazione che lo status di capoluogo dovrebbe comportare”. Tradotto dal politichese: Frosinone non può essere la Cenerentola del Lazio meridionale. La vicenda della FL6 non è solo una disputa tecnica tra orari, coincidenze e fermate: è l’ennesimo tassello di una storia in cui il territorio e in particolare Frosinone, faticano a ottenere un ruolo centrale nella pianificazione regionale dei trasporti.
Tra Frosinone e Cassino il traffico ferroviario è senza alcun dubbio particolarmente intenso, ma non competitivo rispetto agli standard di altre aree del Lazio. Tempi di percorrenza lunghi, infrastrutture datate, carrozze fredde d’inverno e calde d’estate, scarsa flessibilità negli orari e l’assenza di servizi veloci, rendono difficile immaginare un reale sviluppo di mobilità moderna e interconnessa.
Una scelta politica
Da anni pendolari, associazioni e amministratori locali chiedono ciò che altrove è normale: treni diretti, tempi certi, investimenti strutturali. Frosinone – la città capoluogo – vede passare sotto il naso nove treni rapidi al giorno, senza poterne usufruire. Una situazione che appare, veramente al limite delle narrazioni kafkiane.

Il trasporto ferroviario sulla tratta Roma-Cassino poi è la metafora perfetta del peso politico dei territori. Cassino, con la sua Università e la sua storica capacità di fare lobby (in senso nobile) a livello regionale, ha saputo comunque blindare i propri interessi.
Frosinone, pur essendo capoluogo, appare spesso come un gigante dai piedi d’argilla, capace di votare delibere all’unanimità in consiglio comunale ma che poi, varcati i confini comunali, diventano carta impolverata sulle scrivanie di Trenitalia e della Regione.
Vedere passare nove treni senza che nessuno di questi apra le porte a Frosinone, non è un problema tecnico di orari o coincidenze: è una scelta politica precisa. Significa che, nella mappa del potere regionale, la fermata “Frosinone” è considerata sacrificabile, per guadagnare qualche minuto di percorrenza a favore dell’utenza cassinate.
Ed ovviamente non è una considerazione di campanile, nè è terrapiattismo ideologico. E’ la realtà, ancorchè surreale. Ma tant’è. Per citare George Orwell ne La fattoria degli animali: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. In Ciociaria, a quanto pare, anche le stazioni ferroviarie non si sottraggono a questa regola.



