La Lega assegna una tutela nazionale a Mastrangeli

Il confronto tra il sindaco Mastrangeli e la Lega. Che traccia la rotta per risolvere la crisi. Il documento 'moralmente' vincolante. E la delega nazionale. La richiesta di azzeramento fatta da Forza Italia resta isolata. I due assessorati disponibili verranno sostituiti in maniera chirurgica: non un vero rimpasto.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Pacta sunt servandai patti sono vincolanti e vanno rispettati: la delegazione della Lega lo ha ricordato ieri sera al sindaco Riccardo Mastrangeli. Lo ha fatto nel corso della verifica avviata subito dopo le elezioni Europee: prima i singoli Consiglieri comunali in un colloquio one to one e da qualche giorno i singoli Partiti che compongono la maggioranza.

Il primo confronto aveva messo a nudo la posizione di Forza Italia: scontro frontale. Reso evidente attraverso una richiesta irricevibile e cioè l’azzeramento totale della Giunta. Impossibile da prendere in considerazione perché equivarrebbe a sconfessare tutto il lavoro svolto in questi due anni di governo della città. (Leggi qui: La mossa del cavallo di Forza Italia).

Il secondo confronto ha detto al sindaco che Fratelli d’Italia è ancora la sua guardia pretoriana. Per un motivo contingente: non intende concedere margini per possibili rivendicazioni su candidature a sindaco di Frosinone nel dopo Mastrangeli a prescindere da quando sarà. (Leggi qui: Blindare Mastrangeli per stoppare Forza Italia).

Il terzo confronto è avvenuto ieri sera: con la Lega cioè il Partito che ha indicato il farmacista ed ex assessore al Bilancio Riccardo Mastrangeli come candidato sindaco pur restando civico. Ed il confronto ha messo in luce due elementi fondamentali per la soluzione della crisi.

Pacta sunt servanda

Il primo elemento. Due anni fa, all’inizio della Consiliatura Mastrangeli, tutti gli esponenti della maggioranza sottoscrissero un documento. Si dichiaravano consapevoli del fatto che se anche si fossero spostati da un Gruppo ad un altro non ci sarebbero stati riassetti nella Giunta. In pratica: l’esecutivo era quello e fotografava la situazione al giorno della proclamazione. La Lega ha invitato il sindaco ad estrarre quel documento e metterlo di fronte a chi oggi chiede di rimaneggiare l’esecutivo, violando così i pacta che invece sunt servanda.

La signorilità di Riccardo Mastrangeli lo ha portato però a sollevare un dubbio: “Obligatio est iuris vinculum quo, necessitate, adstringimur alicuius solvendae rei” e quel documento non rappresenta una Obligatio. È una citazione di Giustiniano, augusto imperatore romano d’Oriente. Traducendo il brano presente in Istituzioni: “L’obbligazione è un vincolo giuridico, in forza del quale si può costringere taluno all’adempimento di una prestazione“. Ma qui non siamo in presenza di un’obbligazione: quel documento non vincola giuridicamente nessuno.

A tracciare il perimetro allora è stato il predecessore del sindaco, Nicola Ottaviani oggi ascoltatissimo deputato della Lega. Ha ribadito che il patto c’è: tutti sapevano che se anche avessero cambiato casacca non ci sarebbero stati cambi di assessorati. Ed è vincolante. Non sul piano civilistico ma su quello etico: chi ha messo una firma sotto quel documento e poi non la rispetta ci passa da cialtrone.

E quale ‘tribunale etico‘ può essere invocato per reclamarne il rispetto? Qui arriva il secondo elemento fondamentale della serata di ieri.

Delega nazionale

Nicola Ottaviani con Matteo Salvini

La Lega ieri sera ha detto a Riccardo Mastrangeli che ha il più ampio margine per definire la questione come meglio crede, consapevole di avere delega piena e totale del Partito sia su scala cittadina che provinciale e nazionale. Cosa significa?

Vuole dire che una cosa sono le scaramucce di retrovia. Ma cosa diversa sarebbe una crisi le cui responsabilità politiche dovessero ricadere su Forza Italia, determinando la caduta dell’amministrazione comunale di un capoluogo di provincia del Lazio, per giunta l’avamposto più a sud delle truppe di Matteo Salvini.

Un dettaglio illumina bene lo scenario. Nicola Ottaviani dice che Mastrangeli ha delega piena del Partito sia su scala cittadina che provinciale e nazionale. Manca il livello Regionale: perché anche lui è consapevole che Frosinone sia solo una tappa dello scontro interno al centrodestra che sta generando scintille in Regione Lazio tra il governatore Francesco Rocca ed il potentissimo Coordinatore di Forza Italia del Lazio Claudio Fazzone che è anche Coordinatore dei Coordinatori Regionali di Forza Italia. (Leggi qui: Rocca vs Fazzone, il confronto ci sarà il 2 luglio).

Se Forza Italia si intesta la crisi, la questione finisce direttamente a Via Bellerio a Milano.

Le vie d’uscita

L’assessore Maria Rosaria Rotondi

La Lega ha concordato con il sindaco che esistano varie possibili soluzioni. E che tutte possono essere prese senza fretta. Quali soluzioni? Il sindaco ha a disposizione due assessorati: il cha gli concede una varietà quasi infinita di soluzioni. Anche alla luce del fatto che tutti coloro i quali stanno innescando la crisi giurano di non volere assessorati ma di farlo per il bene della città. Se fosse vero ci sarebbero più assessorati liberi che pretendenti.

I due assessorati sono quelli all’Innovazione lasciato libero nei mesi scorsi dall’avvocato Alessandra Sardellitti (che smentisce i rumors intensi secondo i quali vorrebbe rientrare in Giunta) ed alla Polizia Municipale lasciato ieri dall’assessore Maria Rosaria Rotondi.

Le dimissioni dell’assessore

Franco Carfagna

Si è dimessa proprio all’esito dei giri di verifiche politiche in atto. Il che significa che un riassetto è dietro l’angolo. Infatti, l’assessore si è dimessa su invito del sindaco Mastrangeli. Che con quell’atto invia due segnali.

Il primo è proprio a Forza Italia e Fratelli d’Italia. L’iniziativa è conseguente al colloquio avuto nelle ore precedenti dal sindaco con i referenti di FdI Fabio Tagliaferri (coordinatore cittadino) e Franco Carfagna (capogruppo consiliare). I quali avevano detto stop agli assessori che non hanno referenti in Aula che li “reggono”. La Rotondi infatti non aveva più la copertura della lista e del consigliere Pasquale Cirillo che l’aveva sostenuta in Giunta fino a qualche mese fa. Cirillo ha aderito a Forza Italia con un Patto Federativo che gli lascia in Aula il Gruppo.

Il sindaco assumerà l’interim dell’assessorato alla Polizia Municipale. Ed a testimonianza che la rinuncia della Rotondi sia stata concordata con Mastrangeli senza strascichi polemici che potevano sembrare una bocciatura ci sono i contenuti del comunicato dell’amministrazione comunale: “L’assessore Rotondi ha accettato di rimettere le deleghe ringraziando il sindaco per la fiducia accordata fino ad oggi che ha permesso di raggiungere importanti risultati per la città“. 

Soluzione a brevissimo

Riccardo Mastrangeli

Si tratta di una prima mossa per “liberare” una casella da poter poi assegnare tra pochi giorni. Non un azzeramento e nemmeno un rimpasto ma una sostituzione secca di due assessorati lasciati liberi per le dimissioni.

Chiaro che non ci sarà alcun accordo con i malpancisti Pizzutelli, Bortone e Mirabella. E non ci sarà alcun azzeramento. Al quale hanno detto no Fratelli d’Italia, Lega, Lista Ottaviani e soprattutto la strategica lista civica del vicesindaco Antonio Scaccia.

Il che fornisce un ulteriore punto di forza a Mastrangeli. Il primo: la richiesta di Forza Italia è isolata; il secondo: i numeri per andare avanti in seconda convocazione li ha; il terzo: ha la copertura nazionale della Lega sulla crisi comunale. Senza considerare il quarto: il documento con cui tutti sapevano che non ci sarebbero stati cambiamenti. E Pacta sunt servanda.