La presenza del consigliere comunale Anselmo Pizzutelli al congresso cittadino del Partito Democratico scatena la reazione di Iannarilli e della Lega, che puntano il dito contro il Laboratorio Scalo. Ma la mossa regala visibilità all'oppositore più ingombrante di Mastrangeli e allontana ogni possibilità di dialogo con l'area civica dello Scalo
Mentre i cittadini di Frosinone si preparano a scartare le uova di Pasqua e nelle case del capoluogo si prepara il casatiello, a Palazzo Munari le colombe faticano a trovare un posto dove accomodarsi. Certo non nella Sala Consiliare, visto il clima ben poco pasquale che si è creato in queste ore tra la Lega e il consigliere comunale Anselmo Pizzutelli. E di riflesso con il Comitato Civico “Laboratorio Scalo“.
Tutto nasce dalla presenza di Pizzutelli al congresso del Partito Democratico di Frosinone, celebrato domenica all’Astor Hotel. La circostanza ha spinto il segretario cittadino della Lega, il consigliere Dino Iannarilli, a una decisa presa di posizione: per lui la presenza di Pizzutelli avrebbe svelato la vera natura del comitato “Laboratorio Scalo”, da sempre presentatosi come civico e apartitico.
Collocazione Dem

Secondo Iannarilli, «la partecipazione ufficiale a un Congresso di Partito, con un ruolo di rappresentanza, dimostrerebbe che “Laboratorio Scalo” non è più — e alla luce dei fatti appare evidente che non fosse — un soggetto esclusivamente civico ma politico con una precisa collocazione nel Partito Democratico».
Il Segretario cittadino della Lega ha sottolineato come le posizioni del Comitato su temi come la pedonalizzazione di Piazzale Kambo, o le scelte sulla mobilità dello Scalo, condotte in sede istituzionale da Pizzutelli, si inseriscano ora in un percorso politico esplicito, minando la trasparenza dovuta ai cittadini.
In serata è arrivata la precisazione della Segreteria del PD di Frosinone, che ha provato a gettare acqua sul fuoco: «il consigliere Anselmo Pizzutelli è intervenuto al congresso in qualità di consigliere comunale e non in rappresentanza del comitato Laboratorio Scalo», sottolineando inoltre la presenza della collega Maria Antonietta Mirabella.
La replica di Pizzutelli

Puntuale come una cambiale è arrivata anche la replica del diretto interessato. Anselmo Pizzutelli: «È stato un semplice errore di comunicazione: ero lì come consigliere comunale e non come rappresentante del Laboratorio Scalo. Se invitato, parteciperei anche al congresso di Fratelli d’Italia».
Il consigliere ha poi rincarato la dose: «La polemica non mi stupisce, capisco bene da chi parte e perché. Io candidato sindaco con il sostegno del PD? Frosinone ha bisogno di risposte vere, che abbiano un profilo civico. Risposte diverse dalle logiche degli schieramenti. Per quanto riguarda i temi amministrativi sollevati dalla Lega, mi sembra che il fallimento amministrativo sia sotto gli occhi di tutti. Non pensavo di essere così ingombrante».
Fino a qui la cronaca. Poi c’è la politica.
Meraviglia chi si meraviglia

Anselmo Pizzutelli è da tre anni all’opposizione dell’amministrazione Mastrangeli. Anzi, forse ne è il primo oppositore. Lo fa con continuità, presenza e toni spesso pungenti. È quindi del tutto coerente, rispetto alla sua azione politica in Consiglio comunale, che partecipi a iniziative di chi si propone oggi — con prospettiva ulteriore per le elezioni del prossimo anno — come alternativa al centrodestra cittadino, anche se piuttosto annacquato.
E conta poco che il Congresso fosse del PD, del PSI o di altri partiti riformisti. Per questo diventa del tutto irrilevante il “titolo” con il quale Pizzutelli si sia presentato: se come Consigliere comunale o come rappresentante del Laboratorio Scalo.
Il punto politico centrale è un altro: lui non starà certamente con Mastrangeli e con il centrodestra alle prossime elezioni. Elementare, Watson.
Il paradosso di Frosinone

Puntare il dito contro Pizzutelli, inoltre, non fa altro che dargli — totalmente a costo zero — una maggiore visibilità politica e caricarlo di un potenziale elettorale, paradossalmente, ancora più pericoloso per il prossimo anno. Sia che decida di correre in coalizione, sia che scelga eventualmente la strada solitaria.
Non a caso Pizzutelli ha chiuso con «non pensavo di essere così ingombrante». Forse da ieri lo è diventato, per meriti altrui.
Colpire il Comitato Laboratorio Scalo appare inoltre una mossa poco accorta. Se esisteva anche solo una possibilità — comunque remota — che quell’area civica potesse, in qualche forma, dialogare con il centrodestra e con Mastrangeli in vista delle prossime amministrative, oggi quella prospettiva appare ancora più lontana. Si regala l’elettoralmente influente comitato civico dello Scalo agli avversari.
Così è, se vi pare.

La vera anomalia in tutta questa vicenda — un paradosso cosmico e un unicum che sembra esistere solo a Frosinone — è che Anselmo Pizzutelli, l’oppositore più presente e pungente nei confronti del sindaco, dopo tre anni sia ancora il capogruppo della lista Mastrangeli. Un clamoroso ossimoro.
Un paradosso politico che racconta meglio di qualunque polemica la complessità — e talvolta la contraddittorietà — degli equilibri consiliari del capoluogo. In questa circostanza, l’effettiva identità politica pesa molto più dell’etichetta formale esibita per partecipare a un congresso.



