La Lega di Frosinone batte i pugni sul tavolo. Piano, ma li batte

Nel direttivo provinciale della Lega emerge una posizione compatta: senza rappresentanza in Giunta regionale, i 14mila voti del territorio rischiano di pesare meno. Tensione con la linea nazionale, ma senza rotture. Ottaviani e Abbruzzese torneranno a mediare

Hanno battuto i pugni sul tavolo. Hanno messo in chiaro tutte le loro perplessità sulla manovra che priverebbe la provincia di Frosinone del suo assessore in Regione Lazio. A prescindere dal nome dell’attuale titolare della delega alla Protezione Civile Pasquale Ciacciarelli: gli amministratori leghisti hanno rivendicato le oltre 22mila preferenze portate al Carroccio durante le scorse Regionali. Ed hanno detto No alla linea tracciata dal Partito. Lo hanno fatto l’altra sera, durante la riunione del Direttivo Provinciale.

La nota ufficiale parla di «clima di partecipazione costruttiva e di confronto concreto». Traduzione: tutti hanno parlato, tutti hanno detto la stessa cosa, nessuno ha alzato la voce. Ma il messaggio è uscito dalla stanza nitido come una lama. La provincia di Frosinone ha portato alla Lega 22.058 voti alle scorse Regionali. E tra questi ben 14.030 preferenze sono state per Pasquale Ciacciarelli. In cambio ha avuto un assessore in Giunta regionale per quasi quattro anni. Ora quel posto sta per essere spostato altrove, per ragioni strategiche che guardano a Roma e non alla Ciociaria. E questo, nel lessico misurato della politica leghista locale, si chiama «inaccettabile». (Leggi qui: Ciociaria svenduta, il sacrificio di Ciacciarelli per salvare Roma e Latina).

Il ragionamento di Abbruzzese

Mario Abbruzzese e Luca Zaccari

Il coordinatore regionale all’Organizzazione Mario Abbruzzese ha illustrato la linea del Partito con la chiarezza di chi non ama i giri di parole: Frosinone ha preso i voti, il Consigliere regionale non è scattato ma è andato al Collegio di Latina grazie ad un misero 0,4% di voti in più sul simbolo di Alberto da Giussano, il posto in Giunta è stato un riconoscimento generoso durato quasi quattro anni e ora il Partito ha bisogno di quella pedina per le sue mosse sulla scacchiera romana. È la logica del Partito nazionale che ragiona su scala nazionale. Comprensibile. Legittima. Ma profondamente sgradita a chi siede nei comuni della provincia di Frosinone e sa che senza una voce in Giunta certi dossier — dalla ZES alle infrastrutture, dall’automotive alla sanità — rischiano di non trovare nessuno che li porti al tavolo che conta.

Gli amministratori hanno ascoltato. Hanno risposto. Battendo i pugni sul tavolo e facendo rumore. Come nel caso del vicesindaco di Alatri Roberto Addesse o il consigliere di maggioranza di Anagni Antonio Necci: il loro è stato un No fermo e rumoroso ma senza scene drammatiche, con quella fermezza a brutto muso che in certi contesti pesa più di qualsiasi urlo. Il nome di Pasquale Ciacciarelli è rimasto sullo sfondo — la questione, hanno sottolineato, non riguarda la persona ma il principio. Un territorio che esprime 22.058 voti merita una presenza in Giunta. Soprattutto se a Latina ne hanno presi solo 21.480. Punto.

Nicola Ottaviani

Mario Abbruzzese ed il Coordinatore provinciale Nicola Ottaviani hanno ascoltato. E preso atto. Non è stato un muro contro muro: base e vertici parlano la stessa lingua. Da un lato c’è la disciplina di Partito e dall’altra c’è la passione politica: che forse, segretamente, proprio i vertici speravano di sentire e vedere con la consistenza dimostrata l’altra sera. Per questo torneranno dal vicesegretario nazionale Claudio Durigon (di Latina) e gli esporranno la situazione tentando di modificare la rotta.

L’avvicendamento

Sul fronte organizzativo, la novità più rilevante è l’avvicendamento di Luca Zaccari nel ruolo di vice coordinatore provinciale con Samuel Battaglini, mentre restano confermati Luca D’Arpino — con delega all’organizzazione — e Andrea Amata, capogruppo in Consiglio provinciale. Perché? Una vulgata sostiene che sia stata un’operazione compiuta senza coinvolgere gli altri. Un’altra assicura l’esatto contrario e che Zaccari con Battaglini fossero già d’accordo per questo passaggio di testimone.

Samuel Battaglini

È stato inoltre sottolineato l’importante lavoro svolto dal vice coordinatore provinciale Luca D’Arpino nell’organizzazione dei gazebo, finalizzati a veicolare sul territorio i messaggi politici della Lega, anche in occasione della fase del tesseramento. Ed a proposito di Tessere, Mario Abbruzzese ha accettato la sfida lanciatagli nei mesi scorsi da Matteo Salvini: andare oltre la cifra record di 10mila iscritti centrata nel Lazio durante la scorsa campagna.

Il tesseramento – ha detto il Segretario Regionale Organizzazione Mario Abbruzzesenon esprime soltanto un dato statistico, ma rappresenta un segnale concreto di vitalità e di radicamento del partito sul territorio”.

Il resto dell’agenda: dalla TAV ai gazebo

Luca D’Arpino

Liquidata — formalmente, almeno — la questione più spinosa, la riunione ha affrontato il resto dell’agenda con il metodo tipico dei direttivi leghisti: molto territorio, poca ideologia, tanta concretezza amministrativa.

La Zona Economica Speciale per Frosinone resta una battaglia definita strategica, necessaria a colmare le «asimmetrie competitive» che penalizzano il territorio rispetto ad altre province laziali già incluse nei regimi agevolativi. La stazione TAV nell’area tra FrosinoneSupino e Ferentino — seguita direttamente dall’onorevole Nicola Ottaviani — è stata rilanciata con la promessa di aggiornamenti rilevanti nelle prossime settimane. I finanziamenti per la messa in sicurezza della strada dei Monti Lepini e della Sora-Cassino, arrivati attraverso il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, sono stati presentati come prove concrete di un governo che ascolta il territorio.

Il messaggio sotto il messaggio

Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli

C’è però una lettura di questa riunione che va al di là dell’ordine del giorno. La Lega di Frosinone sta attraversando una fase in cui deve decidere che tipo di soggetto politico vuole essere: cinghia di trasmissione delle strategie nazionali o presidio del territorio con una propria voce autonoma. La questione dell’assessorato è il terreno su cui questa scelta si sta giocando in modo concreto. La sfida politica è quella di riuscire a mediare una sintesi: Abbruzzese ed Ottaviani ci proveranno.

Abbruzzese ha spiegato la logica del Partito. Gli amministratori hanno spiegato la logica del territorio. Ognuno con la sua convinzione, nessuno contro l’altro. Il comunicato parla di confronto costruttivo. Nei prossimi giorni si vedrà quanto quella costruzione regga al peso di ciò che è stato detto — piano, ma chiaramente — ieri sera.