La Lega respinge l’assalto di Villa. E apre un varco al Pd

La Lega replica all'ex sindaco Paola Villa. Che l'aveva accusata di essere una stampella per la maggioranza di Forza Italia e Fratelli d'Italia. C'è un dettaglio che fa la differenza: lo rivela Amato La Mura. Che ora potrebbe promuovere una manovra. Con la quale lasciare fuori proprio Paola Villa

Noi stampella della maggioranza formata da Forza Italia e da Fratelli d’Italia? Non mi risulta. E lo motivo: non abbiamo mai approvato alcun Bilancio di previsione proposto dal sindaco Gianluca Taddeo. Non siamo in Giunta e neanche ci interessa starci…”. Le pesanti accuse politiche fatte alla Lega domenica sera dall’ex sindaco di Formia Paola Villa non sono cadute nel vuoto. (Leggi qui: Paola Villa rompe il silenzio: “La Lega è una stampella della maggioranza”).

Premessa: il Gruppo consiliare del Carroccio è all’opposizione insieme al Pd ed ai 5 Stelle, mentre a governare Formia è Forza Italia con Fratelli d’Italia. Ma i leghisti non firmano con le altre opposizioni le richieste di convocare una seduta straordinaria del Consiglio comunale. E senza la loro firma, tutto rimane come lettera morta. 

Risponde La Mura

Claudio Durigon sul palco di Pontida (Foto: Michele Maraviglia © Ansa)

Aveva annunciato una replicare alla professoressa un suo amico d’infanzia, l’attuale capogruppo della Lega Antonio Di Rocco. Forse stanco per la trasferta di domenica a Pontida dove ha fatto parte della delegazione del Lazio, il responsabile della Segreteria Particolare del sottosegretario all’Economia Claudio Durigon ha chiesto all’ex candidato sindaco Amato La Mura di ribattere. 

Amato La Mura lo fa in maniera piccata e tirando fuori una serie di circostanze. La prima risale alla campagna elettorale dell’autunno 2021 quando il medico cercò di succedere alla sindaca Villa ma venne sconfitto dall’attuale primo cittadino Gianluca Taddeo per soli 38 voti. “La professoressa – ha esordito La Mura – dimentica un particolare di non secondaria importanza: andò a casa a fine dicembre 2020 perché il suo cattivo Governo aveva portato la città ad una paralisi mai registrata in precedenza. E se ci fu una necessaria discontinuità è perché lo volle il gruppo della Lega. Caduta l’amministrazione, la Lega insieme ad alcune altre liste civiche, mi propose come candidato a sindaco alla testa di una coalizione. Che si scontrò con quella formata da Forza Italia – Fratelli d’ìItalia di cui ora siamo considerati erroneamente una protesi. Se avessimo voluto, stavamo dall’altra parte ma già da quattro anni fa”.

Amato La Mura

Per la Mura, apprezzato istruttore di basket giovanile nei suoi scampoli di tempo libero, la miglior difesa è l’attacco. Ricorda cosa avvenne alla vigilia del Ballottaggio del 17 ed il 18 ottobre 2021: “Incontrai la professoressa Paola Villa e le ricordai che se avesse vinto il candidato di Forza Italia e di Fdi la città avrebbe perso la sua storica autonomia e la sua riconosciuta leadership alla testa di un intero comprensorio. Le chiesi un sostegno in occasione del Secondo Turno e mi rispose che ‘il sottoscritto ed il candidato Taddeo eravamo uguali, senza alcuna differenza’”.

Vecchi rancori

Parole pesanti che a breve distanza hanno permesso a Gianluca Taddeo di diventare sindaco di Formia grazie ad un ristrettissimo pugno di voti: conseguenza del Niet pronunciato da Paola Villa e complice il silenzioso disimpegno di frange del Pd.

Pasquale Cardillo Cupo

Vecchi rancori che non sono stati anestetizzati per quattro anni. Anzi. Le distanze si sono fatte più ampie quando la scorsa primavera una delegazione del Pd, di Guardare Oltre e della civica Un’Altra città di paola Villa ha ottenuto un appuntamento con la segreteria del Prefetto di Latina. Lì le opposizioni hanno puntato il dito contro quello che hanno definito l’uso distorto dei social del Comune “utilizzati come una clava per attaccare alcuni rappresentanti delle minoranze”. E contro la gestione delle sedute consiliari da parte del presidente d’aula Pasquale Cardillo Cupo (Fratelli d’Italia).

Il consigliere La Mura ammette di non essere andato a quell’incontro in Prefettura. Il motivo? Perché “semplicemente io e tantomeno i consiglieri Di Rocco e Nicola Riccardelli siamo mai stati invitati ad andare”. E se i tre consiglieri della Lega fossero stati informati dell’audizione? “Non saremmo andati perché – ha aggiunto La Mura – si è rivelata inutile come hanno evidenziato i mesi successivi. A noi questa opposizione urlata non è mai piaciuta. La Lega, che è un Partito, non può e non deve inseguire a tutti i costi la professoressa Villa.

Ma la firma no. O forse si

Dopo quanto anticipato ieri, il gruppo consiliare della Lega ha confermato che non apporrà la quinta firma per far svolgere un consiglio Comunale straordinario richiesto dalle altre opposizioni dallo scorso mese. 

La Mura aggiunge un indizio. “E se fossimo noi a chiedere una seduta del Consiglio comunale di Formia?”. Sarebbe un elemento dirimente in proiezione del voto amministrativo della primavera del 2027. Perché? La Lega ha solo tre rappresentanti in Aula ma per convocare il Consiglio partendo dall’opposizione servono almeno cinque firme. Cosa c’è dietro la frase di Amato La Mura?

In settimana ci sarà un incontro “esplorativo e chiarificatore” con il Gruppo consiliare del Partito Democratico, al momento presente in Consiglio con l’ex candidato sindaco Luca Magliozzi ed il consigliere Alessandro Carta. Se raggiungessero un accordo, anche in proiezione di un’alleanza politico-elettorale in vista delle amministrative del 2027, le firme su quella proposta di convocare il Consiglio subito dopo l’approvazione del rendiconto di gestione diventerebbero subito cinque.

Alleanza trasversale

Luca Magliozzi

Centrodestra e Centrosinistra insieme? Un po’ quello che in Ciociaria si è visto in diversi centri con più di 15mila abitanti: a Ferentino, a Veroli, a Sora. Ed ora anche al Comune di Frosinone. Fattibile anche a Formia? “Se gli amici del Pd ci chiedessero di togliere il simbolo del nostro Partito dovrebbero fare altrettanto loro…”. È già piattaforma civica.

E l’ipotesi potrebbe essere quella di arrivare a sei qualora, entro questo margine temporale, il capogruppo di ‘Guardare Oltre’, Imma Arnone proseguisse sulla strada che la porta verso il Partito Democratico.

A quel punto la vittima sacrificale di questo gioco al massacro all’interno delle eterogenee minoranze formiane diventerebbe proprio l’ex sindaco Paola Villa. Il cerino, acceso, le rimarrebbe tra le dita di una mano e scottarsi sarebbe inevitabile.